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Colloquio con il Senatore REMIGIO CERONI

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1) Ormai sono passati più di due anni da quando i due marò, sono trattenuti in India, è possibile secondo Lei applicare l’art 5 dello Statuto della Nato, oppure, che pressioni si potrebbero fare contro l’India?

L’applicazione dell’articolo 5 della Carta Atlantica per il caso dei due Marò mi sembra un’assurdità alla luce  di quanto è avvenuto. Il segretario generale della Nato si dichiarò all’epoca dei fatti personalmente preoccupato per le accuse di terrorismo rivolte ai due Marò da parte del Governo Indiano e per le implicazioni negative che ne sarebbero potute derivare. Le reazioni del  panorama politico e in particolar modo di Forza Italia, furono comprensibilmente molto dure: l’implicita accettazione da parte dell’Onu dell’accusa di terrorismo mossa dall’India nei confronti dell’Italia, fu offensiva. I due militari si trovavano nelle acque dell’Oceano Indiano per preservare la libertà commerciale, è assurdo non riconoscere il loro ruolo di difensori della legalità. L’Onu nella persona di Ban Ki Moon ha assunto una posizione incomprensibile. Tuttavia devo rilevare che in analoghe vicende il governo italiano non ha certo brillato.

2) Come vedono la situazione dei due marò all’interno di Forza Italia, e quale strategia potrebbe suggerire per risolvere la vicenda dei due marò?

Le commissioni Esteri e Difesa del Senato, all’epoca,  presentarono una dichiarazione congiunta in cui si chiedeva al Governo un immediato chiarimento sulle dichiarazioni del Segretario Onu. Forza Italia sostiene come strategia principale per la risoluzione della controversia, il coinvolgimento della comunità internazionale; nell’attesa però ha cercato di percorrere anche altre strade come ad esempio la proposta di candidatura dei due Marò a Parlamentari Europei o come il tentativo di esclusione dell’India dall’Expo di Milano 2015.  In occasione della triste ricorrenza dei 1000 giorni dall’arresto dei due Marò, l’Ufficio di presidenza della commissione Difesa della Camera ha deciso di incontrare i rappresentanti del CoCeR della Marina militare giovedì 13 novembre. Il presidente della commissione, Elio Vito (FI) intende ribadire anche in questa occasione la nostra solidarietà e vicinanza ai due fucilieri e alle loro famiglie e sollecitare ancora una volta il Governo e la comunità internazionale a trovare una soluzione positiva a questa vicenda che ha raggiunto una durata inaccettabile.

3) Secondo Lei, è possibile programmare un’esercitazione militare della nostra Marina, in acque internazionali ai confini con l’Oceano Indiano, con lo scopo di far pressione sull’India?

Personalmente non ritengo utile programmare un’esercitazione militare della Marina ai confini con l’Oceano Indiano. Un’azione simile apparirebbe come una provocazione e servirebbe soltanto ad inasprire le già difficili relazioni diplomatiche con l’India.    

4) Passando all’economia, Forza Italia è uno dei partiti che ha fatto molto per l’economia dell’Italia, ricordiamo l’abolizione dell’Imu e la riduzione delle tasse, secondo Lei, crede che le tasse stiano distruggendo l’industrializzazione del paese e quali sforzi farà il partito di Forza Italia , per ridurre le tasse?

 E’ sotto gli occhi di tutti come questo governo stia ammazzando le imprese italiane. I dati sulla produzione industriale, diramati dall' Istat, denunciano un -2,9% su base annua. Il credito alle imprese cala di un 3,3%. Per salvare la nostra economia bisognerebbe assolutamente aumentare i consumi. Il governo invece sta dimostrando tutti i giorni i limiti della sua politica economica, priva di una qualunque strategia. La situazione in cui si trovano le famiglie e le imprese del nostro paese è la seguente: la prospettiva di un aumento dell' Iva al 25% e delle accise sulla benzina, l'incremento della tassazione sulle pensioni, svuotamento del Fondo per la riduzione delle tasse. Il governo dovrebbe concentrarsi sulle riforme fiscali ed economiche realmente necessarie alla ripresa del Paese.  La legge di stabilità distribuisce un po' di risorse nel 2015 aumentando il debito pubblico e riserva una serie di inasprimenti fiscali per fine 2015 inizi 2016 quando i conti non torneranno. Le politiche economiche degli ultimi tre governi hanno determinato un disastro, tutti i parametri economici segnano l'impoverimento generale del paese. Per evitare il fallimento serve tirarsi su le maniche e lavorare sodo per almeno tre anni. Servono sacrifici e sudore della fronte, bisogna stringere i denti e nell’attesa, aiutare chi non ha il minimo per sopravvivere. 

5) Ci può dire che lavori importanti in beneficio del Paese e delle Marche ha svolto il partito di Forza Italia nella V Commissione permanente (bilancio) presso il Senato della Repubblica?

 Come ben sa Forza Italia sta all’opposizione. Quando si discuterà di temi economici e di questa  Legge di Stabilità. Faremo una serie di proposte interessanti e necessarie per il rilancio del nostro paese. Personalmente posso riferiLe di aver presentato due disegni di legge marginali rispetto alle problematiche del momento ma necessari, uno volto ad apportare modifiche alle norme in materia di elezioni comunali con particolare riferimento ai comuni con popolazione superiore ai 15 000 abitanti, il cui scopo principale è quello di eliminare alcune disfunzioni che si sono evidenziate negli anni. L’altro, intende invece superare le problematiche emerse recentemente in sede di ripartizione della quota dell’otto per mille dell’imposta sull’IRPEF, devoluta alla diretta gestione statale; e mi riferisco all’individuazione degli interventi da finanziare, alla ripartizione prevista delle risorse e alla selezione.

6) Che messaggio vuole dire ai nostri connazionali delle Marche? 

 Le Marche stanno vivendo una crisi senza precedenti con calo del Pil, fallimento di alcune aziende, la chiusura di altre, la riduzione degli occupati, l’aumento dei disoccupati e le difficoltà di migliaia di famiglie. Rispetto a questa grave situazione, l’attuale maggioranza litiga e va in crisi mentre dovrebbe affrontare le problematiche e adottare misure e provvedimenti atti a mitigare i disagi dei marchigiani. Senza progetti, senza idee, senza sostegno alle attività economiche non si crea ripresa e non si rilancia l’occupazione. Invito i Marchigiani di ricordarsi di tutto ciò nel momento in cui si recheranno alle urne per il rinnovamento del Consiglio Regionale il prossimo Marzo. 

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