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LIBERIAMO SUBITO IL PESCHERECCIO SICILIANO

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Sabato due agosto è stato fermato un peschereccio Siciliano con a bordo 4 connazionali e due tunisini, il motopesca era ed è regolarmente abilitato alla pesca mediterranea e dunque non avrebbe commesso violazioni nell'essere così vicino alle coste libiche. Questa non è la prima volta che la Libia ferma un peschereccio del nostro Paese, ebbene, chiedo al nostro Ministero degli Affari Esteri e al Ministero della Difesa di ricorrere subito ad aiutare ai nostri connazionali intrattenute ingiustamente nel porto libico e alla nostra Ambasciata in Libia di stare vicini ai nostri connazionali per garantire il benessere ed evitare ogni abuso da parte delle autorità libiche. Sono fiducioso che le autorità libiche rilasceranno ai nostri connazionali e mi auspico che sia l'ultima volta a capitarci questo malinteso, altrimenti, ci costringe ad interrompere i rapporti diplomatici con la Libia.
 
 
La Libia da tempo fa ci chiede una compensazione per i danni sofferti dal passato coloniale, ma io mi domando, se davvero hanno sofferto, perché da quanto ne ho conoscenza, noi abbiamo lasciato cose buone al popolo libico come ad esempio villaggi e costruzioni, abbiamo fatte delle strade e così via. A quanto pare, questa parte della storia, forse Ghedaffi non la vuole ricordare.
 
Proprio lo scorso 24 luglio, il Presidente Silvio Berlusconi ha detto che siamo pronti ad un accordo, anzi, un patto di amicizia con la Libia per chiudere il contenzioso coloniale, ma con questo atteggiamento da parte della Libia, penso personalmente che ci sia una forte difficoltà a fare questo patto di amicizia. La Libia dovrà cambiare il suo comportamento nei nostri confronti, altrimenti, sarà difficile fare un patto di amicizia.
 
Alberto Calle - Redattore - Sintesi Dialettica
 

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