Privacy Policy politicamentecorretto.com - Importante operazione della DDA e della Squadra Mobile della Polizia di Stato di Reggio Calabria

Sezioni

Archivio

Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031

Bollettino

Iscriviti alla newsletter: (Settimanale)


  • email Invia un' e-mail ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Add to your del.icio.us del.icio.us
  • Digg this story Digg this



Data ed ora di accesso alla pagina
-

  • email Invia un' e-mail ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Add to your del.icio.us del.icio.us
  • Digg this story Digg this

Importante operazione della DDA e della Squadra Mobile della Polizia di Stato di Reggio Calabria

Dimensione caratteri Decrease font Enlarge font
image

Al Ministro dell’Interno – Per sapere – premesso che:


- nella scorsa settimana è stata effettuata una importante operazione della DDA e della Squadra Mobile della Polizia di Stato di  Reggio Calabria, contro l’asse politico-mafioso che avrebbe gestito alcuni Comuni della Piana di Gioia Tauro;
- nella citata operazione sono stati arrestati, insieme al boss Gioacchino Piromalli ed al suo omonimo nipote (entrambi considerati ai vertici di una delle più potenti cosche della ‘ndrangheta calabrese), l’ex sindaco del Comune di Gioia Tauro con il suo vice ed il sindaco di Rosarno, questi ultimi tre con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa;
- l’indagine che ha portato all’operazione in questione ha evidenziato lo strapotere della  cosca Piromalli esercitato su quel territorio: dallo svincolo autostradale alle società di servizi nel Porto, dal controllo sugli appalti alle varianti al piano regolatore ed ai programmi di sviluppo economico ed urbano;
- il Comune di Gioia Tauro è stato sciolto per infiltrazione mafiosa il 24 aprile 2008 e nel relativo decreto di scioglimento si parla di ingerenza della criminalità organizzata con pressanti condizionamenti destinati a compromettere la libera determinazione degli organi elettivi e il buon andamento della gestione del Comune; il sindaco arrestato, Giorgio Dal Torrione, era in carica al momento dello scioglimento;
- non è la prima volta che il Comune di Gioia Tauro viene sciolto per infiltrazioni mafiose, già nel 1993 si erano riscontrate gravi anomalie nella gestione dell’Amministrazione comunale;
- nell’inchiesta dei magistrati della DDA di Reggio Calabria l’ex sindaco del Comune di Gioia Tauro, Giorgio Dal Torrione, viene descritto come “uno dei più insidiosi e pericolosi tra quei tristi personaggi della politica” che ha messo “il mandato del popolo a disposizione delle cosche mafiose”;
- sempre dall’inchiesta in questione emerge una preoccupante sponda tra l’ex sindaco del Comune di Gioia Tauro, Giorgio Dal Torrione, e qualche parlamentare, nel tentativo di  cercare di ritardare le risultanze della Commissione d’accesso inviata per accertare proprio le infiltrazioni mafiose in quel Comune;
- il 21 febbraio 2008, riferisce la Polizia ai Magistrati, Dal Torrione avrebbe ricevuto “buone notizie” da Fabio, fratello dell’on. Maria Grazia Laganà, e componente della sua segreteria politica, attraverso un telefono intestato alla stessa onorevole;
- Fabio avrebbe chiamato l’allora sindaco Dal Torrione per riferirgli dell’avvenuta proroga (la sera prima) della Commissione d’accesso nel Comune di Gioia Tauro, anche se non si sapeva per quanti giorni, aggiungendo, peraltro, “bisogna stare con gli occhi aperti, comunque è un dato positivo altrimenti avrebbero già chiuso il discorso”;
- Dal Torrione completava la frase aggiungendo “se no ci avrebbero già fatto il culo a cappello di prete”, facendo chiaramente comprendere la soddisfazione della notizia;

- non basta, sempre il Fabio, fratello dell’on. Maria Grazia Laganà, vedova del dott. Franco Fortugno, Vice presidente del Consiglio Regionale, ucciso il 16 ottobre 2005, chiede anche al Sindaco Dal Torrione il reintegro in Giunta dell’assessore Nicola Zagarella (a suo tempo componente della segreteria di Franco Fortugno); l’esecutivo comunale era da poco stato sciolto dal primo cittadino e questi risponde al Fabio di “aspettare che si chiarisca il problema”;
- Fabio Laganà, al tempo della telefonata in questione, era anche componente di una delle strutture speciali del Consiglio regionale calabrese, carica lasciata solo dopo la pubblicazione della notizia relativa al contenuto della telefonata;
- all’interrogante appare davvero grave che il fratello di un parlamentare, in questo caso anche componente della Commissione parlamentare antimafia della precedente legislatura, peraltro attraverso l’utenza dello stesso parlamentare, tranquillizzi un Sindaco, sospettato di collusioni mafiose con una delle più potenti cosche della ‘ndrangheta, circa l’avvenuta proroga della Commissione d’accesso e chieda, altresì, in un particolare momento di accertamenti, il reinserimento in Giunta di una persona:
- se non ritenga di dover avviare un’adeguata indagine interna al Ministero da Lei diretto per accertare chi ha fornito, ed a quale persona, la notizia riservata dell’avvenuta proroga (decretata sola la sera prima) della Commissione d’accesso nel Comune di Gioia Tauro.


                                                                 On. Angela Napoli


Roma, 20 ottobre 2008

Invia commento comment Commenti (0 inviato)