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Iran – Un'illustre prigioniera politica: “Il mio voto è NO alle elezioni-farsa!”

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CNRI – Per esprimere la sua opinione sulle elezioni presidenziali-farsa in Iran, la prigioniera politica Maryam Akbari Monfared ha inviato una lettera dal carcere. Maryam Akbari si trova in carcere dal Dicembre 2009 e deve scontare una condanna a 15 anni di reclusione.
Nella sua lettera scrive:
Questo regime sente la fine del suo potere ed è terrorizzato come un toro che sta per essere macellato.
La campagna per le elezioni-farsa del regime è iniziata e la paura del regime si può vedere chiaramente in ogni riga delle notizie pubblicate dai media ufficiali. Tutti sanno che prima di ogni tornata di elezioni in Iran, il leader supremo dei mullah dà una mischiata ai suoi agenti e alla fine il Consiglio dei Guardiani ne sceglie alcuni per lo show.
La persona eletta è quella scelta dal leader supremo dei mullah e assolutamente non è la scelta del popolo iraniano, perché il potere teocratico non gode della benché minima legittimità tra la popolazione.
Tutto, dai rappresentanti alle leggi, alle fazioni politiche, viene deciso dal leader supremo.
Con i mullah al potere, è solo la soddisfazione di Khamenei che determina la credibilità di tutto e di tutti. Le elezioni sono solo uno show che serve a dare un'aura di legittimità al regime. Sono solo uno strumento per il regime. Il suffragio universale e la democrazia non hanno nulla a che fare con il potere medievale dei mullah.
È sorprendente notare che le elezioni-farsa questa volta si sono trasformate in un palcoscenico su cui le fazioni rivali rivelano fatti relativi alla corruzione e alle ruberie degli altri, cosa che provoca il caos e conduce, ovviamente, al fallimento politico di entrambe le fazioni. Tutto questo indica sia la decadenza che la distruzione dei pilastri di un regime che questi signori affermano essere molto forte e solido.
Ma ora verrebbe da chiedersi se la persona eletta sia realmente appoggiata dal popolo. È realmente il rappresentante eletto di un popolo, quando si presenta nei paesi stranieri e alle Nazioni Unite?
Questi sono quelli che hanno portato la povertà e la miseria al loro popolo.
Nonostante Rouhani dica di portare prudenza, speranza e felicità, noi abbiamo visto tante volte che ha difeso le esecuzioni, la repressione e il massacro dei giovani della nostra terra.
Secondo i dati ufficiali, il regime iraniano e il suo governo hanno stabilito il record del più alto numero di esecuzioni degli ultimi quattro anni.
Non è nel suo governo, che tutti questi gentiluomini sono saliti sul palco uno dopo l'altro per raccontare le storie segrete degli anni '80 e per vantarsi di ciò che hanno fatto al nostro popolo?
Non è  (il ministro della giustizia Mostafa) Pour Mohammadi, che fu membro della Commissione della Morte in quei giorni e ora è uno dei leader e un alto funzionario di questo regime?
Non è questo stesso governo che ha giustiziato 25 giovani curdi tutti in una volta?
Non è Rouhani che è stato Segretario del Consiglio per la Sicurezza Nazionale nel 1999 e che ha avuto il ruolo principale nella brutale repressione delle rivolte giovanili di quell'anno?
La promozione della corruzione, della prostituzione e dei leccapiedi è un prodotto della tirannia. Queste anormalità, nel cuore della vita della gente, sono causate dalla mancanza di una gestione adeguata. Purtroppo, come abbiamo visto, la chiave magica di Rouhani non solo non ha contribuito ad aprire nessuna serratura, ma ha creato serrature più grandi. Naturalmente la sua chiave ha risolto i problemi dei suoi parenti e amici.
E ora è giunto il momento per uno show chiamato elezioni! Rouhani ha adottato misure ridicole come passeggiare e farsi fotografare con giovani ragazze per attirare voti. E ciò nonostante Rouhani sia stato uno dei primi a volere l'applicazione della norma sul velo obbligatorio in Iran. Questo è un buon esempio di come approfittare dei voti della gente. L'economia e la politica vengono sfruttate anche di più.
L'altro candidato è Raissi, che recentemente è stato promosso ad ayatollah. Era uno dei membri della Commissione della Morte nel 1988. Sin dal principio del governo del regime teocratico, ha ricoperto varie cariche, come vice-procuratore e procuratore in varie regioni. Un'occhiata alla sua storia rivela il suo coinvolgimento nelle esecuzioni di massa. Raissi non ha fatto un giorno di esperienza nel ramo esecutivo. In altre parole la sua esperienza nel ramo esecutivo è fatta dalle tantissime esecuzioni del 1988, che ha fatto piangere molti genitori per i loro cari, quelli che stanno ancora cercando una traccia dei loro figli. Ma ancora questi gentiluomini si vantano che il loro lavoro era applicare un “editto divino”.
Come faranno questi candidati alla presidenza a lavare il sangue degli innocenti dalle loro oscure esistenze? Questa domanda gli verrà mai posta durante un dibattito televisivo e hanno pensato ad una soluzione per questo?
Io, Maryam Akbari Monfared, prigioniera politica nel carcere di Evin sono stata in diverse prigioni del regime teocratico per otto anni. Ho visto donne torturate e oltraggiate. Ho visto queste scene tragiche nelle carceri di Gohardasht, Rajai-shahr, Shahr-e Ray ed Evin e, avendole viste, posso dichiarare con certezza che questo regime fondamentalista non è in grado di tollerare nessuna riforma.
Il regime ha scelto candidati apparentemente diversi (riformisti, fondamentalisti, moderati ecc.), nel tentativo di veicolare un messaggio di cambiamento. Ma decenni sono passati e il risultato di queste infinite manovre e promesse non è stato altro che una vuota propaganda. La prova è che i nostri compatrioti di Khorramshahr, Abadan, ecc. non si sono ancora ripresi dalla guerra.
Il risultato è stato un malcontento generale e la disperazione per lo status quo, per il saccheggio delle ricchezze del paese, per la ribellione e la fuga dal paese delle giovani generazioni. Altri abbracciano volontariamente il carcere, la tortura e l'esecuzione.
Oggi, l'apparato repressivo continua a girare facendo lo stesso ciclo che faceva in passato, nel 1981, nel 1988, nel 1999 e nel 2009. Sotto la bandiera dell'Islam e fingendo di difendere il sacro potere dell'Islam, massacrano i giovani.
Se questo è Islam, allora cosa è ignoranza e reazione?
Il regime ricorre a qualunque crimine per prolungare il suo potere. Mette in pericolo la sicurezza dei popoli di altri paesi come la Siria, l'Iraq, lo Yemen, ecc. per raggiungere i suoi obbiettivi.
Tutto il regime nel suo complesso è incapace di riforma o di correzione. È incapace di moderazione e di riforma, né può fornire alcuna speranza, perché è privo di principi e non ha radici. Ed è completamente illegittimo agli occhi del popolo iraniano.
Perciò il mio voto è NO al regime islamico.
Maryam Akbari
Evin – Maggio 2017

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