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Alberto Calle a Colloquio con l'On. Fabio Porta

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Alberto Calle ha avuto un colloquio presso Montecitorio con l'On. Fabio Porta, tra i temi a trattare: l'emendamento dell'On. Fabio Porta nella legge di stabilità, in politica estera, Alberto Calle gli ha espresso la sua preoccupazione per la situazione dei due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, un argomento che Alberto Calle segue dall'inizio della vicenda.
 
1) intanto colga le mie congratulazioni per la sua legge che ha portato avanti con l'approvazione del suo emendamento nella legge di stabilità. Cosa ci può dire al riguardo?


Si tratta di un emendamento importante, non soltanto perchè destina una somma importante (7 milioni di euro) al rafforzamento dei progetti di internazionalizzazione delle piccole e medie imprese italiane nel mondo, ma soprattutto perché indica una precisa volontà di valorizzare in forma strategica l'articolata presenza del "Sistema Italia" nel mondo, fatto di associazioni, camere di commercio, enti pubblici e privati che da anni lavorano in sinergia con le nostre istituzioni e le grandi comunità italiane nel mondo.
 
2) Può spiegare qualcosa sull'Internazionalizzazione delle piccole e medie imprese e per la promozione del Made in Italy?


Le piccole e medie imprese sono da sempre il cuore pulsante dell'economia italiana; a loro dobbiamo il successo del "Made in Italy" e l'affermazione dell'Italia sulla scena internazionale negli ultimi decenni.   Sono però anche l'anello più debole della filiera dell'export, perché - a differenza delle grandi imprese - spesso non hanno la forza o una struttura adeguata per internazionalizzarsi.   Da qui la necessità di un piano specifico a loro rivolte e la necessità di "metterle in rete" con il grande mondo degli italiani all'estero.
 
3) Considerando il suo contributo nella commissione esteri, ho una situazione che mi tiene a cuore, cosa può dire della situazione in cui sta attraversando i nostri due marò?


Una vicenda triste e dolorosa, gestita male dai governi precedenti.   I nostri due marò non sono terroristi, sono militari italiani in servizio - all'epoca dei fatti - su un cargo commerciale in base ad una legge approvata dal Parlamento.   Erano in acque internazionali e non ha senso giudicarli in India, lontano dal nostro Paese.   Meno ancora ha senso trattenerli in quel Paese.   Devono essere giudicati in maniera equa in base ai trattati ed alle convenzioni internazionali.
 
4) Crede che sia necessario convocare all'ambasciatore indiano alla commissione esteri della Camera dei Deputati, in modo di esprimere la nostra insoddisfazione con l'India?


Il governo sta valutando, immagino, anche questa opzione.   Al governo e al commissario straordinario per questo caso, Staffan De Mistura, questa delicata valutazione. Sono certo che sapremo rispondere in maniera adeguata e giusta alla situazione, con l'intento di risolvere positivamente questa vicenda e di difendere la dignità dei marò e del Paese, in un contesto europeo e internazionale.
 
5) Ritengo necessario sospendere ogni collaborazione economica all'India, che ne pensa al riguardo?


Anche questa è una decisione delicata e da ponderare. Una decisione che spetta al governo e sulla quale anche il Parlamento dovrebbe eventualmente esprimersi.   Aspettiamo l'evolversi delle prossime ore, dei prossimi giorni; solo davanti ad un quadro chiaro e completo potremmo prendere in seria considerazione eventuali ritorsioni diplomatiche o commerciali.
 
6) che messaggio finale può dire ai nostri Connazionali?


Ai nostri connazionali voglio dare un messaggio fatto insieme di gratitudine e speranza. Gratitudine per il ruolo attivo che le nostre grandi collettività sparse in tutto il mondo continuano ad avere, grazie soprattutto ad una rinnovata presenza dei giovani italo-discendenti e all'arrivo di una nuova leva di emigrazione costituita da giovani che hanno ripreso a cercare altrove il percorso della loro vita, il futuro personale e professionale.   Un mondo al quale l'Italia non ha guardato e ancora oggi non guarda con la dovuta attenzione e che invece potrebbe costituire una delle chiavi di svolta per la ripresa della crescita e dello sviluppo nel Paese.  e' questa la speranza alla quale mi riferivo; una speranza per l'Italia e per il mondo, alla quale sto dedicando il mio impegno parlamentare anche come Presidente del Comitato per gli italiani nel mondo della camera dei Deputati.
 
7) Come vede il futuro del governo Letta e l'intesa con Matteo Renzi?
 
 Enrico Letta e Matteo Renzi sono due grandi risorse per il Partito Democratico ma soprattutto per l'Italia; rappresentano una giovane generazione di politici competente e seria che in questo momento sta affrontando con entusiasmo e passione politica la più grave crisi economica che l'Italia ha attraversato dal dopoguerra ad oggi.   Oggi il Presidente del Consiglio Letta è impegnato a rilanciare l'azione di governo per dare all'economia e al Paese le risposte che attende da tempo; altrettanto sta facendo il Segretario del PD Renzi, che grazie alla sua iniziativa ha sbloccato un impasse sulle riforme elettorali e istituzionali che da anni bloccava il Pese.   Sono certo che entrambi sapranno collaborare al meglio per ottenere questi grandi risultati e che tutto il PD saprà sostenerli in maniera convinta e unitaria con il senso di responsabilità che ci ha sempre contraddistinto.
 
Alla fine del colloquio, Alberto Calle ha ringraziato l'On. Fabio Porta, per il suo impegno presso la Camera dei Deputati, ma soprattutto per la sua altissima partecipazione nell'Aula, e gli ha chiesto di sospendere ogni collaborazione economica con l'India e di manifestare il nostro rammarico all'ambasciatore indiano, in politica interna, ha espresso il suo augurio affinché il governo realizzi le riforme subito, senza perdita di tempo, e senza chiacchiere.
 
 

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