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IL FLUSSO GAS DALLA LIBIA

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La situazione sociale in Libia è drammatica, il nostro Paese non può stare a guardare, occorre programmare un'azione nella nostra politica estera, forse è sbagliato parlare del passato, ovvero, degli errori commessi nel passato con Gheddafi, ma il punto importante è che, il Vice Presidente di Eni ha lanciato l'allarme, confermando che i flussi di gas dalla Libia verso l'Italia, attraverso il gasdotto Greenstream, jv Eni-Noc, sono stati interrotti a causa di alcuni manifestazioni e che non è chiaro quando potranno riprendere. Perciò, considerando che, la Libia pesa per oltre il 10% nella produzione di idrocarburi di Eni e il gasdotto che dalla Libia arriva sulla costa Siciliana a Gela è uno dei punti principali di transito del gas verso il nostro Paese, si chiede e si raccomanda, un necessario intervento della nostra politica estera nella crisi libica, con lo scopo di diminuire la crisi sociale, dando maggiore priorità alla difesa dell'interesse nazionale nel flusso di gas verso l'Italia, garantendo la protezione necessaria allo stabilimento di Eni presente sul territorio libico, il quale ci potrà garantire di riprendere il flusso di gas. Non possiamo escludere un intervento militare, tutte le alternative debbono essere aperti al tavolo delle decisioni, s'è necessario si includa l'invio dell'esercito.
Per capire meglio la situazione, occorre ricordare che, la stessa Hillary Clinton forse aveva paura che Al Qaeda potessi entrare nel territorio libico una volta fatto fuori Gheddafi, inoltre, in Libia è andato fuori controllo circa all'inizio dell'8 novembre, e che forse è scoppiata la rivolta, quando il governo libico ha annunciato che da gennaio del 2014 non pagherà più gli stipendi ai miliziani che si occupavano della sicurezza semi-ufficiali, e proprio, qui potrebbe essersi la soluzione, se il governo centrale, garantisce il pago degli stipendi ai miliziani, è probabile che lo scontro sociale e le manifestazioni possano diminuire, oppure, calare. Ma ad ogni modo, tutte le possibilità debbono essere aperti, non si può escludere niente, soluzione politica, intervento militare, invio dell'esercito, la cosa vera è che, il nostro Paese non si può permettere di stare a guardare, perché è prioritario, garantire il flusso del gas verso l'Italia.
Alberto Calle - Collaboratore di Sintesi Dialettica e Redattore di Politicamente Corretto ( Italia )

Invia commento comment Commenti (2 inviato)

  • Inviato in data Alberto, 16 Novembre, 2013 10:25:15
    La ringrazio della domanda: allora, da un punto di vista economico, all'inizio ero contro, ma dopo la visita dei ribelli e la sua conferma sui punti immigrazione, petrolio e gas, e pertanto, considerando quanto segue: 1) Ghedaffi espulsò ai nostri connazionali tanti anni fa, sperò ai pescherecci e tante altre cose, posso rassicurare che, una volta avendo la rassicurazione dai ribelli, ho cambiato idea a pro bombardamenti in Libia, spero che la risposta sia soddisfacente.
  • Inviato in data rosario cambiano, 13 Novembre, 2013 17:55:31
    Alberto, con tutto il rispetto.Mi consenta una domanda.Lei era stato pro o contro i bombardamenti in Libia ?Io che provengo delle parti di Gela, come tanti altri miei coetanei sono dell´opinione che non si doveva bombardare.Appunto anche per le ragioni che lei cita nel suo articolo.La saluto