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"Verso il PD Germania": Lettera aperta a Berlusconi, no ai tagli e al rinvio delle elezioni Comites

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No ai tagli previsti dal Governo Berlusconi, no al rinvio delle elezioni Comites – questi sono i due messaggi politici più forti tra quelli emersi dall´incontro “Verso il PD Germania” a Stoccarda a cui hanno partecipato più di settanta rappresentanti dei vari circoli sul territorio e delegati all’Assemblea Costituente, oltre all´on. Laura Garavini e al già vice-ministro degli esteri Franco Danieli.

In una lettera aperta al Presidente del Consiglio le democratiche e i democratici in Germania ricordano a Berlusconi le sue promesse fatte agli italiani all’estero durante la campagna elettorale. Prima delle elezioni Berlusconi aveva scritto che avrebbe sostenuto “ con sempre maggiore impegno le comunità italiane all’estero ”. “ La verità, nove mesi dopo questa promessa ”, si legge nella lettera aperta del PD in Germania, “ è a dir poco molto diversa, se non vergognosa! I tagli previsti dalla Finanziaria ai capitoli che riguardano direttamente gli italiani nel mondo sono drastici e squilibrati ”.

"Qui assistiamo allo sfacelo di una struttura di servizi e di rappresentanza, creata con tanti sacrifici nel tempo da coloro che Lei elogia come `ambasciatori dell’italianità’all’estero ´, proseguono i partecipanti all’incontro Stoccarda nella loro lettera aperta. In conclusione viene richiesto al Governo di utilizzare gli ultimi giorni della discussione sulla Finanziaria per tornare sui propri passi e di dare agli italiani residenti all’estero ciò che aveva previsto il Governo Prodi: “ Il PD Germania, riunitosi il 30 novembre a Stoccarda, dice No ai tagli previsti nella Finanziaria 2009 e chiede di reintrodurre nell’iter al Senato il bilancio per gli italiani nel mondo allo stesso livello della Finanziaria 2008 ”.

Inoltre i partecipanti all’incontro “Verso il PD Germania” hanno promosso un appello contro il tentativo di rinviare le elezioni Comites. “ Non si gioca con la democrazia !”, si legge nell’appello : “ Chiediamo al Governo Berlusconi e alla sua maggioranza che venga rispettato il diritto di noi italiani all’estero di eleggere i nostri rappresentanti così come previsto dalla legge”.

 

Seguono i testi integrali della lettera aperta al Presidente del Consiglio e l’Appello di Stoccarda:

 

 

Lettera aperta al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi

 

Signor Presidente del Consiglio,

 

in veste di “ primi ambasciatori nel mondo dell’Italia e del suo patrimonio di umanità e di cultura ”, per riprendere le Sue lusinghiere parole della lettera inviataci in febbraio di quest’anno, Le scriviamo per ricordarLe le care e ponderose promesse nel periodo di campagna elettorale.

 

Sbiadito è oramai nelle nostre menti il ricordo di Lei che voleva battersi coraggiosamente, con il sostegno del Suo partito, per garantire alla comunità italiana all’estero sempre più visibilità e sostegno. E qui citiamo, per non “interpretare” male le Sue parole: “ Per quanto ci riguarda sosterremo con sempre maggiore impegno le comunità italiane all’estero e cercheremo di intensificare il Vostro legame con la madrepatria affinché siate fieri della Vostra italianità".

 

Purtroppo le parole sono effimere! La realtà con cui dobbiamo confrontarci oggi, a distanza di esattamente nove mesi dalla suddetta lettera e, in seguito all’insediamento del Suo Governo, è a dir poco molto diversa, se non vergognosa!

 

I tagli previsti dalla Finanziaria 2009 ai capitoli di spesa che riguardano direttamente gli italiani nel mondo sono drastici e squilibrati: qui si parla del 60 % in meno rispetto alla somma stanziata con la Finanziaria del 2008.

