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OPERE PUBBLICHE E LO SPRECO DELLA POLITICA

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E' giunto il momento di valutare a cosa serve la politica nel nostro Paese, serve a non avere una voce nella politica estera, parlo del caso Marò, Ustica e Giulio Regeni, serve a non avere un'opposizione presso le aule del Parlamento, ma soprattutto serve a sprecare la già disastrosa economia nazionale. In Italia ci sono 868 opere incompiute con uno spreco di circa 166 euro a famiglia Italiana, nel 2013 le opere incompiute erano a quota 692, direi che abbiamo avuto un grande progresso, ma non a beneficio dell'Italia, bensì ad aumentare l'incertezza e il debito pubblico del nostro Paese, un progresso al disavanzo dell'Italia e delle future generazioni, però non solo abbiamo un disavanzo nelle opere, ma anche nell'anagrafe demografico, considerando che nel 2015 abbiamo raggiunto un grande successo storico per il nostro Paese, abbiamo una popolazione in calo, le nascite sono state 488 mila (8 per mille residenti), 15 mila in meno rispetto al 2014. Nello stesso anno, il tasso di mortalità è il più alto tra quelli misurati dal secondo dopoguerra in poi, nello stesso periodo, direi che abbiamo aumentato (l'export), sì ma l'export dell'emigrazioni, sono 100 mila Connazionali che si sono trasferiti all'anagrafe A.I.R.E., diminuendo così la popolazione di Cittadinanza Italiana a 55,6 milioni, conseguendo una perdita di 179 mila residenti. Questa è la svolta buona del nostro bel Paese.


 


Per quanto riguarda le opere e lo spreco, direi di pensare almeno, a un'opera che potrebbe definire il futuro energetico del nostro Paese, parlo dell'attivazione delle centrali nucleari, l'energia pesa sulle imprese Italiane e non solo, ci rende vulnerabile visto che dipendiamo dall'estero, occorre con urgenza una grande opera, Matteo Renzi ha detto che ha fame delle riforme, invece si deve avare fame dell'indipendenza energetica, perché senza una indipendenza energetica l'Italia non avrà sicuramente un futuro per le nuove generazioni, basta vedere il panorama geopolitico, cito solo due: Ucraina e Libia. D'altronde, le grande opere rimangono, le persone passano, per fare storia di un grande successo grazie al governo del Fascismo di Benito Mussolini, la Generazione dell'attuale classe politica, può usufruire del cultura del cinema Italiano, sì, perché fu proprio il governo di Benito Mussolini ad inaugurare una grande opera lasciando un progresso agli eredi della Patria nel campo cinematografico, parlo naturalmente della costruzione di Cinecittà, per non parlare d'altro, ritengo necessario che ci sia davvero una svolta per il nostro Paese, prendiamo esempi del passato per costruire il futuro, ma non dipende solo della classe politica a volte è il Popolo che dovrà prendersi per mano il destino del futuro delle prossime generazioni. Concludo con un appello, prendiamo esempi delle cose buone, ma non delle cose cattive, per esempio un grave errore, sarebbe il pericolo di uno Stato di Polizia, ovverò, Stato Totalitario, bisogna difendere con tenacia la democrazia, annullando ogni tentativo di Totalitarismo, ecco perché, una grande riforma caro Matteo Renzi, sarebbe cambiare il nostro sistema politico e la nostra Costituzione (parte politica e Istituzioni) da un sistema (che non serve all'Italia) parlamentare a un sistema Presidenziale o semipresidenziale, dando così un grande contributo alla democrazia Italiana e dandone più voce ai Cittadini di eleggere il proprio Presidente e governo, e mi creda questa sarebbe la svolta buona per il futuro dell'Italia.   
 
Alberto Calle - Redattore di Politicamente Corretto, Collaboratore di Sintesi Dialettica e dei Filomati (Italia)

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