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Presentato con pieno successo a Barcellona Pozzo di Gotto il poemetto “Il testamento di Odisseo” di Giuseppe Messina

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Nei giorni scorsi nell’affollato Auditorium della magnifica chiesa barocca sconsacrata San Vito di Barcellona Pozzo di Gotto è stato presentato con pieno successo il poemetto “Il testamento di Odisseo”, un atto unico teatrale a verso endecasillabo e settenario in cinque parti del poliedrico artista Giuseppe Messina.

A coordinare la magnifica serata è stata la dott. Giulia Carmen Fasolo, titolare della Casa Editrice Smasher che ha stampato il volume. Nella sua introduzione ha avuto parole di elogio per l’artista noto come pittore, scultore, poeta, autore di opere teatrali, regista e produttore cinematografico. E soprattutto (come ha sottolineato) come “maestro di vita”.

A elogiare quest'ultima fatica letteraria del grande e poliedrico artista, sono tra l’altro intervenuti l’assessore alla Pubblica Istruzione e Beni Culturali di Barcellona Pozzo di Gotto Raffaella Campo (si è complimentata con l’autore per la validità della sua opera e ha definito Odisseo l’eroe antico più moderno, caratterizzato dalla metafora dell’attuale condizione esistenziale), il presidente dell’Associazione “Giuseppe Garibaldi” Carmelo Cicero (ha evidenziato la sua grande soddisfazione di partecipare a tutti gli eventi culturali della Città del Longano), la presidente dell’Associazione Culturale “FilicusArte” di Milazzo Giuliana Perrone (si è detta ben disposta a promuovere qualunque forma d’arte ed ha augurato al maestro Messina tanto successo per la sua nuova opera), il vice presidente della Pro Loco “Alessandro Manganaro” Giuseppe Giunta, il quale ha detto che l’Associazione presieduta da Andrea Italiano “è fiera di collaborare con il Movimento per la Divulgazione Culturale “Pippo Labisi”.

E’ stata quindi la volta della brava relatrice, e anche curatrice della prefazione del libro, Graziella Lo Vano. La scrittrice, autrice fra l’altro del romanzo “Da qui alla merica”, ha dato il via alla sua relazione entrando nel merito del poemetto, dando un’esatta interpretazione e facendo contemporaneamente una presentazione dello stesso autore come il rappresentante di tutto il genere umano, con i propri sentimenti le proprie angosce e lo stesso pathos di un essere indomito, proprio come Ulisse che non ha paura di andare oltre. Un testamento dunque: il testamento di Odisseo, ma anche quello dell’autore dentro di cui riesce a versare la sua esperienza, la sua saggezza da trasferire ai giovani. “Perché ai giovani (come ha sottolineato la relatrice) è indirizzata questa sua opera colma di suggerimenti e insegnamenti”.

È quindi intervenuto il filosofo Carmelo Edoardo Maimone che ha estratto dal poemetto di Giuseppe Messina l’intrinseco senso filosofico soffermandosi sulla ricerca della verità. “Verità difficile (ha detto) che l’autore mette a disposizione delle giovani generazioni facile preda delle Sirene e di tutte le altre insidie della vita” Ed ha ricordato i versi “Ascoltate chi indica la luce, // chi di sapere ve può arricchire. // Prendete la mano di chi conduce // verso la verità che fa gioire".

Il filoso si è soffermato anche sulle sculture bronzee di Giuseppe Messina “la cui suggestiva bellezza e il movimento proprio hanno il potere di trasportarci nel mondo classico tra gli immortali eroi del mito” ed ha concluso il suo intervento dicendosi fiero di portare “in questa come già in altre occasioni, un atto di testimonianza nei confronti di un grande artista pieno di umanità di cui mi pregio essere amico”.

Le parole della scrittrice, e quelle del filosofo, sono state confermate dallo stesso autore, Giuseppe Messina, il quale ha confessato a tutti che la scrittura non è altro che “un bisogno di esprimersi.” Da un pò di tempo, infatti, questa forma di arte preme la sua anima, perché, a causa di un problema agli occhi, ha dovuto abbandonare la scultura.

“Dopo aver scavato nel mio passato (ha fra l’altro detto) ho deciso di scrivere un’opera che potesse essere indirizzata a un settore particolare, quale quello dei giovani. E “Il Testamento di Odisseo” è stato scritto pensando alla ri-partenza di Ulisse, così come narrato da Dante nel XXVI Canto dell’Inferno “Io e compagni eravam vecchi e tardi // quando venimmo a quella foce stretta // dove Ercule segnò i suoi riguardi, // acciò che l’uom più oltre non si metta.”

“Io comincio proprio da qui, dal viaggio per andare oltre il mondo conosciuto e, per la paura di non tornare, allora scrivo il testamento” E continuando, ha precisato che ha usato il canto delle sirene, Circe, la forza di Polifemo, Scilla e Cariddi, raffiguranti le insidie, per far capire ai giovani che tutto si può superare soltanto ancorandosi alla saggezza, alla sapienza.

La serata è stata allietata dalla giovane e brava musicista Barbara Visalli (con il suo violoncello ha eseguito la “Suite n.2 in re minore 1008 BWV J. S. Bach”) che (com'è stato ricordato dalla coordinatrice Giulia Carmen Fasolo) ha già suonato con successo nell’orchestra nazionale dei conservatori al Quirinale e all’arena di Verona con Gianni Morandi.

Da ricordare che la manifestazione, seguita da un foltissimo pubblico qualificato, interessato e attento, è stata organizzata dalla Casa Editrice “Smasher” e dal Movimento per la Divulgazione Culturale “Pippo Labisi” (presieduto dallo stesso Giuseppe Messina) con il patrocinio del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto e con la collaborazione della Pro Loco “Alessandro Manganaro”, dell’Associazione “Giuseppe Garibaldi” e dell’Associazione Culturale “FilicusArte” di Milazzo.

Nelle foto di Nerina Fazio l’artista Giuseppe Messina (al centro con il volume sottobraccio) con (a partire da sinistra) la vioncellista Barbara Visalli, la pianista Lucia Arena, il filosofo Carmelo Eduardo Maimone, l’editrice Giulia Carmen Fasolo, il presidente dell'Associazione "Giuseppe Garibaldi" Carmelo Cicero, il chitarrista Alessandro Monteleone, la biografa Maria Torre, la scrittrice Graziella Lo Vano e l’Assessore alla Pubblica Istruzione e Beni Culturali Raffaella Campo.

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