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D’ATTORRE (RESPONSABILE RIFORME ISTITUZIONALI DEL PD): SUL RICONOSCIMENTO DELLA PIENA CITTADINANZA DEGLI ITALIANI ALL’ESTERO NON SI PUO’ TORNARE INDIETRO

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Si è svolto presso la Direzione nazionale del PD un incontro del responsabile per gli italiani nel mondo, Eugenio Marino e dei parlamentari eletti nella circoscrizione Estero con il responsabile per le riforme istituzionali del Partito, on. Alfredo D’Attorre. Nel corso della riunione sono state affrontate le questioni legate alla proposta di riforme costituzionali presentata dalla commissione degli esperti e, in particolare, l’indicazione di abolire la Circoscrizione e l’ipotesi di eventuale diversa collocazione parlamentare della delegazione eletta all’estero.

Da parte di tutti i presenti è stata espressa la convinzione che qualunque sia l’approdo cui perverrà il lavoro di riforma costituzionale non possa essere messa in discussione l’”effettività” del voto dei cittadini italiani all’estero, consacrata nell’art. 48 della Costituzione, e il riconoscimento della loro piena cittadinanza sia con riferimento alla determinazione della formazione degli assetti di governo del Paese che dell’espressione di una rappresentanza diretta.

A conclusione dell’incontro, l’on. D’Attorre ha dichiarato: “Le soluzioni di riforma costituzionale sulle quali il Parlamento si dovrà pronunciare non possono mettere in discussione il diritto di piena cittadinanza degli italiani residenti all’estero iscritti all’AIRE. C’è voluto un lungo cammino per fare in modo che il voto dei cittadini all’estero, che dovevano tornare in Italia per esercitarlo, non fosse più una pura finzione e diventasse ‘effettivo’, come la Costituzione recita. Sui temi di principio, insomma, nessuno può tornare indietro, certamente non lo farà il PD. Tuttavia, perché questa affermazione di principio possa avere un coerente e concreto riscontro occorrerà approfondire alcune questioni di fondo, come l’effettività dell’esercizio del voto, l’inclusione del voto all’estero nella determinazione del quorum nazionale, l’uguale peso del voto dei cittadini iscritti all’AIRE rispetto agli altri cittadini nella formazione delle maggioranze di governo. Naturalmente occorrerà rivisitare il sistema di voto perché sia messo al riparo di alcune disfunzioni che si sono manifestate. Ma anche su questo piano il PD è pronto, anzi ricordo che già nella scorsa legislatura si è fatto promotore di serie proposte di riforma, sia alla Camera che al Senato. Sulle soluzioni da adottare per rendere effettivi questi punti di principio – ha concluso il responsabile per le riforme istituzionali del PD D’attorre – è giusto che si sviluppi, in Parlamento e fuori di esso, un ampio dibattito. Per quanto ci riguarda come democratici, lo svolgimento dei congressi all’estero potrà essere un importante passaggio di partecipazione e di confronto, per gli iscritti e per chiunque vorrà dialogare con il PD”.    

 

 

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