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“FARE DEL PD IL PARTITO NUMERO UNO FRA GLI ITALIANI IN GERMANIA”

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Discorso “Verso il PD Germania”, Stoccarda, 30 novembre 2008

 

 

Il PD Germania cresce, e questa è già una prima bella notizia di questo incontro. Sei mesi fa a Berlino eravamo in più di cinquanta da tutte le parti della Germania, a discutere su come creare insieme questa forza politica nuova. Nel frattempo sono nati altri circoli, sul territorio ci siamo confrontati sulla politica che vogliamo fare, come PD mondo ci siamo dati uno statuto ed un regolamento per le primarie e adesso siamo qua di nuovo a fare un altro passo importante verso la creazione del nostro PD in Germania.

 

Sono molto contenta che anche questo incontro oggi a Stoccarda, come quello a Berlino, non sia un incontro di parte, ma un incontro che rispecchia tutte le storie politiche che sono alla base del nostro nuovo partito. Un membro storico dei DS come Domenico De Palma ha organizzato questo incontro, insieme ad un ex-Margherita come Salvatore Galluzzo. A entrambi vanno i miei più sinceri ringraziamenti per il lavoro svolto nelle ultime settimane. E anche oggi fra tutti noi partecipanti si vedono ex-DS accanto a ex-Margheria, ma soprattutto si vede lo spirito che vogliamo per il Partito Democratico: uno spirito che non concepisce la storia politica dell’altro come motivo di distanza, ma come fonte di arricchimento che può rendere il Partito Democratico il partito che vogliamo. Un partito vivace, ben radicato sul territorio, pieno di nuove idee e politicamente più forte delle due forze che l’hanno generato. Per la politica italiana, da decenni segnata da spaccature e divisioni, è questo il primo grande successo di tutti noi che siamo impegnati in prima persona nella creazione del PD.

 

Ma la cosa che a me fa più piacere è il fatto che ci sia oggi qua a Stoccarda anche gente nuova, gente che con la nascita del Partito Democratico si è avvicinata, o riavvicinata, alla politica di partito. Era una scommessa da vincere per il PD e mi sembra che la stiamo vincendo. E su questa linea dobbiamo continuare: crescere insieme, tenere le porte aperte per rendere il PD anche in Germania un partito nuovo, un partito moderno, un partito vicino alla gente, un partito aperto. Cioè, un partito democratico nel vero senso della parola.

 

Vorrei che già da oggi cominciassimo a non ragionare più in termini di ex, ma che ragioniamo come democratiche e democratici, come pionieri che, tutti insieme con le nostre idee e con il nostro impegno, stiamo costruendo il più grande partito in Italia e fra gli italiani nel mondo.

D´altro lato il processo che portiamo avanti non è un processo senza problemi. Basta guardare ciò che succede a Roma. I conflitti fra i nostri leader nazionali non giovano al PD. Vorrei che  lanciassimo anche noi, dalla periferia, dal Pd in Germania, un appello all’unità ai nostri leader, un appello a fare quello che noi stiamo cercando di fare qua in Germania: superare vecchie divisioni, lavorare in modo solidale e costruttivo per creare il PD, per creare un partito di cui l’Italia e di cui gli italiani nel mondo hanno bisogno. Per me la leadership di Veltroni non è in discussione.

 

Uno dei motivi di contrasto a Roma è la questione della nostra collocazione politica in Europa. È una questione difficile perché è una questione che tocca la storia politica di tutti noi. Della mia posizione personale in questa discussione non ho mai fatto segreto. Io vedo il nostro Partito Democratico in un PSE allargato e rinnovato, perché il PSE è la più grande forza riformista in Europa. Questa è la mia posizione. Ma vedo che per tanti la collocazione europea del PD è un argomento sensibile. Secondo me, in questa fase di costruzione del PD, tutti facciamo bene a rispettare molto le sensibilità politiche altrui. Io lo voglio fare e sono convinta che lo farà anche Walter Veltroni che domani e dopodomani alla riunione del PSE a Madrid, o al più tardi al nostro incontro di Direzione nazionale a Roma il 19 dicembre, farà capire quali sono le sue scelte in proposito. Sono sicura che sarà una scelta equilibrata che unirà e non dividerà il partito.

 

Per quanto riguarda la nostra situazione qua in Germania, il discorso secondo me è più semplice. Nella campagna elettorale c’era un partito, l’SPD, che ha sostenuto il PD e tutti i suoi candidati in Germania senza riserve, c’era un partito, l’SPD, che prima delle elezioni ha mandato una lettera a tutti i suoi tesserati con l’appello a votare il Partito Democratico. Per questo è scontato dire che l’SPD è il nostro interlocutore numero uno in Germania, un partito che negli ultimi anni in Europa è stata una delle forze riformiste più importanti.

 

Ma mi auguro che come PD in Germania siamo in grado di dialogare anche con altre forze politiche. Qua penso innanzitutto al partito dei Verdi che sono una realtà forte nella politica tedesca e che in tanti punti programmatici, soprattutto per quanto riguarda l’ecologia, sono molto vicini alle idee del PD. Cem Özdemir, il nuovo segretario dei Verdi, nel corso della campagna elettorale ha dato il suo sostegno non ai Verdi italiani (alleati con la sinistra radicale), ma al PD, cosa che ha fatto, fra l’altro, anche Joschka Fischer. Penso che facciamo bene noi del PD in Germania, indipendentemente dal fatto che l’SPD sia il nostro interlocutore numero uno, a cercare anche con il partito dei Verdi in Germania più dialogo di quanto non abbiamo fatto in passato. Sono convinta che questo renda il PD in Germania ancora più forte.

