Privacy Policy politicamentecorretto.com - "Qualche giorno fa nell'ambito della manifestazione "Bibliotecas Abiertas"

Sezioni

Archivio

Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031

Bollettino

Iscriviti alla newsletter: (Settimanale)


  • email Invia un' e-mail ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Add to your del.icio.us del.icio.us
  • Digg this story Digg this



Data ed ora di accesso alla pagina
-

  • email Invia un' e-mail ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Add to your del.icio.us del.icio.us
  • Digg this story Digg this

"Qualche giorno fa nell'ambito della manifestazione "Bibliotecas Abiertas"

Dimensione caratteri Decrease font Enlarge font
image

Qualche giorno fa nell'ambito della manifestazione "Bibliotecas Abiertas", promossa dalla Direzione Generale del Libro e Promozione della Lettura del Ministero della Cultura del Governo della Città di Buenos Aires, l'Associazione Dante Alighieri di Buenos Aires ha aperto le porte della sua Biblioteca, certamente una tra le più importanti fuori d'Italia. Infatti, la Biblioteca dell'Associazione Dante Alighieri di Buenos Aires conserva oltre trentamila volumi, editi in Italia in gran maggioranza libri in italiano, ma anche volumi editi in Argentina, in italiano e di autori italiani tradotti allo spagnolo e anche di autori argentini e di lingua spagnola, tradotti all'italiano". Così si legge nell'ultimo numero della Tribuna Italiana, diretto a Buenos Aires da Marco Basti.
"La Biblioteca della Dante Alighieri di Buenos Aires si trova in una palazzina di tre piani, acquistata agli inizi degli anni '60 del secolo scorso quando era presidente dell'Associazione, l'avv. Dionisio Petriella, in via Rodríguez Peña 575, nello stesso isolato dove si trova la sede centrale del sodalizio, che fino ad allora ospitava la biblioteca. Fu inaugurata ufficialmente nel 1965 dagli allora presidenti dell'Argentina, Humberto Illia e dell'Italia Giuseppe Saragat, durante la visita ufficiale di quest'ultimo nel Paese.
Tra il 2001 e il 2004 furono realizzati lavori di ristrutturazione e ammodernamento che hanno reso la Biblioteca ancora più accessibile, sia per le maggiori comodità per i lettori e altri utenti, sia perché sono state adoperate tecniche e supporti telematici più moderni. C'è una comoda sala di lettura con tavoli preparati per il collegamento di notebook, scanner portatili, ecc.
La Biblioteca della Dante Alighieri di Buenos Aires, nata con lo scopo di contribuire all'insegnamento dell'italiano, a facilitarne l'apprendimento e a conservare e diffondere la cultura italiana, offre ai lettori, soci, alunni e studiosi, ma anche al pubblico che, associandosi, può accedere a questo scrigno, libri di letteratura, narrativa, poesia, saggi, teatro, storia, politica, arte, diritto, musica, religione, filosofia, geografia, grammatica, ecc.
C'è un fondo di libri di epoca fascista, sono di notevole importanza le opere dedicate allo studio di Dante e in genere alla letteratura italiana classica, ma anche contemporanea. La Biblioteca della Dante conserva anche collezioni di alcuni periodici della collettività quali il Corriere degli Italiani o Tribuna Italiana, e tanto materiale dedicato allo studio dell'emigrazione italiana in Argentina. Naturalmente sono a disposizione anche opere di autori italiani recentissime, anche se anche in questo settore, i problemi per l'importazione di libri ha provocato alcune limitazioni negli ultimi tempi.
Conserva numerose collezioni di grande valore, donate fin dalla sua fondazione, da grandi uomini di cultura, della politica, dell'imprenditoria, ecc. Tra esse quelle donate da Vittorio Valdani, ingegnere, industriale e attivo dirigente della collettività (fu, tra l'altro, presidente del Comitato per il monumento a Colombo quando l'opera fu inaugurata nel 1921); da Rodolfo Mondolfo, filosofo e scrittore marchigiano, emigrato in Argentina all'epoca delle leggi razziali. Le due collezioni si conservano in altrettante stanze. Importanti anche le collezioni donate da Gherardo Marone, dottore in giurisprudenza, filosofo e scrittore, figlio di campani, e fondatore della "Sociedad Argentina de Estudios Dantescos"; da Oreste Ciattino, studioso di temi sociali e divulgatore della letteratura italiana in Argentina; da Giuseppe Marelli, avvocato, industriale e letterato. E poi ancora da Nino Fortuna, Olazábal, Riccardo Lucchini, Dino Gorla, Romiglio Giacompol e più recentemente Riccardo Benozzo.
