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Laura Garavini sull'anniversario della tragedia di Mattmark in Svizzera

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L’on. Laura Garavini sull’anniversario della tragedia in Svizzera che costó la vita a 56 emigrati italiani: “Ricordare le vittime italiane di Mattmark – un monito che serve da esempio anche in Italia per evitare stragi di innocenti"

"Ricordare le vittime italiane di Mattmark serva da monito, anche in Italia, per evitare stagi di innocenti”, dice l’on. Laura Garavini (PD) in occasione dell’anniversario della tragedia di decine di lavoratori italiani in Svizzera. Quarantatrè anni fa l´assenza di adeguate misure di precauzione nell´allestimento del cantiere e nella costruzione delle baracche dei lavoratori costó la vita a 88 muratori, 56 dei quali italiani, impegnati nella costruzione della diga di Mattmark, nella Valle del Saas. Era il 30 agosto del 1965. Le misure di sicurezza erano apparse troppo onerose per tutelare lavoratori ritenuti di serie B, lavoratori per lo più stranieri.

Improvvisamente un enorme blocco di ghiaccio si staccò dal ghiacciaio di Mattmark e travolse le baracche in cui persero la vita i lavoratori. Si trattava di giovani uomini, recatisi in Svizzera per garantire un futuro migliore a sé e alle proprie famiglie, uomini che fuggivano dalle precarie condizioni di lavoro in Italia e si rendevano disponibili a durissimi sacrifici pur di esercitare un onesto lavoro.

"Il ricordo di incidenti cosí drammatici, legati all´errore umano e alla leggerezza nel rispetto delle più elementari precauzioni di sicurezza deve servire da monito, per quanto riguarda la salvagurdia delle condizioni di lavoro di tanti immigrati anche in Italia” sostiene l´onorevole Laura Garavini (PD).

Proprio in questi giorni sui giornali italiani si riportano le disumane condizioni di lavoro e di alloggio di tanti stagionali, immigrati in Italia per la raccolta dei pomodori al sud. “Oggi come allora il lavoro dei migranti è altrettanto valido e prezioso di quello dei lavoratori locali. Eppure le condizioni che vengono offerte agli stagionali stranieri sono bestiali e per nulla paragonabili a quelle dei lavoratori italiani”, commenta la Garavini e conclude “Non aspettiamo che avvenga l´ennesima disgrazia per pretendere ed imporre che vengano rispettate le norme di sicurezza. Lo stesso ricordo di incidenti come quello di Mattmark deve fungere da monito per tutelare la vita dei lavoratori, stranieri o italiani che siano."

Potenza, 1 settembre 2008

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