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Il Movimento Letterario UniDiversità ha dedicato due pagine sulla rivista “Quaderni” alla poetessa italo-francese Maria Salamone

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Non è la prima e certamente non sarà l’ultima. La Rivista “Quaderni” dell’Associazione “Lo specchio di Alice” del Movimento Letterario UniDiversità di Bologna, diretta da Giuseppina Rossitto, ha dedicato di recente alla poetessa italo-francese Maria Salamone altre due pagine a colori (esattamente le pagine 56 e 57 sul n.2 del 2014) nella sezione bilingue: Autori francesi.

Pagine dedicate appunto a Maria Salamone (Cannes – Francia) Poetessa.  Le pagine s’intitolano, una “La créativité de ma vie” e l’altra “La creatività della mia vita”, stesso titolo in francese e in italiano.

Nella prima delle due pagine due foto. In una si vede la poetessa che partecipa al récital poetico dell'Accademia Alfieri di Firenze al Museo Civico di Rimini e la seconda con Dalmazio Masini. E proprio questi scrive l’articolo “La poesia di Maria Salamone". Articolo che riportiamo. La poesia di Maria Salamone muove i passi dal desiderio di questa autrice di cantare l’amore in tutte le sue variegate sfaccettature, quasi che così facendo essa riuscisse a riappropriarsi di tutti i momenti belli della sua esistenza e di trasformare in belli anche i momenti meno felici. Ma se tutto si esaurisse in questa operazione noi potremmo parlare di interessante operazione culturale, ma non certo di eccezionalità. Eccezionalità che invece prende corpo ed esplode quando queste sue poesie, quasi migrando dalla carta stampata si dilatano dalla sua minuscola persona che si ingigantisce riconsegnandole alla completa fruibilità di chi si sofferma raccoglierle. Allora i versi si possono gustare con tutti i sensi e le parole, prima appiattite sulle pagine, con la sua voce diventano musiche, diventano sculture circoscritte dall’arco della sua gestualità. Materiale vivo da spalmare e animare. Non si può parlare dei versi di Maria Salamone se non ci si sofferma ad ascoltarli dalla sua voce, a leggerli dalle sue mani che li accompagnano accarezzando lo spazio che li circonda e dal roteare dei suoi occhi sempre tesi in alto, a sostenerli nell’ascesa verso gli strati più elevati dell’arte. Così la piccola autrice si dilata e diventa la gigantessa che tutti conosciamo capace di partire anche da un banale gioco di sillabe e farlo diventare opera d’arte tutto tondo.

Nella stessa pagina l’altro articolo è in italiano e in francese. Sono riflessioni della stessa poetessa.

Vivere del frutto della propria creazione è senza dubbio il sogno di tutti i pittori, scrittori, poeti... Un sogno che facevo sin da bambina, quando, all'incomprensione dei miei rispondevo che da grande avrei fatto la cantante. Infatti, dai sei ai dodici anni, dotata di una vocina abbastanza gradevole, come prima voce, ho cantato nel coro dell'istituto religioso dove ho trascorso la mia infanzia. E invece è stata Calliope, Musa della poesia, che un bel giorno mi ha baciata, infiammata corpo ed anima! Da quel giorno, come i trovatori del passato, in veste di rime e di versi, innalzo canti alla vita. La vita con le sue gioie e pene, con i suoi sorrisi e pianti, con le sue sfide e lotte, con le sue vittorie e sconfitte... Per avere ottenuto numerosi successi, sia in Europa sia in Africa, mi chiedo a volte come mai la mia poesia: una poesia semplice, dettata dal cuore, sia riuscita a suscitare un tale interesse.

Sarà forse perché nel mondo in cui viviamo, un mondo virtuale che non lascia spazio alle emozioni, ai sentimenti... basta a volte una semplice nota di poesia, per risvegliare quel briciolo d'umanità che vive nascosta in ciascuno di noi.

Al di là di ogni fattore culturale, economico e sociale, devo alla creatività l'essere riuscita a conoscermi meglio, ad accettarmi con i miei difetti e qualità. Così come devo alla creatività l'essere riuscita a farmi accettare anche dagli altri, per quella che sono, quello che valgo, ovvero il frutto di una doppia ricchezza culturale che, accesa di poesia, vivo e condivido nel rispetto dell'Italia che mi ha dato i natali, e della Francia la mia terra d'adozione.

Questa la stessa riflessione in francese.

