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A PROPOSITO DI ALEMANNO E LA RUSSA

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Ero a Gerusalemme a un metro dal sindaco di Roma on.le Gianni Alemanno quando – un istante dopo essere usciti dal museo dello Yad Vashem, quello che ricorda l’immane dramma del popolo ebraico e la sua inumana persecuzione durante il nazismo – ha detto una frase che è servita a scatenare l’ennesimo putiferio demagogico di chi non vuole capire: “Male assoluto furono le leggi razziali del fascismo e quanto ne è seguito – ha detto Alemanno - che hanno cancellato ogni  successiva credibilità di quel regime”. A me pare una cosa sensata, vera: non certo una “riabilitazione” ma piuttosto la constatazione di una verità, ovvero che fino al 1938 ed alla sciagurata alleanza con Hitler il fascismo era sì un dittatura antidemocratica ma non solo un “male assoluto” in sé e per sé, anche perché – aggiungo io – ad esso avevano liberamente aderito anche molti ebrei, oltre che milioni di italiani. “Male assoluto” insomma per la mancanza di libertà e di pluralismo – e questo anche prima delle leggi razziali - ma non anche per la previdenza, la bonifica delle paludi, i lavori pubblici, i codici che ancora oggi usiamo. Mi è parso che Alemanno non volesse proprio minimamente giustificare né minimizzare la Shoa, ma anzi fare l’esatto contrario, sottolineando come quelle leggi nefaste hanno comunque marchiato in negativo e in modo indelebile il regime fascista. Purtroppo è evidente che ogni cosa deve essere subito buttata in politica e quindi non mi sono poi troppo stupito del diluvio di orchestrate polemiche che sono puntualmente seguite. Curioso poi che le stese parole apparse su IL MESSAGGERO un giorno prima non avessero sollevato obiezioni, mentre il CORRIERE ne ha poi fatto un romanzo, con la sinistra a stracciarsi le vesti. Tutto questo per sabotare l’intesa romana di una commissione di studio in comune tra destra e sinistra sui problemi di Roma e del Lazio e per costringere Amato a lasciare, come puntualmente è avvenuto? E’ questa la povertà morale di certa gente che vede la pagliuzza nell’occhio altrui ma non la trave nel proprio? Chiudo qui: io non trovo parole per commentare la commozione e lo strazio che come sempre mi hanno preso nel profondo nel vedere a Gerusalemme ancora una volta le immagini e i documenti di quegli anni, quando milioni di persone furono uccise in modo inumano, assurdo, ingiustificabile, odioso e mi sembra veramente barbaro speculare su queste cose non sottacendo certo anche le gravi responsabilità fasciste.  Credo che quando l’umanità sia così barbara da uccidere i propri simili con qualsiasi motivazione razziale, religiosa od ideologica non ci debbano essere più parole, ma solo silenzio per contemplarne gli orrori, lavorando e sperando perché quei tempi non tornino più.

 

Allo stesso modo credo che bene abbia fatto il Ministro della Difesa Ignazio La Russa a ricordare nell’anniversario dell’8 settembre che “Farei torto alla mia coscienza se non ricordassi anche altri soldati in divisa, come quelli della RSI, che soggettivamente combatterono credendo della difesa della Patria e che meritando quindi  il rispetto di chi guarda con obbiettività alla Storia”. Penso che queste siano state parole giuste perché sono espresse nell’ottica della pacificazione nazionale proprio perchè chiedono solo “rispetto” per chi – da militare, non da aguzzino o assassino! – fece, in un periodo buio della nostra storia nazionale, quello che tanti ragazzi di vent’anni credevano fosse il proprio dovere. Forse non ci deve essere rispetto anche per chi ha scelto di farsi ammazzare in buona fede credendo così di difendere l’Italia? Chiedere il rispetto per le scelte individuali di chi si è battuto in buonafede non significa denigrare la Resistenza che viene invece offesa nella sua stessa memoria proprio da chi evidentemente ancora non vuole – 65 ani dopo! - nemmeno comprensione e rispetto tra italiani.  Ma, allora, chi sono i barbari che non accettano queste cose? Non certo La Russa che con onestà e senza nascondersi ha – come Alemanno – detto lealmente ed apertamente il suo parere. Invece anche qui polemiche, in un generale lacerarsi le vesti: quanta ipocrisia ma anche quanta cattiva coscienza di chi fa finta di non ricordare, di chi nega la verità come furono – insieme ai delitti fascisti – anche gli eccidi di certi “liberatori” prima e dopo il 25 aprile! No. Io credo che la Destra sia oggi al governo anche per dire queste cose, per ricordare avvenimenti non nell’ottica della giustificazione ideologica ma perché un popolo non cresce se non conosce a fondo la propria storia e se dagli errori (e dagli orrori) della guerra civile non sa trarre una lezione di democrazia, libertà, tolleranza, unità e pacificazione nazionale. Proprio perché da tanti anni all’interno del MSI e poi di AN questi concetti sono stati discussi ed adeguati e c’è stata una onesta, profonda autocritica storica – che non deve  far venir meno però il “rispetto” a nessuno, e quindi non giustifica anche paurosi ed ipocriti silenzi – dobbiamo avere la serenità di parlarne e dire il nostro punto di vista lealmente e chiaramente, anche perché la Storia ci sta dando ragione e ben venga allora il “revisionismo” se serve a far scoprire e meditare verità che fino a ieri venivano colpevolmente ignorate.. Il presidente Napolitano non è d’accordo? Padronissimo: d'altronde ancora nel 1956 lui giustificò perfino l’invasione e gli eccidi sovietici in Ungheria e da comunista non pentito (questo aspetto sembra che non glielo ricordi mai nessuno, in Italia) ci mancherebbe pensasse il contrario. Credo che ben altri siano i problemi che interessano oggi gli italiani, ma volgendoci giustamente ogni tanto indietro per capire chi siamo e da dove tutti veniamo sono convinto che poco a poco si sgretolerà il muro dell’odio costruito e difeso da ormai pochi canuti attivisti in servizio permanente effettivo e si vedranno allora le cose con più distacco, meno spirito di parte ma con maggiore obbiettività storica. Per crescere e non dimenticare - e proprio per ricordare degnamente chi è morto per la libertà di tutti e prese le armi l’8 settembre - ne abbiamo davvero  molto bisogno.  

 

Invia commento comment Commenti (2 inviato)

  • Inviato in data Carmine Gonnella , 12 Settembre, 2008 11:23:54
    NO! NO ! NO ! Egregio Onorevole ( con tutto il rispetto parlando ) il male assoluto fu il fascismo ! Le leggi razziali ne furono una conseguenza . L’ 8 di settembre chi prese le armi furono ahime’ i civili e coloro stanchi di 20 di inumana dittatura ( come lei giustamente e implicitamente sottolinea ) I ragazzi di Salo’ erano gia’ armati o furono armati dagli alleati tedesci. Non alimentiamo altri estremismi con un indebito revisionismo Il nostro paese ha appena scongiurato gli anni di piombo. Io c’ero. Lei dov’era ? Vanno bene le libere opinioni ma atteniamoci al rispetto della Costituzione antifascista . Con rispetto
  • Inviato in data Antonio L , 12 Settembre, 2008 11:23:54
    Personalmente vorrei una legge che proibisca il saluto fascista, come vilipendio alla Costituzione