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Il miracolo irlandese

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Nel contesto europeo molti paesi hanno registrato tassi di crescita  produttiva maggiori dell’Italia negli ultimi dieci anni.
L’Irlanda  ha attraversato negli anni Novanta  una pesante crisi economica , ma ha saputo uscirne brillantemente grazie ad una serie di politiche efficaci e lungimiranti.
Il “miracolo irlandese” è una storia di forte pragmatismo nel campo economico e sarebbe vantaggioso trarne utili insegnamenti.
Raggiunta l’indipendenza nel 1919 e fino ai primi anni Sessanta , i governi irlandesi hanno adottato politiche protezioniste  miopi e causato alti tassi di  disoccupazione, spingendo molti ad emigrare soprattutto verso gli Stati Uniti. La svolta si è avuta  nel 1958 con la fondazione dell’Ida(autorità di sviluppo) che ha  liberalizzato gli scambi con l’estero, ridotto le barriere tariffarie e favorito l’afflusso di capitali esteri. Queste misure hanno attirato un ingente numero di investitori stranieri, ma soprattutto di grandi imprese high tech come Oracle, Microsoft, Packard., contribuendo al rapido sviluppo irlandese nel campo dell‘elettronica e dell’alta tecnologia..
Ciò è avvenuto grazie allo strumento fiscale ed ad un’imposta sui redditi di tutti i residenti societari, applicata sulle attività di produzione  che si aggira intorno al  12,5%.
La grande forza irlandese è stata la  creazione di un vero e proprio distretto high tech basato su cospicui investimenti delle multinazionali dell’elettronica che l’ hanno aiutata a divenire la principale esportatrice mondiale di software e servizi, grazie alla mancata tassazione dei diritti d’autore che spinge gli stranieri a scegliere l’Irlanda come base per commercializzare prodotti coperti da copyright
Fondamentale è stato l’apporto della cosiddetta emigrazione di ritorno, cioè  il rientro in patria di persone istruite di origine irlandese le cui famiglie erano emigrate . Questi tornavano ricchi di esperienza, accumulata lavorando all’estero, divenendo promotori delle nuove imprese innovative.
Inoltre da segnalare è  la creazione  di un  sistema d’istruzione  che ha formato una forza lavoro specializzata capace di integrarsi appieno con le multinazionali presenti nel paese e sviluppare un distretto imprenditoriale autonomo e molto prospero.


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