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Nasce a Napoli la prima libreria…senza libri #iononcisto

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            “ Napoli si fregia di diversi primati stravaganti, ma ad oggi la ben nota fantasia partenopea non era arrivata fino a tanto: aprire una libreria…senza libri. Sarebbe come aprire una farmacia senza medicinali dove ci si cura con la forza della mente o una salumeria senza salumi dove la figura del salame la farebbe certamente il titolare – ironizza Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari -. La ciliegina sulla torta sarà rappresentata dal taglio del nastro, che servirà per inaugurare i locali vuoti, privi di scaffali e di volumi, posti nel quartiere Vomero, in un fabbricato nei pressi della stazione superiore della funicolare Centrale, taglio che non vedrà impegnato uno scrittore famoso o un luminare della scienza o della letteratura, bensì un clown “.


 


            “ Quanto poi alla strombazzata fame di cultura degli abitanti della collina del capoluogo partenopeo, che sembra motivare questa frettolosa apertura in pieno luglio, dopo la chiusura di due note librerie, presenti da lustri nel quartiere, essa allo stato appare sostituita da un ben più sostanzioso appetito di patatine e cuoppi fritti, con le folle che si registrano dinanzi ai diversi esercizi, inaugurati negli ultimi tempi al Vomero, che commercializzano questa tipologia di prodotti – puntualizza Capodanno -. Peraltro, se davvero i vomeresi fossero affamati di libri da leggere, potrebbero satollarsi, rimanendo nell’ambito del quartiere, recandosi in via Luca Giordano, presso l’ex FNAC, oggi Trony, che al piano interrato offre una vasta gamma di volumi, spaziando per ogni genere letterario. Senza considerare che esistono altre due librerie, una in via Scarlatti, dalla quale strada prende anche il nome, ed un’altra, aperta più di recente, in via Carelli, nei pressi dell’ex cinema Arcobaleno. Inoltre, da alcuni mesi a questa parte, una cartoleria, posta in via Solimena, offre, a richiesta, un puntuale ed efficiente servizio di prenotazione di testi scolastici  “.


 


            “ Senza trascurare – continua Capodanno -, sempre in via Luca Giordano, “ les boites des bouquinistes “, i cinque chioschi di libri nati nel lontano 1979, in analogia al modello francese delle librerie poste lungo la Senna, operanti queste ultime da oltre 400 anni, rappresentando una delle caratteristiche parigine più conosciute al mondo. Dalla loro nascita ad oggi i gestori di tali chioschi hanno fornito alla numerosa clientela, non solo vomerese, libri di  ogni genere, con la cortesia  e con la competenza maturata in ben 35 anni di attività “.


 


            Capodanno per l’occasione rilancia l’hastag #iononcisto per dire no ad iniziate di facciata, che sembrano incentrate più su un desiderio di mero protagonismo, piuttosto che finalizzate ad una reale e fattiva soluzione dei problemi che attanagliano il settore specifico e, più in generale, il terziario commerciale, ma anche per sollecitare iniziative concrete da parte della Regione Campania e del Comune di Napoli per rilanciare, attraverso il varo di un programma organico, le attività ed i siti della cultura, librerie comprese, facendo leva sia su incentivi da offrire ad aziende serie ed accreditate del comparto sia su un vasto piano di sensibilizzazione che coinvolga anche la scuola.

 

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