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Nicola Andreace porta il suo nome e quello di Massafra alla “Art Fair Rotterdam 2014”

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Rotterdam (Paesi Bassi), designata Capitale Europea della Cultura, si prepara ad accogliere nei giorni 12-13 settembre 2014 artisti di talento provenienti da tutto il mondo. All’evento “Rotterdam Internazionale Art Fair 2014” Nicola Andreace porta il suo nome e quello di Massafra. Invitato dalla Galleria Queenartstudio di Padova, guidata brillantemente dalla dott. Maria Grazia Todaro, espone il 12 e 13 settembre alla Art Fair Rotterdam 2014 l’opera “Dinamica sociale” Questa, pubblicata a pag. 18  in “Nicola Andreace,  Tracce Speculari” Percorsi antologici d’arte 1995-2001, con presentazione di Dante Maffia, Stampasud Mottola, 2001, appartiene al periodo  dell’Umanesimo Tecnologico (1982-2005), quando  Andreace, facendo leva su tutta la sua cultura figurativa passata e sulle declinazioni delle avanguardie, realizza oli dalle tecniche miste di pregevole fattura, frutto di analisi meditate, sedimentate, filtrate dall’esperienza acquisita in decenni di studio e vagliate da un’osservazione costante. Attento al percorso umano della sua gente, presenta i temi sociali  con immagini, che puntualizzano la centralità dell’UOMO, che non può né deve essere sopraffatto dalla  tecnologia e dalla logica del profitto, ma deve utilizzare le conquiste del progresso per migliorare la sua vita e quella della collettività. Nei quadri, immagini della memoria, mescolate ad elementi della nostra antica civiltà, ad oggetti di uso quotidiano, a  simboli, a lettere, a forme suggestive tratte da temi primari, diventano istanze riflessive sui grandi temi della vita e del tempo: realtà e spazio di visione, coesistendo, l’uno all’altra indissolubilmente legati, sottolineano la volontà di uno slancio vigoroso, necessario ad afferrare il tempo che fugge e a trattenerlo con forza con le proprie azioni per affidarlo ai giorni futuri. Nell’opera Dinamica sociale, “ le figure diventano immagini del nostro tempo, fuori dal tempo e immagini di un tempo remoto che hanno saputo trovare l’armonia con il tempo presente, immagini miracolosamente rimaste a testimoniare il canto dell’evoluzione in una dimensione umana culturale e spirituale  di Rinascimento. Rinascimento che non è solo esaltazione della centralità dell’uomo, ma consapevole approdo ai valori alti e perenni dell’uomo, atto di fede nel cammino dell’uomo, che, nonostante gli errori, le cadute, le aberrazioni, sa ancora essere il cuore palpitante dell’Universo, il riferimento che assomma in sé luce e tenebra, male e bene” (Dante Maffia).  Andreace, nell’opera in esposizione a Rotterdam, colora i suoi slanci, avvolge in una luce dorata la composizione. Raffigurando i personaggi di varia età, vuole esprimere la speranza dell’azzeramento della superficialità, del recupero dei buoni sentimenti, quali la tolleranza, la disponibilità solidale e disinteressata verso gli altri, l’attenzione verso i giovani e gli anziani, il rispetto per la donna.” Quella di Andreace, scrive Antonella Iozzo, è una pittura che racconta, che riflette ed induce alla riflessione, una pittura che s’introverte , scivola dentro, nella mente e nel cuore per riemergere verità, testimonianza, manifesto pensato e ragionato sull’uomo, sulla sua infinita potenza e sull’effimera caducità”.

Ricordiamo brevi note dell’artista.

