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Vomero: saracinesche abbassate per la libreria Loffredo

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“ Inesorabile la crisi del commercio al Vomero colpisce ancora un luogo di cultura, un’oasi dove ancora si respirava l’odore della carta stampata, dove si potevano incontrare amici, che si erano persi di vista, nel corso di una delle tante presentazioni di un libro – esordisce Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari -. Così stamani è arrivata la conferma di una notizia che circolava da tempo anche se non se ne parlava o se ne parlava a bassa voce nel tentativo di scacciare questo vero e proprio incubo, ennesimo boccone amaro nell’ecatombe che ha colpito inesorabilmente il settore trainante dell’economia del quartiere, quello che l’ha fatto conoscere in tutto il mondo, per la presenza di ditte storiche, molte delle quali da tempo purtroppo definitivamente scomparse  “.

 

“ La notizia della chiusura della sede della storica libreria Loffredo, presente in via Kerbaker al Vomero fin dal 1981, arriva come un pugno nello stomaco, dopo il tremendo colpo già subito per la chiusura, agli inizi di due anni fa, della libreria Guida Merliani – afferma Capodanno -. Il colpo è duro da digerire perché Loffredo, come Guida, come tante altre librerie che esistevano al Vomero, oltre che in altri quartieri cittadini e che oggi sono perlopiù scomparse o sono afflitte da gravi problemi economici, non sono dei semplici esercizi commerciali, bensì rappresentano luoghi di cultura, e come tali restano nei cuori e nelle menti delle persone, rivestendo aspetti strettamente legati al proprio vissuto, dall’infanzia con i primi libri, agli anni dell’adolescenza con l’acquisto dei testi scolastici, alla maturità.

 

“ In altre parole – continua Capodanno - una libreria rappresenta un percorso di vita vissuta e la sua chiusura è fonte di un grande dolore perché la sua perdita equivale a quella di una persona cara. Scompaiono infatti i luoghi ed i ricordi di una vita intera. Tanto più quanto ha una storia secolare come appunto la libreria Loffredo, la quale, come si legge nella pagina presente su Internet, “già operante sin dai primi decenni del’800, ha avuto originariamente sede nel centro storico di Napoli, in v. San Biagio dei Librai, all’interno del cinquecentesco ed elegante palazzo Carafa di Montorio e molto vicino alla piazzetta Nilo in cui domina appunto la statua del Nilo che diviene logo prima della Libreria e poi anche della Casa Editrice Loffredo“ “.

 

“ Tutto ciò purtroppo avviene nella più totale assenza di iniziative concrete da parte delle istituzioni preposte, Comune di Napoli e Regione Campania in testa, per tutelare concretamente le aziende storiche e di tradizione della Città e, in particolare, le librerie come appunto Guida e Loffredo – prosegue Capodanno -. Una crisi, quella del settore commerciale, che al Vomero ha subito una preoccupante impennata negli ultimi anni con la desertificazione, tra l’altro, di molte strade. Emblematica la visione quasi lunare che offre oggi la galleria Vanvitelli, con numerose saracinesche da tempo abbassate. Senza considerare che al posto delle botteghe artigianali e di esercizi commerciali di antiche  famiglie, che si erano sempre dedicate al commercio, tramandandoli di padre in figlio, sono arrivate attività di ogni tipo, con prevalenza di bar, di ristoranti ma anche di sale per scommesse. Alla fame di cultura e di sapere si è dunque sostituita quella per soddisfare altri appetiti, quelli della gola e della pancia “.

 

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