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Saldi: formula superata, bisogna liberalizzarli

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“ Napoli è l’unica grande metropoli d’Italia dove i saldi partono il 2 gennaio, un provvedimento assurdo che penalizza sia i commercianti sia gli acquirenti – afferma Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari -. A Firenze, Torino, Venezia, Milano e Roma la stagione dei saldi parte dal 4 gennaio. Un’Italia spaccata in due anche in questa occasione dal momento che non si è trovata una data unica per far partire il provvedimento. Peraltro girando per le strade si osserva che già in questi giorni molti esercizi espongono prezzi scontati “.

 “ Nel corso dell’ultimo quarto di secolo – puntualizza Capodanno -, i saldi hanno subito una vera e propria rivoluzione. Se negli anni Ottanta rappresentavano per i clienti ed i negozianti la fine di una stagione commerciale, estiva o invernale che fosse, oggi questa situazione è cambiata, corrispondendo il concetto di saldi, per le famiglie italiane, ad acquisti a basso prezzo da effettuare, possibilmente, in ogni momento dell’anno “.

“ Il low cost – prosegue Capodanno -, acuito dalla crisi economica che ha investito negli ultimi anni il Paese, si è di fatto trasformato in uno stile di consumo da estendere a tutti i beni e alla bisogna. In questo contesto ci domandiamo che senso abbia, ai nostri giorni, una stagione di saldi, secondo un calendario che ogni anno si ripete sempre uguale e che, però, si differenzia da città a città, laddove, peraltro, sarebbe più logico partire da una data unica per l’intero territorio nazionale. Laddove però sono sempre meno coloro che si attengono alle date indicate nei vari calendari. Situazioni, nel complesso, che inducono gli acquirenti ad essere cauti, alimentando un clima d’incertezza che di certo non favorisce il terziario commerciale “.

“ Meglio sarebbe, a questo punto – propone Capodanno -, liberalizzare la stagione dei saldi, nella direzione di consentire ad ogni commerciante l’opportunità di offrire sconti alla propria clientela quando lo ritiene possibile ed opportuno, il che potrebbe avvenire anche in occasione di particolari offerte da parte delle ditte fornitrici. Pure per quanto riguarda gli orari è auspicabile che si  proceda ad una liberalizzazione. In una città come Napoli, che vanta, e non da oggi, una vocazione turistica, è assurdo che i negozi non possano rimanere aperti, volendo, fino a tarda notte “.

 

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