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Vomero: ripristinata la facciata del dazio borbonico

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Domani mattina il Sindaco al borgo di Antignano

 

         Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, che da lustri si batte anche per evitare gli scempi che riguardano i luoghi storici del quartiere collinare partenopeo, si dichiara parzialmente soddisfatto per il ripristino delle facciate dell’edificio del dazio borbonico presente al Vomero nel borgo Antignano, località che sin dall’epoca romana rappresentava la porta d’accesso alla collina lungo il percorso della cosiddetta via Neapolis – Puteoli per colles, nota anche fino al periodo medioevale come via Antiniana, unica strada di collegamento nell’antichità tra Pozzuoli ed il centro antico di Napoli.

         “ Nei giorni scorsi, con l’apertura di un nuovo esercizio commerciale, in uno degli archi al piano terra della facciata principale e sulla facciata laterale saltava all’occhio un orrido colore arancione che aveva coperto il precedente coloro bianco, tipico dell’edificio – ricorda Capodanno -. Una vera bruttura che avrebbe dovuto essere bloccata prima che venisse posta in opera, trattandosi di un fabbricato storico, il quale dovrebbe essere tutelato ai sensi del D. Lgvo 490/99, già legge n°1089/39 “.

         “ Dopo che l’episodio era diventato di dominio pubblico – continua Capodanno – oggi finalmente si è provveduto a ritinteggiare le due facciate nelle parti interessate, anche se, non avendo raschiato la pittura precedente prima d’imbiancare, comunque si continua a notare un colore rosaceo “.

         “ Un lavoro fatto in fretta e furia – osserva Capodanno -, anche perché domani mattina, 11 maggio, è previsto l’arrivo del sindaco di Napoli proprio al largo Antignano per l’iniziativa “dal Sud il rilancio del Paese”, con la posa delle paline turistico-informatiche dei luoghi storici del Vomero, tra i quali appunto il borgo di Antignano “.

         “ Ci auguriamo – prosegue Capodanno – che oltre alle paline si voglia davvero rilanciare la collina, valorizzandone i tanti beni storici in essa presenti che andrebbero inseriti in veri e propri percorsi turistici, da offrire a quanti arrivano in Città, partendo dal rendere finalmente fruibile completamente il parco della villa Floridiana con l’annesso museo Duca di Martina. Un giardino storico che da diversi anni a questa parte è al centro di continue limitazioni e chiusure parziali per problemi legati alle alberature secolari, al punto che ancora oggi è interdetto l’ingresso al pubblico da via Cimarosa, laddove, più in generale, la carenza dei fondi necessari per la manutenzione rende sempre più difficoltosa la piena fruizione dei beni storici ed ambientali  del capoluogo partenopeo “.

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