Privacy Policy politicamentecorretto.com - Te Deum laudamus. Oppure è meglio il silenzio?

Sezioni

Archivio

Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30

Bollettino

Iscriviti alla newsletter: (Settimanale)


  • email Invia un' e-mail ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Add to your del.icio.us del.icio.us
  • Digg this story Digg this



Data ed ora di accesso alla pagina
-

  • email Invia un' e-mail ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Add to your del.icio.us del.icio.us
  • Digg this story Digg this

Te Deum laudamus. Oppure è meglio il silenzio?

Dimensione caratteri Decrease font Enlarge font
image

 

 Il prete e scrittore Mauro Leonardi, scrive sul suo blog “Come Gesù”: “In ogni chiesa del mondo oggi, in serata, tutta la comunità si riunirà e canterà il Te Deum, l’inno di ringraziamento per eccellenza. È un atto liturgico che si farà a prescindere. Non importa se ci sia stato lo tsunami, un figlio morto di cancro, la guerra civile, o il tasso di disoccupazione che ha raggiunto la doppia cifra. Non si fa se è andato bene il raccolto e altrimenti no. La chiesa ci insegna che si ringrazia di tutto. Si ringrazia per tutto e per tutti. Ce lo ha insegnato la mamma, da piccoli, a dire grazie. Grazie alla zia perché ci ha dato una caramella. Un grazie facile. Tu mi dai la caramella. La caramella è buona. Io dico grazie. Poi cresciamo un po’ e la mamma ci insegna di nuovo a dire grazie alla zia anche se il regalo della zia proprio non ci piace. Sono dei grazie più difficili da dire”. Difficili da dire o impossibili da dire? Sì perché se il regalo della zia non mi piace, viste le buone intenzioni io posso sempre dirle grazie, ma buone intenzioni o no, se la zietta mi regala una torta avvelenata, sarà la mamma stessa a dirmi di mandarle qualche accidente. Certo, si potrebbe pensare che la zia non lo ha fatto apposta, non sapeva che la torta si sarebbe trasformata  in veleno, però ringraziarla dopo che sono finito all’ospedale, non mi sembra il caso. Forse è meglio stare zitti. E se la zia mi regala buone caramelle e una torta avvelenata, che cosa faccio? La ringrazio per le caramelle e le mando qualche accidente per la torta? No, forse  anche in questo caso, è meglio il silenzio. Insomma, se il buon Dio è come la zia che dispensa caramelle e torte avvelenate, niente Te Deum.

Elisa Merlo

 

Invia commento comment Commenti (0 inviato)