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Deputati PD Estero: “La nostra iniziativa impegna il Governo a tenere conto degli interessi degli italiani all’estero nella definizione della riforma dell’IMU”

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L’impegno del gruppo del Partito Democratico ha trovato un importante riscontro nel Governo che, in occasione dell’esame del decreto sull’IMU, ha accolto un ordine del giorno volto all’equiparazione della casa degli italiani all’estero alla ‘prima casa’. La richiesta è stata avanzata, oltre che dai deputati PD eletti nella circoscrizione Estero Gianni Farina, Marco Fedi, Laura Garavini, Francesca La Marca e Fabio Porta, anche dall’onorevole Davide Zoggia, responsabile organizzazione del Partito Democratico, e dall’onorevole Nico Stumpo, gi à responsabile dello stesso settore.

L’ordine del giorno impegna il Governo a tenere conto nella riforma della normativa sull’IMU dell’esigenza di equiparare all’abitazione principale l’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia dai cittadini residenti all’estero. Una questione di principio e di equità che si trascina sin dal momento in cui i precedenti Governi hanno creato una diversità di trattamento che sa di discriminazione.

L’iniziativa dei parlamentari del PD si inserisce nella delicata fase di riorganizzazione generale dell’imposta sugli immobili, sicché è importante che la riforma consideri la situazione dei cittadini italiani iscritti all’AIRE in un’ottica di parità. Nel pieno delle difficoltà che l’Italia attraversa è interesse più del Paese che degli italiani all ’estero mantenere vivo il legame e fare in modo di conservare l’apporto di risorse determinato dalla loro periodica presenza in Italia, soprattutto a beneficio delle aree interne più disagiate.

L’ordine del giorno è stata anche l’occasione per impegnare il Governo a chiarire ai comuni che l’equiparazione alle ‘prime case’ va riconosciuta a tutti i connazionali residenti all’estero, a prescindere dal fatto che l’immobile sia ubicato nello stesso comune di iscrizione AIRE del proprietario. La stessa impostazione va tenuta ferma per l’applicazione del tributo sui rifiuti e sui servizi, perché non è giusto che chi usufruisce del servizio soltanto per qualche settimana all’anno paghi l’intera tariffa.

I parlamentari eletti all’estero del PD si sono astenuti su un emendamento presentato con strane motivazioni calcistiche dall’onorevole Bueno, rifiutato dal Governo e bocciato dalla Camera. Si è trattato di un’iniziativa impropria e controproducente: impropria perché chiedeva la sospensione del pagamento della prima rata dopo la sua scadenza; controproducente perché, per interessi demagogici, ha creato un pericoloso precedente, su una delle questioni che stanno più a cuore degli italiani all’estero, nel percorso di riforma appena avviato. Se una situazione positiva ci sarà, potrà avvenire solo nell’ambito della riforma e non a prescindere da essa.

L’onorevole Fedi, a nome di tutti i deputati del PD eletti all’estero, ha espresso il rammarico per un’iniziativa demagogica che rischia di compromettere il risultato essenziale e ha ribadito l’impegno e la vigilanza dell’intero gruppo del PD, affinché la riforma sull’IMU tenga in considerazione gli interessi primari degli italiani all’estero.

Invia commento comment Commenti (1 inviato)

  • Inviato in data rosario cambiano, 20 Giugno, 2013 06:53:08
    Avete ancora il coraggio di parlare.Vi siete astenuti in massa a votare un provvedimento pro italiani all´estero solo perche veniva dalla vostra concorrenza.Vergognatevi e certe scuse raccontatele ai vostri soliti e non agli italiani emigrati che subiscono la beffa.Passatevi una ano sulla coscienza , sempre che ne abbiate una.