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Vomero: apre un nuovo megastore cinese sulla collina

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        “ Il Vomero come la Ferrovia? “ è la domanda che pone Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, particolarmente attento alle dinamiche che negli ultimi tempi stanno interessando il commercio al Vomero che, con quasi duemila esercizi a posto fisso, rappresenta il primo quartiere commerciale del capoluogo partenopeo e tra i più importanti in Europa. Un settore che sta attraversando una forte e perdurante, crisi con la scomparsa di noti marchi storici mentre i pochi rimasti potrebbero a breve seguire la stessa sorte. Una crisi che però non sembra minimamente toccare il commercio made in Cina, anzi.

            “ Infatti, dopo le recenti aperture in vico Acitillo ed in via Luca Giordano – sottolinea Capodanno -, proprio in questi giorni ha visto la luce un nuovo megastore di prodotti cinesi, all’inizio di via Giotto, nei pressi di piazza Medaglie d’Oro, lì dove fino a poco tempo addietro sorgeva una nota discoteca, frequentata da tanti giovani,provenienti da diversi quartieri della Città, che, nei fine settimana, si accalcavano all’ingresso in attesa di potervi accedere “.

            “ All’interno degli ampi locali a disposizione, sulle scaffalature ben allineate, si possono trovare numerosi prodotti merceologici, a prezzi altamente concorrenziali – puntualizza Capodanno -. Si va dai capi di abbigliamento per uomo, donna e bambino alla cosmetica, dagli articoli da regalo ai giocattoli, dalla ferramenta ai casalinghi senza trascurare l’ampio settore dei componenti elettronici “.

            “ Altro aspetto da considerare – continua Capodanno - è il fatto che l’esercizio resta aperto dalla mattina fino alla sera senza alcuna interruzione, neppure per la pausa pranzo “. 

            “ A partire dalla metà degli anni ‘90 – ricorda Capodanno – il commercio cinese ha cominciato ad espandersi nel capoluogo partenopeo nelle piazze e nelle strade poste intorno alla stazione ferroviaria, estendendosi poi gradualmente fino ai vicoli della Duchesca, vendendo articoli tutti provenienti dalla Cina, per lo più abbigliamento, oggettistica e giocattoli “.

            “ Un altro emblematico tassello di una trasformazione che nell’ambito del terziario commerciale non si era mai osservata dal dopoguerra fino alla fine del secolo scorso, quando al Vomero esistevano le botteghe storiche, a conduzione familiare, che si tramandavano di generazione in generazione – afferma Capodanno -. Attualmente la maggior parte delle botteghe storiche sono scomparse. Al loro posto sono sorte attività o della grande distribuzione o gastronomiche con bar, gelaterie, ristoranti e paninoteche o per scommesse, queste ultime con un’espansione che desta non poche perplessità “.

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