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Napoli: via alla liberalizzazione dei saldi

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Capodanno: “ Si prenda esempio dalla provincia di Trento “

         “ E’ oramai chiaro a tutti che il vincolo burocratico delle stagioni dei saldi commerciali, nel terzo millennio, in un’epoca nella quale il settore del terziario commerciale ha subito notevoli cambiamenti, con liberalizzazioni impensabili fino a qualche anno addietro, non ha più motivo d’esistere – afferma Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari -. Tra il 6 ed il 7 luglio ufficialmente, avverrà la partenza dei saldi estivi su buona parte del territorio nazionale se si esclude la provincia di Trento “.

            “ Particolarmente interessante la normativa che disciplina i saldi in quest’ultima provincia dove già nel 2009 i saldi sono stati liberalizzati – puntualizza Capodanno -. Infatti i saldi possono essere attivati per tutto l’anno a discrezione di ogni singolo commerciante,  previa comunicazione al Comune o alla Camera di Commercio almeno 15 giorni prima del periodo scelto, e per una durata di sessanta giorni “.

            “ Un provvedimento che poteva funzionare da apripista per tutto lo stivale, con una sorta di rivoluzione nazionale nel settore dei saldi – ricorda Capodanno – Invece, a distanza di quattro anni dalla sua adozione, esso è rimasto confinato nella solo provincia di Trento, mentre nel resto del Paese si continua a parlare di saldi estivi e di saldi invernali “.

            “ Ancora una volta  - continua Capodanno -  sollecitiamo la Regione Campania a porre finalmente mano ad una legge che liberalizzi i periodi nei quali i singoli esercenti commerciali possano decidere quanto effettuare gli sconti sulla merce venduta, senza essere soggetti a vincoli che possono essere, per altro, facilmente aggirati, come è possibile verificare anche in questi giorni.  Una legge attesa da tempo ma che, nonostante gli impegni al riguardo assunti in diverse occasioni, non  è stata ancora emanata “.

“ Ed intanto – continua Capodanno -, a due settimane dall’inizio dei saldi si moltiplicano i consueti inviti agli acquirenti a porre molta attenzione, facendo, laddove possibile, un confronto con i prezzi degli stessi capi osservati nei giorni precedenti – continua Capodanno -. Uno sconto “normale” dovrebbe attestarsi al massimo intorno al 30% ed in ogni caso conviene controllare bene la merce all’atto degli acquisti, per verificare che non si tratti di capi difettati o di fondi di magazzino “.

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