 

Le conseguenze che ne derivano mettono in forte rischio tantissimi servizi rivolti ai nostri connazionali e alle famiglie in particolar modo:

la diffusione della lingua e cultura italiana; l’assistenza diretta ai connazionali indigenti, il funzionamento degli Organi di Rappresentanza della comunità italiana all’estero (COMITES, CGIE) e tutti i servizi erogati dal Ministero degli Affari Esteri attraverso le proprie strutture consolari e gli Istituti Italiani di Cultura. Anche la materia fiscale che riguarda contribuenti italiani che risiedono all’estero e che producono reddito in Italia (esclusione dal modulo 730, pagamento dell’ICI e detrazioni per famigliari a carico non prolungabili oltre il 2009) viene fortemente penalizzata.

 

Si intende intensificare così il nostro legame con la madrepatria?

Qui assistiamo allo sfacelo di una struttura di servizi e di rappresentanza creatasi con tanti sacrifici nel tempo da coloro che Lei elogia come “ambasciatori dell’italianità” all’estero.

 

I tagli previsti in particolar modo nell’ambito dell’assistenza e nel settore scolastico colpiscono duramente una delle comunità italiane più numerose del mondo.

Una comunità che sta risentendo dell’attuale crisi economica finanziaria mondiale che sta creando nuove sacche di povertà.

 

Dimezzare i contributi per l’assistenza scolastica significa provocare un ulteriore arretramento al futuro scolastico e professionale di tanti ragazzi che ancora oggi usufruiscono dei corsi di lingua e cultura italiana e dei corsi di sostegno, poiché gli Enti gestori saranno costretti – per mancanza di copertura finanziaria – a tagliare molti corsi, se non addirittura chiuderli tutti.

 

Questa Finanziaria, Signor Presidente del Consiglio, è definitivamente la penosa testimonianza del disinteresse e dell’irresponsabilità che l’attuale Governo dimostra nei confronti della comunità italiana all’estero.

 

Abbiamo già toccato il fondo, o ci dobbiamo aspettare altre brutte sorprese?

La prossima mossa sarà forse quella di abolire definitivamente il diritto di voto degli italiani all’estero.

 

IL PD, RIUNITOSI IL 30 NOVEMBRE A STOCCARDA, DICE NO AI TAGLI PREVISTI NELLA FINANZIARIA 2009 E CHIEDE DI RIPORTARE NELL’ITER AL SENATO IL BILANCIO PER GLI ITALIANI NEL MONDO AL LIVELLO DELLA FINANZIARIA 2008!

 

Stoccarda, 30 novembre 2008

 

 

Appello del PD riunitosi a Stoccarda

 


Non si gioca con la democrazia!

 

I Comitati degli Italiani all’estero (Comites) sono l´organo di rappresentanza sul territorio di noi italiani residenti all’estero. Conoscendo da vicino i nostri problemi e le nostre esigenze i Comites sono un’istituzione essenziale che garantisce di tutelare i nostri interessi.

 

Con grande preoccupazione abbiamo appreso che nel Parlamento italiano il Popolo della libertà ha votato un’ordine del giorno per rinviare a data da definirsi le elezioni Comites previste per la primavera prossima. Noi riteniamo che questo tentativ o di reinvio della data delle elezioni sia un atto gravissimo contro i nostri diritti democratici e contro gli interessi delle nostre comunità.

 

Riteniamo che questa mossa del Popolo delle Libertà sia un palese tentativo di vietare agli italiani nel mondo di esprimersi sulla politica dei tagli messa in atto sin dall’inizio della legislatura dal Governo Berlusconi e dalla sua maggioranza. La destra vuole cambiare le regole del gioco per scappare al giudizio dei cittadini all’estero.

 

La democrazia, in questo caso il diritto di noi italiani all’estero di eleggere i nostri rappresentanti sul territorio, non è un optional che si cambia a piacimento a seconda del proprio tornaconto partitico.

 

Dicamo No al tentativo di rinviare le elezioni Comites. Chiediamo al Governo Berlusconi e alla sua maggioranza che venga rispettato il diritto di noi italiani all’estero di eleggere i nostri rappresentanti così come previsto dalla legge.

 

Stoccarda, 30 novembre 2008

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