Il lavoro di tutti i giorni di catalogazione, ricezione di nuove opere, ecc. è svolto con grande capacità e passione dalla lic. Liliana Mezzena e dai suoi collaboratori. La Bibliotecaria della Biblioteca Dante Alighieri, che in quanto tale fa parte della Giunta Direttiva dell'Associazione, è la dott.ssa María Esther Badin, laureata in Lettere e titolare, tra l'altro, della Cattedra di Letteratura italiana della Facoltà di Filosofia e Lettere dell'Università di Buenos Aires e rettore dell'Istituto Superiore della Dante Alighieri.
Spiega che la Biblioteca della Dante è nata dotta, e si è arricchita lungo gli anni con tante opere, con l'accumulo di libri italiani acquistati dall'Italia, altri ricevuti in dono da istituzioni e personalità residenti in Argentina o inviate dall'Italia, fino a costituire un grande tesoro che, oltre al proprio significato come strumento specifico di studio e diffusione della lingua e la cultura italiane, ha assunto un valore, un senso proprio, come espressione della storia della Dante.
Infatti, la Biblioteca della Dante di Buenos Aires ha ricevuto opere in dono da enti e personalità che erano consapevoli del fatto che essendo un faro di italianità in Argentina - certamente uno tra i più luminosi - il tesoro che stavano consegnando, sarebbe stato custodito, salvaguardato, conservato e messo a disposizione, assicurando a quei libri la continuità della loro esistenza e della loro funzione.
"La Biblioteca della Dante quindi, conserva due storie - spiega la dott.ssa Badin - l'originale di quel popolo che ha inscritto in ogni pagina virtù e sconfitte, secoli di arte, guerre, misticismo e libertà, rischi, compromessi di coscienza e lealtà, e l'altra, la storia di quell'altro popolo italiano diventato parte del popolo argentino (e a questo riguardo basterebbe ricordare Mitre, Borges o Battistessa), che ha abbeverato con rispetto in quelle memorie e pur nella distanza l'ha mantenuta e l'ha accresciuta pur dovendo affrontare nuovi impegni sempre vitali, intellettuali e sociali".
"Un patrimonio - spiega Badin - frutto di un grande amore incarnato e assunto con grande responsabilità nei vari livelli: dalla cura del personale specifico della Biblioteca alle autorità della Dante Alighieri di Buenos Aires e ad una Presidenza che anteponendo l'impegno al servizio, la sostiene ad oltranza, sommando lo sforzo anonimo di quanti hanno capito e assunto la difesa patrimoniale come simbolo di una identità per la quale, ogni opera (nei due sensi citati) viene custodita come un testimone".
Un Presidente, l'avv. Mario Orlando, che dimostrò il suo amore per la Biblioteca, già dal primo giorno in cui si insediò in quell'ufficio occupato per mezzo secolo da Dionisio Petriella. Infatti, si recò subito nella palazzina di via Rodríguez Peña per conoscere la situazione della Biblioteca e disporre immediate misure per la sua conservazione e valorizzazione.
"Per me la Biblioteca è qualcosa di molto importante - spiega Orlando - quasi una questione genetica", e ricorda che conserva a casa quasi tutti i volumi della biblioteca di suo nonno, avvocato a Napoli che suo padre emigrando in Argentina portò con se e quindi legò all'attuale presidente della Dante. L'avv. Orlando parla anche di quel che si prova a tenere un libro per mano, un piacere molto diverso da quello provocato leggendo i testi attraverso un computer o una tablet. E inoltre le biblioteche sono dei salotti culturali, luoghi di incontro tra gli amanti della lettura.
"È una cultura - spiega Orlando - il libro, oltre alla sostanza, è qualcosa di molto particolare come particolare e personale è il rapporto che si stabilisce tra il libro e il lettore".

Invia commento comment Commenti (0 inviato)