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Energie rinnovabili: Il termosolare

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La sensibilizzazione nei confronti delle “energie pulite” è in costante crescita negli ultimi anni in Italia.
Il rispetto dei dettami tracciati nel Protocollo di Kyoto ha spinto i governi a realizzare una politica energetica rispettosa dell’ambiente.
Le tecnologie termosolari sono uno strumento fondamentale che abbina il risparmio monetario alla riduzione dell’inquinamento generato dagli idrocarburi.
Il funzionamento dei collettori è molto semplice: catturano l’energia che proviene dai raggi solari e la utilizzano per produrre acqua calda che viene inviata direttamente all’utenza. Il riscaldamento del fluido  avviene a circuito aperto(l’acqua fredda viene riscaldata e dopo l’uso scaricata) ed a circuito chiuso(l’acqua che circola è preriscaldata  ed è sempre la medesima).
Esistono diversi tipi collettori termici e la scelta è ovviamente subordinata al tipo di abitazione ed ambiente in cui deve avvenire l’installazione. Si va dai pannelli vetrati formati da vetri opachi che consentono di  assorbire il calore generato dai raggi solari, a quelli scoperti molto più economici ed ideali per essere utilizzati negli stabilimenti balneari perché hanno bisogno di una temperatura ambientale di almeno 20°C.
Sono utili in condizioni climatiche avverse i pannelli sottovuoto, formati da tubi di vetro che trattengono il calore al loro interno. Non adoperano invece l’acqua i pannelli ad aria calda, ma si servono dell’aria come vettore  per generare calore.
Gli impianti termosolari come quelli fotovoltaici assorbono energia grazie ai raggi del sole, però mentre i moduli fotovoltaici trasformano direttamente l’energia solare in elettrica, i collettori termici sfruttano la forza dei raggi per riscaldare l’acqua che può essere utilizzata per usi diversificati.
La Spagna con la sua centrale elettrica  di Gaudix, operante ad energia solare è un esempio da imitare. Il progetto Andasol che prevede la costruzione di tre centrali  ad energia solare permette di erogare energia elettrica anche di notte e di creare un polo di produzione elettrica di 200 MWe di potenza a costi minori di un qualsiasi impianto fotovoltaico.
In Italia l’interruzione del Progetto Archimede, lanciato dall’Enea nel 2001 e fortemente voluto da Carlo Rubbia, allora Presidente del centro, ha causato numerose polemiche e frenato lo sviluppo del termosolare in Italia. La centrale di Priolo avrebbe dovuto produrre energia pulita sempre disponibile e una maggiore indipendenza energetica con forte riduzione dei gas serra. Purtroppo la miopia politica ha impedito la realizzazione di un progetto che senza bisogno di fondi pubblici e finanziato dalle banche poteva rendere un servigio importante alla struttura energetica italiana.
Gli incentivi, messi a disposizione dei contribuenti per installare pannelli solari  termici, consentono una detrazione IRPEF del 55% delle spese e sono un buon punto di partenza, ma urgono investimenti più cospicui nella ricerca e nello sviluppo degli impianti. Una grande opportunità di investimento potrebbe essere l’installazione di centrali termosolari nel Nord Africa e trasferirne l’energia prodotta nel nostro paese

 

 

 

 

 

 

 

 

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