Nicola Andreace (Taranto 1934 – Massafra 2014) pittore, grafico, scultore, segue gli studi artistici, che completa presso l’Accademia di Belle Arti. Ordinario di Disegno e Storia dell’Arte nei Licei Scientifici di Stato, nel 1957 inizia la sua attività artistica, rappresentando con “espressionismo popolare neorealista” la “Civiltà contadina” (1957-1967). Attento e sensibile ai problemi socio- antropologici, convinto che l’Arte sia comunicazione, storia, interpreta la situazione umana della nuova Puglia, aggredita dall’industrializzazione del territorio con l’installazione dell’ Italsider – Cementir- Shell [ Società tecnologica (1968-1981)]. A. raffigura l’uomo “ingabbiato” in tubi di acciaio, in tralicci di fabbriche in costruzione, privato della  a ingranaggio, a numero, a cellula di un anonimo organismo”. La crisi dei valori dell’ uomo, il recupero della memoria storica, la mediterraneità, gli ideogrammi, i messaggi visivi di fine-inizio millennio sono le fasi successive delle sue indagini che si concretizzano nel ”L’Umanesimo Tecnologico” (1982- 2005), a cui segue Post Human ( dal 2006 in poi ). Andreace dà vita ad un racconto intrecciato fra “design”, pittura colta, assemblando immagini cromatiche e stralci di suoi manifesti, tra cui innesta l’elemento “pop” di una corteccia reale di albero di ulivo, simbolo delle nostre radici mediterranee e delle nostre credenze sacre. Andreace in Arte, usando vari linguaggi, materiali e tecniche, testimonia la sua capacità di rielaborare con efficacia le più moderne correnti internazionali e le lezioni del passato. Dalla fine degli anni ’50, Andreace realizza anche opere di scultura e di strutture architettoniche in cemento armato, acciaio, ferro, legno e terracotta.

Dal 1965 svolge interventi operativi e sperimenta nuove tecniche espressive nel campo della grafica e realizza manifesti d’Arte, pubblicazioni, annulli e messaggi filatelici speciali. Tra le Testimonianze e i Contributi dei Critici e Giornalisti su Quotidiani/ periodici/ Riviste specializzate con recensioni, articoli o citazioni si ricordano: A. Altamura, G. Amodio, U. Apollonio; G. C. Argan; A. Basile, N. ellinvia, F.Bellonzi, G. Bertini, P. F. Bruni, M. Calvesi M. Campione R. aprara, D. Cara T. Carpentieri, R. Catacchio, S. Catapano, P. Catucci, Silvio Ceccato, C. De Stasio, A. D’Elia, G. Di Genova, E. Di Grazia, N.F icarra, V. Fiore, S. Fizzarotti, C. D. Fonseca, L. Galante, L. Giannone, M. Guastella, G. Iacovelli, A. Iozzo, F.L adiana, G. Lenoci, A. Lippo, M. Luongo, L. Madaro, D. Maffìa, P. Marino, P. Massafra, G. Mazzarino, E. Miccini, M. Micozzi, R. Nigro, S. Orienti, M. Perfetti, D. Piccolo, F. Piccolo, A. C. Quintavalle, P. Rasulo, D. Roscino, E. Santese, G. Segato, F. Solmi, F. Sossi, S. Trevisani, M. N. Varga, M. Vinella, ecc.

Informazioni di contatto: Andreace Lucia (detta Lucilla), Via Benedetto da Massafra 43 - 74016 Massafra (Taranto) Italia - Telefono cellulare +39 3489206632; Telefono fisso: +39 0998801811 – e.mail: lucillaandreace@gmail.com Nella foto: l’opera di Nicola Andreace “Dinamica sociale” (1998 - Tecnica mista su tela 100 x 70 cm) pubblicata in copertina della brochure (in seconda di copertina i loghi di R’DAM INT’L ART FAIR – QUEEN ART STUDIO – SEGMENTI D’ARTE).

Immagini “della memoria” mescolate a simboli, lettere e forme diventano “istanze riflessive” sui grandi temi della vita e del tempo.

E’ questa la didascalia riportata all’interno della brochure stampata per l’occasione.

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