Vivre du fruit de sa propre création est sans doute le rêve de tout peintre, écrivain, poète... Un rêve que je faisais dès ma plus tendre enfance lorsque, au désespoir des miens, je disais vouloir devenir chanteuse. En effet, dotée d'une voix assez agréable, de six à douze ans j'ai chanté comme première voix au sein de la chorale de l'institut religieux où j'ai passé mon enfance. Mais voilà, c'est Calliope, Muse de la poésie, qu'un beau jour m'a embrassée, embrasée corps et âme.

Et depuis ce jour, ainsi que les troubadours du passé, en habits de rimes et de vers, j'élève des chants à la vie: La vie avec ses joies et ses peines, ses rires et ses larmes, ses défis et ses luttes, ses victoires et ses défaites.

Ayant obtenu de nombreux succès aussi bien en Europe qu'en Afrique, je me demande parfois pourquoi ma poésie: une poésie simple, dictée par le coeur, a su susciter un tel intérêt. Peut-être est-ce parce que dans le monde où nous vivons, un monde virtuel, ne laissant pas de place aux émotions, aux sentiments... il suffit parfois d'une simple note de poésie pour éveiller ce brin d'humanité qui sommeil au plus profond de nous. Au-delà de tout facteur culturel, économique et social, je dois à la créativité d’avoir pu mieux me connaître, m’accepter avec mes défauts et qualités. Tout comme je dois à la créativité d'avoir pu me faire accepter par les autres, pour celle que je suis, celle que je vaux... soit le fruit d'une double richesse culturelle, que par la magie du verbe, je vis et partage dans le plus grad respect de l'Italie où j’ai vu le jour, et de la France... mon pays d'adoption.

Nella seconda pagina “La creatività della mia vita” dedicata a Maria Salamone, troviamo una bella foto (mentre sta declamando alcune poesie a Villabene di Firenze) e la poesia (in italiano e in francese) Dialogar con le stelle...

Quando buia e misteriosa vien la sera / e nell’animo s’accende una preghiera, /per sfuggire alla malinconia /che mi sprofonda nell’oscurità, /dando via libera alla fantasia /accedo ad un mondo d’evasione, /ad un barlume di serenità... /elevandomi oltre i confini della realtà. /Seguo allora un soffio di vento, /ed il mio sguardo si libra, si perde /nel vasto firmamento; /come la scia di una cometa /per l’immenso erra, /senza limiti, senza meta... /E mentre quaggiù tutto è buio, tutto tace... / lassù, al chiarore della luna, /regna un’immensa quietudine /che fa vibrare d’armonia di pace. /E io, sospesa, fra sogno e realtà, /non so se piangere o ridere di questa follia /che pian piano m’invade, mi spinge, /come per magia... /ove mi aspettano mille lucciole belle, /con cui dialogar io potrò… / dialogar con le stelle!.

Ed ecco la stessa poesia in francese.

Confidences aux étoiles / Lorsque sombre et mystérieux descend le soir /et que les yeux argentés des étoiles viennent /se mirer sur la terre comme dans un miroir; /pour ne pas sombrer dans la mélancolie /qui fait rage dans l’obscurité, /laissant voie libre à ma rêverie /je pars en quête d’un monde d’évasion, /dépassant les limites de mon imagination. /Mon regard ébahi /suit un souffle de vent… /et comme lui se perd, se libère, /dans l’infini du firmament; /ainsi que le sillon d’une comète, /silencieux vogue dans l’espace céleste, /oubliant cette obscure planète. / Et pendant qu’ici-bas tout s’endort, /tout se tait, là-haut, à la lueur de la lune, /règne un sentiment de quiétude, /faisant vibrer mon âme dans la nuit brune. /Et moi, à mi-chemin entre rêve et réalité, /perdue dans ma rêverie, je ne sais /s’il faut rire ou pleurer de cette folie, /qui, doucement, comme par magie, /me mène jusqu’où le ciel se dévoile, / et ainsi me confier… me confier aux étoiles!

La poetessa ultimamente è stata fuori dal mondo poetico per una grave lutto (la morte della madre) e poi anche per altri motivi familiari. Le nostre vive condoglianze per la scomparsa della mamma e il nostro “bentornata” con le sue poesie. La poetessa abita a Cannes (Francia). Sua e-mail: poeta.mariasalamone@gmail.com.

Nella foto la poetessa Maria Salamone mentre declama alcune sue poesie.

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