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Garavini (PD) denuncia i tagli previsti in finanziaria sulle politiche per gli italiani all’estero

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Intervenuta in Commissione politiche europee l’onorevole Garavini (PD) denuncia i tagli previsti in finanziaria sulle politiche per gli italiani all’estero

 

 

“Sono tagli con cui il Governo praticamente cancella le politiche per gli italiani nel mondo”. Con parole chiare e dure l’on. Laura Garavini (PD) ha denunciato nel suo intervento in Commissione Politiche dell’Unione Europea i tagli previsti dal Governo nella finanziaria 2009. “Le misure previste dalla finanziaria 2009 sui capitoli per gli italiani all’estero rappresentano la fine del rapporto dell’Italia con la sua comunità nel mondo. Sono tagli che compromettono in modo radicale tutta una serie di servizi basilari per i connazionali: non solo l’assistenza, ma anche i corsi di lingua e cultura italiana e la funzionalità della rete consolare oltre che la promozione del made in Italy”.

 

Nel suo intervento la deputata PD ha sottolineato che “non si tratta di una decurtazione temporanea; la finanziaria prevede tagli via via crescenti su tutto il prossimo triennio 2009-2011 e consiste nella riduzione dei due terzi dei fondi stanziati in passato. Una riduzione di tale ammontare significa, per esempio per quanto riguarda i corsi di lingua e cultura italiana, mettere in discussione la sopravvivenza di due enti gestori su tre, enti spesso privati, costituiti e gestiti sulla base della legislazione dei paesi ospitanti e pertanto vincolati a obblighi oggettivi, non in grado di sopperire alle mancate entrate derivanti dai tagli previsti in finanziaria. E significa decretarne il fallimento, non solo temporaneo, ma definitivo, poiché saranno costretti a mettere in dubbio la fiducia che spesso viene loro concessa dalle autorità locali”.

 

“Un ulteriore aspetto,” ha concluso la Garavini,”proprio questa settimana si è tenuta a Rimini la conferenza delle camere di commercio italiane all’estero. Anche lì il ministro Frattini ha ribadito l’importanza dell’internazionalizzazione del sistema Italia nel mondo, anche in stretto collegamento con la rete consolare all’estero. Queste rischiano di rimanere belle ma vane parole, completamente smentite dai fatti: chi smantella la base degli italiani all’estero, la rete consolare e la promozione del made in Italy inclusi, non solo non crea i presupposti per promuovere il sistema Italia nel mondo, ma ne compromette la realizzazione per anni a venire.”

 

 

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