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Vomero: una “notte nera” per giornalisti e comunicatori

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         “ Sembrava impossibile che potesse ripetersi, dopo le polemiche suscitate l’anno scorso da un analogo bando, in occasione della precedente edizione della notte bianca – sottolinea Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari -. Invece puntuale anche quest’anno arriva l’avviso pubblico nel quale si precisa che: “Per la comunicazione e divulgazione della manifestazione la Municipalità intende individuare, senza alcun onere e/o costo a carico dell'ente, un soggetto che curi tutti gli aspetti di promozione degli eventi che saranno inseriti nel programma di "Vomero Notte 3.0 2014", ivi espressamente compresa la creazione del logo” “.

 

         “ Insomma si chiede di lavorare per la comunicazione e la divulgazione dell’iniziativa, compresa la creazione del logo, senza che il soggetto incaricato possa percepire per tale attività neppure un centesimo di euro – commenta Capodanno -. Vero è che siamo in un periodo di forte crisi, che nel settore della comunicazione si avverte in maniera massiva, con tanti giornalisti e comunicatori che non trovano una sistemazione adeguata, ma chiedere di lavorare gratis, rimettendoci se del caso, anche le spese vive, è decisamente eccessivo, oltre che fuori da ogni logica “.

 

         “ Tanto più assurdo – puntualizza Capodanno - dal momento che per altre iniziative invece, proprio per la comunicazione, si investono notevoli risorse economiche, dal momento che proprio da una adeguata ed appropriata divulgazione degli eventi dipende, in gran parte, la riuscita di una manifestazione “.

 

         “ Mi auguro – prosegue Capodanno – che gli ordini professionali, le associazioni di categoria e le rappresentanze sindacali vogliamo prendere una posizione precisa per contrastare tali “proposte indecenti”, che si ripetono puntualmente. Ma come si fa a chiedere ad un lavoratore altamente specializzato,  come appunto un addetto alla comunicazione, di lavorare, con un impegno che richiede anche una notevole quantità di tempo e di risorse, per un’iniziativa promossa da un ente pubblico, come quella in questione, in maniera del tutto gratuita, col rischio di rimetterci anche le spese? “.

 

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