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Sui rifiuti in Calabria

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La sottoscritta chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio del mare – Per Sapere – Premesso che:

 

- da ultimo, con l’atto ispettivo n. 4-00543 del 3 luglio 2008, l’interpellante, nel denunziare la gravità della situazione in merito ai rifiuti in Calabria, ha chiesto di conoscere le definizioni del Governo nazionale su tale stato;

- già in quella data l’interpellante ha chiesto al Presidente del Consiglio dei Ministri di non decretare una proroga del Commissario delegato per l’emergenza ambientale nella Regione Calabria, considerato che tale incarico, iniziato il 12 settembre 1997, dopo oltre 10 anni non aveva portato alla soluzione dello stato emergenziale del settore, nonostante gli ingenti finanziamenti elargiti per la soluzione;

- a tutt’oggi non è dato conoscere come e per il raggiungimento di quali obiettivi siano stati spesi i milioni di euro inviati in Calabria per sopperire alla gravità della situazione ambientale;

- il  preoccupante resoconto fatto, nel febbraio 2007, dal Prefetto Antonio Ruggiero, che in data 3 gennaio 2007 aveva già chiuso la sua breve esperienza di delegato per l’emergenza in Calabria ha delineato il quadro della drammaticità;

- nonostante ciò e nonostante la Regione Calabria non avesse ancora, mostrando notevole incuria, elaborato un piano di rifiuti utile per l’intero territorio, il Governo Nazionale ha decretato un ulteriore, quanto inutile ad avviso dell’interrogante, proroga dell’Ufficio del Commissario per l’emergenza ambientale della Regione Calabria;

- purtroppo, come d’altra parte era prevedibile, nulla è stato fatto nel settore ed oggi il Presidente della Regione Calabria , Agazio Loiero, osa solo “battere cassa” al Governo centrale e chiedere interventi “straordinari” per sopperire l’emergenza rifiuti in quella Regione;

- la Calabria, in tema di rifiuti, sta per cadere in condizioni peggiori di quelle vissute nei mesi scorsi dalla Campania;

- le discariche in funzione, non più di una decina per l’intera Regione, sono decisamente insufficienti a far fronte alla domanda di smaltimento; nell’intero territorio regionale c’è un solo termovalorizzatore che riceve tutto il “cdr” prodotto; molte società titolate alla raccolta dei rifiuti risultano o fallite o al collasso; la raccolta differenziata è attuata solo in pochi Comuni, laddove le relative Amministrazioni sono riuscite tenacemente ad imporla; le  5 ATO non risultano adeguatamente organizzate;

 

- l’Assessore regionale all’Ambiente ha persino dichiarato che la Regione Calabria non ha neppure “una visione d’insieme perché fin ora c’è stata una grave superficialità” ; il ché ad avviso dell’interpellante evidenzia che l’Amministrazione regionale non ha alcuna chiara programmazione per gli interventi urgenti e necessari nel settore;

- l’emergenza rifiuti è esplosa a Cosenza , ma è prossima a divenire emergenziale nell’intero territorio regionale;

- nei giorni scorsi, considerato l’esaurimento di alcuni siti di stoccaggio, i Sindaci dei Comuni della provincia di Reggio Calabria hanno chiesto urgenti ed adeguate soluzioni funzionali per garantire la salute dei cittadini:

- quali  soluzioni concrete il Governo intenda assumere per sopperire alla situazione emergenziale dei rifiuti in Calabria, prima che tale Regione assuma la situazione identica  a quella che, nei mesi scorsi, è stata costretta a vivere la Regione Campania.

Invia commento comment Commenti (1 inviato)

  • Inviato in data Andrea Locane, 23 Gennaio, 2010 11:45:23
    Tutto bene,anzi benissimo. Ma perchè la classe politica e i cittadini calabresi non fanno mai caso alle bombe ecologiche costituite dagli immobili-case popolari costruite a partire dagli anni 50 ad es.- con coperture di eternit,cioè cemento/amianto?