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Omaggio a Nicola Andreace a Gallipoli al Simposio Internazionale d’Arte Contemporanea “100 Artisti per il Salento”

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E’ in corso di svolgimento a Gallipoli, presso Bellavista Club”, il Simposio Internazionale d’Arte Contemporanea “100 artisti per il Salento. Omaggio a Nicola Andreace”.

L’inaugurazione è avvenuta giorno 15 ottobre. Resterà aperta fino a lunedì 21 maggio. La mostra è organizzata con tanto entusiastico e sensibile impegno  dal Maestro Enzo Angiuoni, coadiuvato in parte dall’artista Maria Teresa Di Nardo. Patrocinio della Regione Puglia, del Comune di Gallipoli, della Pro Loco Gallipoli, del Caroli Hotels Gallipoli, dell’Art Europa, Associazione Culturale di Avellino. 

Nicola Andreace partecipa alla Mostra, che lo omaggia, con tre opere:  1) Memoria dell’anima, ricerca- 2009, T.M.su tela, cm. 50x70; 2) Racconto iconografico, ricerca- 2007, T.M.su tela, cm.50x70; 3) Momenti eterogenei, ricerca 2009, T.M. su tela 50x70.

In esse l’artista, elaborando uno stile personale, che coniuga la lezione dei grandi maestri del passato con istanze contemporanee, evidenzia la sua ricerca intensa e appassionata in ambito pittorico e grafico.  In ogni sua creazione visiva, Andreace  costruisce una riflessione sul rapporto con le proprie radici culturali e territoriali, recupera il lato vivo ed influente della sua infanzia, svela desideri, rimozioni, impulsività della nostra vita cosciente ed inconscia. In “Memoria dell’anima” propone un personaggio, mentre riposa all’ombra del suo traino, in una “vicinanza”, dove le diverse vite degli uomini e donne si uniscono con la forza di chi non si arrende nei confronti della povertà, dell’incontro, della vita. L’accostamento dei colori evoca la realtà, svela ragionamenti, riflessioni con derivazioni di tipo autobiografico, intimista. Nelle altre due opere,” Racconto iconografico” e “Momenti eterogenei”,  i significati, riconducibili ai suoi studi, ai suoi lavori sull’Apocalisse e  a sue valutazioni sociologiche o filosofiche, ci fanno  ripercorrere il passaggio temporale di trasformazione contenutistica e formale delle civiltà del nostro territorio ( Civiltà Magno-Greco, Bizantina, Contadina, Tecnologica, Mediale). Le figure appaiono emblemi dell’anima, messa a nudo da una pittura che si esprime con segno orgoglioso, con colori mediterranei e chiaro-oscuri, che accentuano la fisicità dei personaggi, che ci inducono a cogliere le loro verità nascoste, che  ci stimolano a conservare la forza del passato, ma ad inventare anche nuove soluzioni credibili e realizzabili in questo nostro mondo, così tragicamente in crisi. Con le sue opere Andreace continua a suggerirci che solo con il rispetto per noi stessi, per la famiglia, per gli altri, per la natura e per la nostra storia, miglioreremo la condizione sociale della collettività, perché per lui l’Arte è comunicazione, è, come scriveva il critico d’Arte Angelo Lippo,” verità di analisi, capacità di mostrare il senso dello sguardo, desiderio della vita,  tensione verso il futuro,  slancio di un coraggio che esiste e si fa ogni giorno, affrontando i problemi suggeriti e/o imposti dalla società…”

Nella foto l’opera di Nicola Andreace dal titolo “Racconto iconografico”.

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