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Iran - Le elezioni-farsa sono un rituale sulla divisione del potere tra le fazioni del regime. Tutto questo viene categoricamente rifiutato dal popolo dell'Iran

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All'indomani delle elezioni il regime dei mullah, avviluppato nella crisi, emergerà più debole e più vulnerabile
Il regime iraniano ha messo le sue forze di sicurezza in uno stato di all'erta, alla vigilia delle elezioni-farsa del 19 Maggio, per impedire qualunque scoppio di proteste e rivolte popolari.
Sfidando il leader supremo dei mullah, il presidente e i loro complici, la Presidente eletta della Resistenza Iraniana Maryam Rajavi  ha detto: “Se affermate che il baraccone del 19 Maggio sia una vera elezione, dovete ritirare il mezzo milione di truppe di Guardie Rivoluzionarie e della polizia di stato, nonché le centinaia di migliaia di agenti in borghese e tutta la serie degli altri organi repressivi. Dovete lasciare che il popolo dell'Iran vada nelle strade ed esprima liberamente il suo voto e il suo vero desiderio. Allora sarà chiaro cosa rimarrà del regime del velayat-e faqih".
"Le ammissioni fatte dai pochi candidati scelti, sul fatto che il regime al potere rappresenta solo il 4% della popolazione, rivela chiaramente sia la natura di questa cosiddetta elezione, che il motivo principale della crisi che attanaglia il regime, cioè lo stato esplosivo del malcontento popolare in Iran”, ha aggiunto. “Se il regime al potere non fosse assolutamente in pericolo, Khamenei non avrebbe dovuto nominare Raissi, uno dei suoi più crudeli e odiati criminali, per le elezioni-farsa”.
Ed ha precisato: “Dall'altro lato, Rouhani ribadisce a gran voce, nella sua cosiddetta campagna elettorale il 15 Maggio a Tabriz, di essere disposto a baciare la mano a Khamenei decine di volte. E lo dice proprio nel momento in cui Khamenei ha segnato il suo record negativo tra la popolazione per il suo appoggio diretto a Raissi, che era un membro della Commissione della Morte che emetteva le condanne per l'esecuzione dei prigionieri politici massacrati nel 1988”.
Maryam Rajavi ha anche ricordato: "Con un'altra dichiarazione, Rouhani ha confessato, sebbene opportunisticamente, che il regime al potere non ha fatto altro che eseguire condanne a morte negli ultimi 38 anni”.
“Ciononostante, si è rifiutato di affrontare il caso più disastroso e tragico di esecuzione, il massacro dei membri del PMOI. Proprio come ha mantenuto il più totale silenzio sull'esecuzione di massa di 52 membri del PMOI ad Ashraf, il 1° Settembre 2013 e sull'attacco missilistico contro Camp Liberty, il 29 Ottobre 2015, che ha stroncato le vite di 24 membri del PMOI. Questi attacchi sono stati compiuti mentre Rouhani era in carica e presiedeva il Consiglio Supremo per la Sicurezza del regime, che decide su queste imprese criminali”.
La Presidente eletta dalla Resistenza Iraniana ha ribadito che “le prossime elezioni-farsa, come è sempre stato, rappresentano solo un rituale sulla divisione del potere tra le fazioni che compongono la tirannia religiosa al governo”.
“Non godono di alcuna legittimità tra il popolo dell'Iran. Il risultato, qualunque esso sia, viene rifiutato e disprezzato dal popolo iraniano e dalla Resistenza”, ha affermato. “In ogni caso, questo regime teocratico, avviluppato nella crisi, emergerà più debole e più vulnerabile all'indomani di queste elezioni”.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
16 Maggio 2017

 Mahmoud Hakamian
@HakamianMahmoud

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