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Napoli: 26 maggio – 26 giugno 2013, un mese senza FNAC

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         “ Era il 26 maggio scorso quando le saracinesche del megastore FNAC si abbassarono per dire addio a quello che per quasi dieci anni era stato un punto d’incontro al Vomero per tante persone, soprattutto giovani, con la presenza del forum e del reparto editoriale – ricorda Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari -. Secondo quanto si leggeva su un cartello affisso all’esterno la chiusura dal 27 al 31 maggio sarebbe servita per la riorganizzazione e l’inventario con in calce l’invito: Vi aspettiamo il 1° giugno ”.

 

            “ Il 1° giugno è passato da un pezzo – ricorda Capodanno – anzi in verità è passato un intero mese. Il cartello è sparito e della riapertura non se ne parla più, se non attraverso scarni comunicati, che aggiornano però solo sull’andamento delle trattative per il complesso passaggio ad una società facente capo a Trony, ma senza mai espressamente indicare la data nella quale tornerà in funzione al Vomero questo importante punto di riferimento, e non solo per il commercio “.

 

            “ Oramai anche tra i vomeresi serpeggia una certa rassegnazione – continua Capodanno -. Peraltro che un esercizio commerciale chiuda e non riapra a breve non è affatto un evento nuovo. Basti pensare ai locali della libreria Guida Merliani, chiusi dal gennaio 2012, senza che sia subentrato alcuna altra attività. E molti si chiedono: ma allora perché non si è lasciato in vita quel punto d’incontro che in circa quarant’anni era diventato un sicuro riferimento anche per incontri culturali e sociali? Misteri napoletani! “.

 

            “ Oramai la crisi del commercio al Vomero diventa ogni giorno più evidente e palpabile – prosegue Capodanno -. Basta fare una passeggiata nella galleria Vanvitelli,  fino a qualche anno addietro fiore all’occhiello del commercio collinare, dove proprio in questi giorni, dopo un negozio di pelletteria e la ditta Eldo, ha chiuso anche un noto esercizio di abbigliamento maschile “.

 

            “ Quello che più lascia perplessi – puntualizza Capodanno – è la latitanza delle istituzioni, Regione Campania e Comune di Napoli in testa, di fronte ad una crisi del settore commerciale che sta investendo un quartiere come il Vomero che vantava circa 1.600 esercizi a posto fisso alcuni dei quali della grande distribuzione, risultando il primo quartiere commerciale cittadino. Perfino la proposta di legge regionale per la tutela delle botteghe storiche, annunciata l’anno scorso e che, una volta approvata dal consiglio, doveva entrare in vigore nel corrente anno è rimasta nei cassetti mentre l’unica attività produttiva del popoloso quartiere collinare lentamente ma inesorabilmente continua ogni giorno a morire “.

 

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