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Papa Francesco, Cipriano, e le vergini caste e pure

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“Donna nubile d’età avanzata per lo più associata a un’idea di femminilità appassita e di umore bisbetico tendente a manifestazioni isteriche”. Questo il significato comune del termine “zitella”, secondo il Devoto – Oli e la maggior parte dei dizionari. Non so secondo il vocabolario di Papa Francesco, che ha detto alle suore: “La consacrata è madre, deve essere madre e non zitella”. Ma una via di mezzo non c’è? Una suora, e magari anche una donna, deve essere necessariamente l’una o l’altra cosa? Poi, alle 800 suore che partecipano a Roma all’assemblea dell’Unione delle Superiori generali, il Papa ha detto: “Che cosa sarebbe la Chiesa senza di voi? Le mancherebbe maternità, affetto, tenerezza! Grazie!”. Ovviamente non ha potuto dire, e magari ci avrà pensato: “E che cosa sarebbe la Chiesa se vi fosse data la possibilità di esprimere la vostra maternità, affetto e tenerezza, nel sacerdozio?”. E infine, come tanti, troppi uomini della Chiesa, il papa ha fatto l’elogio della castità: “Carisma prezioso che allarga la libertà del dono a Dio e agli altri, con la tenerezza, la misericordia, la vicinanza a Cristo... castità feconda che genera figli spirituali”. Tascio Cecilio Cipriano (210 – 258), Padre della chiesa, scriveva: “«Quello che noi saremo un giorno, voi già cominciate ad esserlo. Voi fin da questo secolo godete la gloria della risurrezione, passate attraverso il mondo senza contagiarvene. Finché perseverate caste e vergini, siete eguali agli angeli di Dio» (De habitu verginum 22 : PL 4, 462). Ma perché tanto preziosa la castità femminile in confronto a quella maschile? Perché tanti elogi alla verginità, alla castità e alla purezza delle donne, e non anche alla verginità, alla castità e alla purezza degli uomini?
Elisa Merlo
 

Invia commento comment Commenti (5 inviato)

  • Inviato in data elisa merlo, 11 Maggio, 2013 11:56:58
    Gentile Francesco Nastro, il signor Carmine, intellettualmente onesto, ha chiesto scusa per il commento fuori luogo. Anche lei pretende di parlare di una materia che non conosce. Io ho citato solo Cipriano per ragioni di spazio, ma che la verginità, castità, purezza femminili siano sempre state elogiate più di quelle maschili, è un fatto inconfutabile, a cominciare da Maria che si è preteso sia rimasta vergine fisicamente (imene intatto!) non solo dopo aver partorito il bambino Gesù, ma anche in seguito. Le rammento che le suore hanno l’obbligo di fare il voto di castità, mentre i preti hanno solo l’obbligo del voto di celibato, il che significa che per la Chiesa la castità maschile ha minore importanza della castità femminile. I monaci fanno anche il voto di castità. Su Apocalisse Laica, dove pure ho pubblicato il pezzo, ho trovato il seguente simpatico commento di un lettore: MIN KI A! a' fimmina si non è vergini e pura comu a' maronna, si non è matri i figghji, si non è tutta pu' maritu e pa' famigghjia, si non si pigghjia cura ri malati, ri bbisognusi, si non serbi nta' sacristia o pulizza a' cresia ...buttana è!
  • Inviato in data Francesco Nastro, 11 Maggio, 2013 10:03:42
    Non condivido questa riflessione. Alla fine la chiesa cattolica chiede sia agli uomini che alle donne castità e devozione. Ci sono dei motivi per cui chi "riceve la chiamata" per la chiesa cattolica deve stare a delle regole, il Papa che è il miglior simbolo superficiale, ovviamente ne ricorda le regole e risalta le loro positività. Sul fatto che sulla castità e della purezza degli uomini si dica di meno penso sia falso solo perché questo è un tasto che nessun Papa ha mai toccato fino ad ora. Poi forse sto sbagliando ma penso che le tue critiche su questa situazione siano poco pertinenti, proprio perché quelle son le regole
  • Inviato in data carmine, 10 Maggio, 2013 20:53:20
    e' stato uno tra tanti miei commenti senza senso e chiedo scusa alla Dottoressa Elisa Merlo. Pardon non sono un teologo, bensi....
  • Inviato in data elisa merlo, 10 Maggio, 2013 15:58:32
    Ho l'impressione che il signor carmine non abbia compreso il senso della domanda...
  • Inviato in data carmine, 10 Maggio, 2013 11:23:23
    21 Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona. 22 Dio li benedisse: «Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltiplichino sulla terra». 23 E fu sera e fu mattina: quinto giorno E Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». 27 Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. 28 Dio li benedisse e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi,riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cieloe su ogni essere vivente,che striscia sulla terra».29 Poi Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo. 30 A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde». E così avvenne. 31 Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno. Le risposta alle Sue domande Signora Merlo le trovera’ fra le righe della creazione...