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Garavini (PD): "Formazione duale in Germania: una best practice da cui trarre ispirazione per le riforme in Italia"

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Proficua collaborazione tra l'intergruppo di amicizia italo-tedesco e l’intergruppo giovani parlamentari

 

"Conoscere e approfondire buone prassi nel mondo del lavoro già adottate in altri paesi europei può essere vincente per evitare errori e per introdurre sistemi all'avanguardia, utili a promuovere crescita ed occupazione". Lo ha detto Laura Garavini, intervenendo al convegno “Può l’Italia imparare dalla Germania? Le lezioni apprese e la via alla riforma del lavoro”, organizzato dall’Intergruppo giovani parlamentari in collaborazione con l’Intergruppo di amicizia italo-tedesco, di cui la deputata PD è presidente.

 

“E' molto positivo”, ha aggiunto la Garavini riferendosi al piano “garanzia giovani”, “che il Governo Renzi nei primi decreti, miranti ad una riforma organica del mondo del lavoro, abbia già iniziato a prevedere alcuni degli elementi qualificanti del sistema duale tedesco: in particolare un efficiente potenziamento dei centri per l'impiego e un rafforzamento delle politiche attive per la ricerca di un lavoro. Il sistema duale di formazione, che consente ai giovani di affiancare alla formazione scolastica anche esperienze nel mondo del lavoro, è uno dei principali strumenti grazie ai quali la Germania è riuscita ad affrontare lo stato di crisi con una relativa facilità".

 

"Anche se è impensabile la trasposizione immediata in Italia di un sistema molto datato e legato a condizioni socioeconomico completamente diverse da quelle del nostro Paese", ha concluso la deputata, "è comunque auspicabile che anche in Italia si faccia tesoro della proficua esperienza della formazione duale. In questo modo i giovani hanno modo di professionalizzarsi, di entrare da subito in contatto con i potenziali futuri datori di lavoro e di garantirsi anche una certa autosufficienza economica. Le aziende, da parte loro, hanno tutto l'interesse a partecipare alla formazione dei giovani perché in questo modo possono disporre di una forza lavoro adatta alle loro esigenze, una cosa non sempre facile in Italia, dove manca un canale di trasmissione fra chi cerca e chi offre lavoro”.

    

 

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