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Interferenza dell’Onu e interferenza della Chiesa, che differenza c’è?

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Il cardinale Segretario di Stato, mons. Pietro Parolin, si è detto sorpreso dal fatto che l’Onu sia voluto entrare in temi che interferiscono con la dottrina cattolica, soprattutto il tema dell'aborto". La Chiesa, però, non è un circolo sportivo, un club privato. La Chiesa influisce su milioni di credenti e non credenti, sul nostro modo di vivere, sui nostri costumi, e persino sulle nostre leggi. E se sbaglia, anche i suoi errori finiscono per influire sulla società. Facciamo un esempio limite, senza entrare nel merito delle questioni attuali (aborto, matrimonio gay o altro), rifacendoci al passato: se la Chiesa sostenesse ancora oggi l’esistenza delle streghe, con tutte le conseguenze immaginabili, perché mai l’Onu non dovrebbe interferire con la sua dottrina? E poi, quante volte la Chiesa interferisce con le leggi degli Stati? Un paio di esempi: “Il fatto che le legislazioni di molti Paesi, abbiano acconsentito a non punire o addirittura a riconoscere la piena legittimità di tali pratiche contro la vita, è sintomo di un grave crollo morale”, così Giovanni Paolo II nella Evangelium Vitae, a proposito di aborto ed eutanasia. "Nel caso in cui si proponga per la prima volta all'Assemblea legislativa un progetto di legge favorevole al riconoscimento legale delle unioni omosessuali, il parlamentare cattolico ha il dovere morale di esprimere chiaramente e pubblicamente il suo disaccordo e votare contro il progetto di legge” (Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali, approvato il  28 marzo 2003, da Giovanni Paolo II e firmato dal cardinale Joseph Ratzinger, Prefetto, e da Angelo Amato, Segretario).
Elisa Merlo

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