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TRIESTE IL XXIII FESTIVAL DEL CINEMA LATINO AMERICANO

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TRIESTE - Inizia oggi, 11 ottobre, al Teatro Miela di Trieste il XXIII Festival del cinema latino Americano, la più importante rassegna cinematografica dedicata al continente che fino al 19 ottobre proporrà più di 200 film, tra lungometraggi e corti. Promosso dall’APCLAI (Associazione per la Promozione della Cultura Latino Americana in Italia), con il patrocinio di IILA - Istituto Italo-Latino Americano, Unione latina, Instituto Cervantes di Milano,Ministero per i beni e le attività culturali e Università degli studidi Trieste, il festival, diretto da Rodrigo Diaz, aprirà i battentinella Sala Birri con la proiezione alle 15.30 del documentario diproduzione italiana 'La marcia degli abbracci - La marcha de los abrazos' (70’), di Francesco Calandra, cronaca di un viaggio nell’Argentina delle Madri di Plaza de Mayo in occasione del trentennale della loro impegno civile e di denuncia.
Ma oggi sarà anche il giorno della serata-omaggio al regista italo-peruviano, Francisco Lombardi, presente a Trieste e membro della giuria ufficiale.
Dalle 18.30 nella sala cinema, verranno proiettati due suoi recentifilm: prima 'Ojos que no ven' (del 2003), e alle 20.30 'Tinta roja'(del 2000): il primo presenta sei vicende parallele che illustrano la corruzione morale della società peruviana degli anni ’90; l’altroracconta la storia di un giovane ed inesperto giornalista che,lavorando per la cronaca nera, si confronta con la dura realtà della vita, maturando infine sia sul piano professionale che umano.
Infine, alle 19.00, nell’antesala, verrà inaugurata la mostra fotografica di Francesco Romagnoli 'Hijos del agua, hijos de las nubes', una sensibile galleria con una cinquantina di ritratti di bambini peruviani della selva e della Sierra.
Romano di nascita, Francesco Romagnoli vive a Trieste da molti anni.Fotografo amatoriale e amante dei viaggi, principalmente in America Latina, è alla sua quarta mostra personale, realizzata in concomitanza con il Festival del Cinema Latino Americano. Nella mostra allestita aTrieste, Romagnoli non illustra il suo percorso artistico, né vi sono pannelli informativi riguardo alle zone in cui ha eseguito gli scatti.Sappiamo solo che si tratta del vasto Perù, come ricorda una didascaliasotto ad ognuna delle 50 foto a colori, di formato 30X20, dislocatenell’antesala del Teatro Miela.
Le immagini sono state scattate durante alcuni dei suoi ultimi viaggi,effettuati tra il 2006 e il 2008, e non sono state esposte seguendo una cronologia, ma piuttosto per associazioni visive ed estetiche. Sonoritratti di bambini e bambine di varie zone del Perù, principalmente primi piani di volti.
Da pochi mesi Francesco Romagnoli è presidente dell’associazione Onlus'Yanapaqi', nata per portare aiuti ai bambini di un orfanotrofio e aquelli di varie comunità indigene Chopcca nella regione di Huancavlica,la più povera di tutto il Perù.
(Fonte aise)

 

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