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Crisi del commercio al Vomero. Basta con le litanie!

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image            Reputo che non aiuti molto a risollevare le sorti di un settore certamente in crisi, come tutti gli altri, qual è quello del terziario commerciale, continuando a diffondere, anche da parte di rappresentanti istituzionali o di categoria, le solite litanie di chiusure di esercizi generate dal solo caro affitti o continuare a strombazzare di un quartiere collinare trasformato nella lavanderia di danaro sporco o riciclato, senza mai fare nomi e cognomi – afferma Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, già presidente della Circoscrizione -. In un quartiere peraltro dove, come ho segnalato alcuni giorni addietro, non si è riusciti, nonostante diversi tentativi, né da parte delle istituzioni né da parte delle rappresentanze di categoria, a costituire un’associazione antiracket. Perché? “.            “ Delle due l’una o il racket non esiste al Vomero o i commercianti hanno paura di parlare – continua Capodanno -. In quest’ultimo caso sarebbe il caso che a darsi da fare fossero coloro che li rappresentano invece di continuare nei soliti lamenti ogniqualvolta che un negozio chiude “.            “ Anche perché per ogni negozio che chiude se ne apre un altro – puntualizza Capodanno -. Proprio ieri sera nella centralissima via Scarlatti è stato inaugurato CHIPSTAR un punto vendita dove mangiare esclusivamente patatine fritte. Inoltre nella stessa via sono in fase di allestimento altri due negozi e nei giorni scorsi ha aperto pure un negozio di abbigliamento “.            “ Se poi chiude un bar, in un’area dove negli ultimi tempi hanno aperto una decina di esercizi simili che vanno a gonfie vele – prosegue Capodanno -, questo non necessariamente va attribuito ad un caro affitti, che peraltro non lievitano da un giorno ad un altro, ma può dipendere da altri fattori, come quello che sta capitando a numerosi esercenti in questi giorni di vedersi recapitare una cartella per la TARES anche di diverse migliaia di euro, oppure nell’incapacità di adattarsi tempestivamente alle esigenze di un mercato che è in continua evoluzione con consumatori che richiedono sempre più prodotti specifici o di nicchia. Ancora in via Scarlatti da pochi giorni è sbarcato un Apple Store e fuori all’ex FNAC  ci sono centinaia di persone in fila in occasione degli eventi “.            “ E se – sottolinea Capodanno -, dietro la presunta crisi del commercio al Vomero ci fosse solo l’incapacità degli Enti preposti e delle associazioni di categoria, di dare un valido supporto ad un settore comunque vitale, con iniziative concrete, che non si limitino alle quattro luci natalizie nelle solite strade o a consigliare la ditta conoscente per l’installazione delle luminarie a pagamento a coloro che non hanno avuto la ventura che le strade dove si aprono i loro esercizi venissero addobbate a cura e spese dell’amministrazione comunale col contributo della camera di commercio? “.            “ Invece di rievocare la morte di qualche commerciante che andava sostenuto, oltre che con iniziative di tipo economico anche con il necessario supporto psicologico, o di dare addosso a presunti immobiliaristi, trattandosi perlopiù di proprietari di singoli locali con affitti bloccati da anni, occorre cominciare ad assumere un atteggiamento propositivo, rimboccandosi le maniche e svolgendo il ruolo per il quale ci si è proposti – conclude Capodanno -. In caso contrario ci si può sempre mettere da parte prima che lo facciano gli altri. Personalmente auspico che nel territorio della municipalità Vomero-Arenella, che rappresenta la più grande realtà commerciale della Regione e, sicuramente, una delle più importanti di tutto il Paese, con oltre duemila esercizi commerciali a posto fisso, alcuni dei quali della grande distribuzione, venga rilanciata al più presto, con un iniziativa della CONFCOMMERCIO, una forte presenza del centro commerciale naturale con un presidente e un direttivo che, invece di piangersi addosso, rilancino la vocazione commerciale del territorio con proposte ed iniziative concrete confrontandosi ed interfacciandosi con il Governo nazionale, con la Regione Campania e con il Comune di Napoli “.

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