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Le parole del Ministro La Russa offendono la memoria dei nostri padri!

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Da figlio della Repubblica Democratica Italiana mi chiedo contro chi ha combattuto mio padre ?

 

 

 

Francamente credo che a distanza di oltre 60 anni  dalla nascita della nostra Democrazia e Costituzione mettere in discussione di nuovo la nostra storia e’ semplicemente vergognoso. Sostenere che tutte le vittime della seconda guerra mondiale andrebbero rispettate e’ una cosa, sostenere invece che i “giovani repubblichini “ e i partigiani e alleati combatterono per gli stessi ideali e’ un'altra. Che i ragazzi di Salo’ si sacrificarono in buona fede e’ indubbio. Non dimentichiamo che erano giovani pressappoco bambini  , nati, cresciuti e “forgiati” sotto il  regime fascista. Molti di loro probabilmente non sapevano neanche dei tanti crimini contro l’ umanita’  dei quali  il  nazi-fascismo si era appena macchiato le mani. Erano semplicemente immaturi e incapaci di scegliere liberamente con chi stare; vittime ultime della dittatura fascista.  Dire altresi’ che andrebbe riconosciuto il loro amor patrio, a questo punto dobbiamo , chiederci di quale patria . Dopo l’ 8 di settembre del 43 come ricordo dai libri di scuola l’ Italia , fu invasa dai tedeschi e come e’ stato ricordato anche dal nostro Presidente della Repubblica piu’ di 600 mila militari italiani furono deportati in Germania dopo aver rifiutato di aderire alla RSI , fondata dal Duce dopo essere stato liberato. Il memico comune a tutti gli italiani militari e civili all’ epoca erano i tedeschi e i repubblichini. Questo pezzetto di triste storia italiana non potra’ mai essere messa in discussione da nessuno che sia un  Ministro della Repubblica ,  un Sindato di Roma  o storico che si voglia. E’ come se fra 40 anni un Ministro Iraqeno si permettesse di dire che anche i ragazzi di Bin Ladden durante la liberazione dalla dittatura di Saddam combatterono per la stessa causa. Bisogna distinguere nettamente, gli  invasori dai liberatori altrimenti si rimette in discussione  il nostro amor patrio. Le parole di La Russa credo siano state in primis fuori posto e del tutto contrarie a quanto ci ha insegnato la Costituzione. Inoltre le leggi razziali che il Sindaco di Roma vorrebbe mettere sotto il tappeto o in sordina furono emanate dal regime fasciste e non caddero dal cielo. Da cittadino italiano all’ estero ho sentito il dovere di difendere la memoria di mio padre che combatte’ per un ideale razzista sbagliato ed inumno, la quale oggi tutti dovremmo condannare e scongiurare ma sopratutto ai milioni di vittime che ogni anno commemoriamo.   

 

Invia commento comment Commenti (1 inviato)

  • Inviato in data Angelo Caforio, 03 Gennaio, 2009 15:58:59
    Salve, Sono pienamente d'accordo con Voi. I cittadini come il ministro La Russa, dovrebbero provvedere alla deficenza nei confronti di un "Rispetto" che non può,e non deve,essere confuso nel contesto. Rispetto per i morti è una cosa, Amor patrio un'altra.Quindi La Russa la smettesse con le tendenzialità.