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Monumento a Cristoforo Colombo

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“Monete argentine e italiane di un secolo fa. Copie di giornali argentini e italiani di allora, un libro con indicazioni su come assemblare il monumento fatto da Arnaldo Zocchi, e due pezzi di una pellicola che ritrae i lavori di costruzione e innalzamento del monumento a Cristoforo Colombo. Tutto quanto era scritto nel libro dei verbali della Camera di Commercio Italiana in Argentina, che conserva i dibattiti del comitato costituito per il monumento, compreso l’inventario del cofanetto del tempo, è stato trovato giovedì scorso nella base del monumento”. A darne notizia è la “Tribuna italiana”, settimanale diretto a Buenos Aires da Marco Basti.

“I presidenti di FEDITALIA Luigi Pallaro, di FEDIBA Dario Signorini, l’avv. Horacio Savoia, e altre persone (assente per motivi di salute la presidente del COMITES di Buenos Aires Graciela Laino), sono stati accolti nella Casa Rosada dal segretario generale alla Presidenza, Oscar Parrilli, per mostrare lo stato attuale del monumento, spiegare ai restauratori con a capo il dott. Telechea massimo responsabile dei lavori, cosa si sta facendo e come continueranno a restaurarlo.
Poi, alla presenza del notaio generale del governo, è stato aperto lo “scrigno del tempo” messo alla base del monumento, quando fu costruito. Luigi Pallaro portava il libro dei verbali della Camera di Commercio (della quale è presidente) nel quale venivano registrati i dibattiti del comitato creato per promuovere il monumento a Colombo.
Tra le carte conservate, anche una con l’elenco di quanto poi è stato ritrovato, intatto, all’interno del cofanetto. Un’operazione di apertura ampiamente diffusa dall’agenzia ufficiale Telam e da tutti i media argentini.
Poi, un’altra sorpresa per i dirigenti presenti (oltre a loro c’erano anche il segretario ai Lavori pubblici Abel Fatala e il segretario ai rapporti con le comunità della Città di Buenos Aires Claudio Avruj): sono stati portati con l’elicottero presidenziale a sorvolare la zona dell’“aeroparque”.
Davanti al terminal aereo metropolitano, ora le autorità nazionali propongono di sistemare il monumento a Colombo.
Una proposta in tal senso era stata avanzata nel dicembre dell’anno scorso, ma era stata accolta con freddezza dalla collettività. Nessuno dei dirigenti presenti ha voluto prendere alcun impegno ed è stato detto che si parlerà della questione all’interno di ogni organo di rappresentanza.
Ora la nuova proposta dovrà essere analizzata, ma è chiaro che le autorità nazionali vogliono dimostrare la loro buona volontà per risolvere la questione, senza però rinunciare a togliere il monumento donato dagli italiani dalla piazza che porta, ancora oggi, il nome del grande navigatore genovese.
Intanto, il tempo passa e i pezzi, classificati e curati dai restauratori, secondo quanto hanno spiegato, restano comunque buttati per terra nella piazza, in attesa che sia trovata una destinazione finale che consenta di rimettere il monumento come lo sognò Zocchi”.



FONTE/AISE

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