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THE CARNAGE – I CANNIBALI di Massimiliano Caprara

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Una tavola apparecchiata per una cena che non arriva, una gabbia che dovrebbe contenere un criceto che non si vede, una padrona di casa che si agita irrequieta, dispensando un’inutile agitazione per coperti che ancora non ci sono, un bambino nell’altra stanza che potrebbe esistere solo nei racconti dei padroni di casa: tutti gli elementi di una serata tra vicini di casa, in cui a farla da padrone è il nulla, il vuoto esistenziale che è il vero ospite d’onore. Questo il cuore filosofico della commedia The Carnage in scena in questi giorni al Teatro dell’Angelo: un copione ottimamente scritto da Massimiliano Caprara, che nel titolo cede l’evidente tributo di avvio e di modulo narrativo alla notissima piece di Jasmine Reza portata al successo sugli schermi cinematografici da Roman Polanski. Ma le analogie finiscono qui perché la trama procede verso percorsi originali, dentro i quali si scorgono altri riferimenti illustri, come Chi ha paura di Virginia Wolf  e La cantatrice calva.

Anche qui due coppie a misurare le rispettive idiosincrasie, al coperto delle reciproche protezioni piccolo-borghesi di partenza, disponibili però a esplodere al primo sussulto di verità capace di infiltrarsi nei loro dialoghi. Quando la scena si accende nella rabbia triangolata tra tre dei quattro personaggi (il quarto fa da ridicolo e non richiesto paciere tra i contendenti), la serata sembra ospitare altri convitati: la crudeltà, la competizione, la finzione. Ma è soltanto un attimo. La verità non riesce proprio a prendere posto tra quelle quattro mura: la cena tanto attesa finalmente arriva e il vuoto torna a sedersi a capotavola, ancora più attovagliato di prima. Come se nulla fosse stato, anche se l’amarezza della constatazione che il nulla si sia irrimediabilmente ormai impadronito delle nostre vite è ben presente al protagonista maschile che sibila in un soffio accorato il terribile epitaffio del nostro futuro : “i nostri figli sono il nostro pasto quotidiano”.

Dal 4 al 21 maggio 2017, con Max Caprara (anche regista), Stefano Ambrogi, Antonella Alessandro e Alessandra Muccioli.

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