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SCUOLA: I DATI OCSE CHIEDONO ALLA GELMINI DI TORNARE INDIETRO

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Sen. Antonio Rusconi, capogruppo Pd in commissione Istruzione

 


“Le cifre impietose dell’ultimo rapporto OCSE sull’istruzione  scolastica e l’università in Italia  chiedono in  maniera  evidente al Ministro Gelmini e al Governo Berlusconi di tornare immediatamente indietro rispetto alla legge 133 di conversione del D.L. n. 112 e al recente provvedimento che ripristina il maestro unico nella scuola elementare.
Se, infatti, nel quadro globale dell’istruzione, l’Italia è classificata peggio del Cile, la scuola elementare rimane tra le migliori del mondo.
E allora, se il sarcasmo non fosse tragico, via alla modifica strutturale della stessa: ritorno alla scuola “del mattino” di sole 24 ore col solo scopo evidente di risparmiare sulla pelle di famiglie e studenti, dimenticando come l’introduzione del modulo (due insegnanti su tre classi o tre insegnanti su quattro classi) seguita ad un periodo di importanti sperimentazioni condotte dalle scuole, rispondeva a due diverse esigenze.
Innanzitutto, di potenziare il tempo scuola estendendolo anche alle ore pomeridiane ed integrandolo con il servizio mensa a cura dei Comuni o delle stesse scuole, per rispondere sia ad esigenze  didattiche e di potenziamento dell’offerta formativa dopo l’adozione dei nuovi programmi, sia alla necessità delle famiglie, sempre più caratterizzate dall’attività lavorativa di entrambi i genitori.
In secondo luogo, di rispondere all’esigenza posta dai nuovi programmi di una maggiore competenza disciplinare dei docenti, con la suddivisione dei compiti relativi all’insegnamento delle diverse materie di studio e di quelle di nuova introduzione, tra le quali , in particolare, assumevano maggiore importanza l’inglese e l’informatica, materie che non tutti i docenti erano in grado di insegnare.
Sul fronte Università emerge il divario più forte tra l’Italia e gli altri Paesi: spendiamo 8.026 dollari per studente contro gli 11.512 della media Ocse.
E dunque sembra proprio inopportuno che  la legge n. 133 tagli progressivamente il 30% del Fondo ordinario e permetta la sostituzione di 2 docenti ogni 10 dimessi.
Se c’è una colpa che come Pd dobbiamo riconoscere  è stata quella di non mettere al centro della campagna elettorale il tema dei saperi.
E con i tagli previsti più volte e più volte riaffermati dal  Ministro di 87.000 docenti, quali giovani tra i più preparati sceglieranno l’insegnamento?
Il Ministro Gelmini si è dichiarato preoccupato per le posizioni dell’opposizione sulla scuola in questi giorni: non  si preoccupi, le famiglie italiane si accorgeranno molto presto che non bastano i grembiuli nuovi per la serietà della scuola italiana.

 

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