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Caso Englaro. I senatori radicali votano contro la relazione Vizzini

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In merito alla decisione del gruppo Pd al Senato di non votare sulla relazione Vizzini che chiede al Senato l'apertura di un conflitto di attribuzione di poteri davanti alla Corte Costituzionale per la sentenza della Cassazione sul caso Eluana Englaro, la delegazione dei Radicali nel PD sostiene che non esiste alcun conflitto tra poteri dello Stato.

A fronte di questa richiesta della Pdl la nostra risposta e' di votare e votare contro.
 
La sentenza della Cassazione e' un atto dovuto nei confronti di un cittadino che chiede un pronunciamento della giustizia da 16 anni e non una supplenza del potere legislativo.
Non esiste alcun vuoto legislativo ma un pieno di norme e di convenzioni internazionali, come quella di Oviedo, che si rifanno al principio della Costituzione di poter decidere a quali cure e trattamenti sottoporsi, quali accettare e quali rifiutare. Nessun omicidio, nessun caso di eutanasia, ma solo l'applicazione del principio costituzionale.

Invia commento comment Commenti (1 inviato)

  • Inviato in data Carmine , 03 Agosto, 2008 22:28:58
    Caso Eluana Englaro: norme stabilite dalla convenzione di Oviedo 1997. Convenzione per la protezione dei diritti dell’uomo e la dignità dell’essere umano riguardo alle applicazioni della biologia e della medicina. L’Italia ne e’ firmataria Art. 5 Regola generale Un intervento nel campo della salute non può essere effettuato se non dopo che la persona interessata abbia dato consenso libero e informato. Questa persona riceve innanzitutto una informazione adeguata sullo scopo e sulla natura dell’intervento e sulle sue conseguenze e i suoi rischi. La persona interessata può, in qualsiasi momento, liberamente ritirare il proprio consenso. Art. 6 Protezione delle persone che non hanno la capacità di dare consenso (1) Sotto riserva degli articoli 17 e 20, ( vedi sotto ) un intervento non può essere effettuato su una persona che non ha capacità di dare consenso, se non per un diretto beneficio della stessa. (2) Quando, secondo la legge, un minore non ha la capacità di dare consenso a un intervento, questo non può essere effettuato senza l’autorizzazione del suo rappresentante, di un’autorità o di una persona o di un organo designato dalla legge. Il parere di un minore è preso in considerazione come un fattore sempre più determinante, in funzione della sua età e del suo grado di maturità. (3) Allorquando, secondo la legge, un maggiorenne, a causa di un handicap mentale, di una malattia o per un motivo similare, non ha la capacità di dare consenso ad un intervento, questo non può essere effettuato senza l’autorizzazione del suo rappresentante, di un’autorità o di una persona o di un organo designato dalla legge.La persona interessata deve nei limiti del possibile essere associata alla procedura di autorizzazione. (4) Il rappresentante, l’autorità, la persona o l’organo menzionati ai paragrafi 2 e 3 ricevono, alle stesse condizioni, l’informazione menzionata all’articolo 5. (5) L’autorizzazione menzionata ai paragrafi 2 e 3 può, in qualsiasi momento, essere ritirata nell’interesse della persona interessata. Art. 17 Tutela delle persone che non hanno la capacità di consentire ad una ricerca (1) Una ricerca non può essere intrapresa su una persona che non ha, conformemente all’articolo 5, la capacità di consentirvi a meno che le condizioni seguenti siano riunite: i) le condizioni enunciate all’articolo 16, dall’alinea (1) al (4) sono soddisfatte; ii) i risultati attesi dalla ricerca comportano un beneficio reale e diretto per la sua salute; iii) la ricerca non può effettuarsi con una efficacia paragonabile su dei soggetti capaci di consentirvi; iv) l’autorizzazione prevista all’articolo 6 è stata data specificamente e per iscritto, e v) la persona non vi oppone rifiuto. (2) A titolo eccezionale e nelle condizioni di tutela previste dalla legge, una ricerca di cui i risultati attesi non comportino dei benefici diretti per la salute della persona può essere autorizzata se le condizioni enunciate agli alinea (1), (3), (4) e (5) del paragrafo 1 qui sopra riportato, e le condizioni supplementari seguenti sono riunite: i) la ricerca ha per oggetto di contribuire, con un miglioramento significativo della conoscenza scientifica dello stato della persona, della sua malattia o del suo disturbo, all’ottenimento, a termine, di risultati che permettano un beneficio per la persona interessata o per altre persone della stessa fascia d’età o che soffrano della medesima malattia o disturbo o che presentino le stesse caratteristiche, ii) la ricerca non presenta per la persona che un rischio minimo e una costrizione minima. Art. 20 Tutela delle persone incapaci di consentire al prelievo d’organo (1) Nessun prelievo d’organo o di tessuto può essere effettuato su una persona che non ha la capacità di consentire conformemente all’articolo 5. (2) A titolo eccezionale e nelle condizioni di tutela previste dalla legge, il prelievo di tessuti rigenerabili su una persona che non ha la capacità di consentire può essere autorizzata se le condizioni seguenti sono riunite: i) non si dispone di un donatore compatibile che gode della capacità di consentire, ii) il ricevente è un fratello o una sorella del donatore, iii) la donazione deve essere di natura tale da preservare la vita del ricevente, iv) l’autorizzazione prevista ai paragrafi 2 e 3 dell’articolo 6 è stata data specificamente e per iscritto, secondo la legge e in accordo con l’istanza competente, v) il donatore potenziale non oppone rifiuto.