 

Ciò nonostante mi preme sottolineare una cosa che, secondo me, vale sia per il PD in Germania che in Italia: per vincere non sono decisivi gli interlocutori con cui dialoghiamo o i partner di coalizione che individuiamo. La cosa fondamentale per vincere è che siamo forti noi. Io sono convinta che il PD sia e debba essere un partito a vocazione maggioritaria. Vocazione maggioritaria non vuol dire vocazione alla solitudine, ma vuol dire essere un partito sicuro del proprio potenziale. Vuol dire essere un partito che innanzitutto bada ad essere forte lui, che non punta ad essere un partito di nicchia, ma ad essere un partito in grado di rappresentare la maggioranza degli italiani. Questo deve essere il nostro scopo in Italia e anche in Germania. Veltroni sta lavorando proprio in questa direzione, e per questo ha il mio sostegno.

 

Vorrei dire anche due parole sulle passate elezioni politiche. Personalmente sono contenta del mio risultato e penso che anche gli altri tre candidati dalla Germania abbiano ottenuto un risultato più che rispettabile. Ma vi dico sinceramente che non mi è piaciuto per niente il risultato che abbiamo ottenuto come PD in Germania. Voglio invece che il PD in Germania diventi il primo partito degli italiani! E vi prometto che mi impegnerò al massimo nei prossimi anni affinché tutti insieme possiamo raggiungere questo obiettivo. Il PD in Germania nasce con questo preciso intento: essere il partito numero uno, essere la forza politica più forte fra gli italiani in Germania! Lo vogliamo e lo saremo, perché non siamo secondi a nessuno.

 

Sono sicura di questo, vista anche la politica che coloro che sono stati eletti nella maggioranza stanno facendo per gli italiani nel mondo. No, scusate, mi sono sbagliata: loro non stanno facendo una politica per gli italiani nel mondo, loro stanno facendo una politica contro gli italiani nel mondo! Non perdono occasione di bastonarci. Hanno tolto l’ICI ai ricchi (i soldi che mancano adesso alle scuole e alla ricerca in Italia) e gli unici a cui il Governo fa ancora pagare l’ICI siamo noi italiani all’estero. In brutta sintonia con l’Italia stanno tagliando anche all’estero sulla formazione, sul futuro dei nostri figli. Tagliano i soldi per le scuole e per i corsi di lingua e cultura. E lì stanno tagliando in modo mostruoso. Sono tagli con cui il Governo distrugge le strutture che noi all’estero abbiamo costruito in anni e anni di lavoro. Sono tagli che praticamente cancellano le politiche per gli italiani nel mondo.

 

Il Governo, che è lontano anni luce dalla realtà di noi italiani nel mondo, sembra non rendersi conto di cosa significhino soprattutto i tagli che colpiscono le scuole e i corsi di lingua e cultura. Questi sono ambiti essenziali per i nostri figli, che il Governo evidentemente vede come peso, ma che noi vediamo come risorsa. I nostri figli, con il loro bilinguismo e il loro biculturalismo, non sono un peso, ma una risorsa da valorizzare – il Governo con i suoi tagli li tratta a pesci in faccia. Inoltre i corsi di lingua e cultura sono anche un ponte importante fra il mondo e l’Italia, un investimento per la cultura, ma anche per l’economia italiana. Il Governo con la sua politica miope procura, anche in questo caso, solo dei danni.

 

Adesso il pacchetto dei tagli è al vaglio del Senato e vi posso garantire che anche i colleghi senatori continueranno la nostra battaglia contro questi tagli fino all’ultimo voto. Ma tutto il nostro impegno non cambia il fatto che Berlusconi ed i suoi abbiano in Parlamento una maggioranza schiacciante che usano come un caterpiller. Non abbiamo mai avuto un Governo così ostile verso gli italiani all’estero. Questo non passa inosservato fra la nostra gente. Abbiamo visto importanti proteste sul territorio, come a Berna e a Parigi. E personalmente sono molto fiera che la più grande delegazione dall’estero che ha partecipato alla manifestazione contro il Governo il 25 ottobre a Roma, sia stata una delegazione dalla Germania, partita proprio da qua, da Stoccarda e dintorni. Voglio cogliere l’occasione per dire ancora grazie a tutti coloro che hanno affrontato questo viaggio faticoso per esserci e per lanciare il messaggio che gli italiani all’estero, gli italiani in Germania non  accettano questa politica del Governo. Avete dato visibilità a tutti e a tutta la rabbia verso questo Governo, e di questo ve ne sono grata.

 

Il Governo e la maggioranza si stanno accorgendo di quale sia l’umore fra gli italiani all’estero. È per questo che la maggioranza sta cercando di spostare le elezioni Comites previste per la prossima primavera. Le vogliono spostare perché hanno una paura fottuta di perdere queste elezioni. E io dico: hanno perfettamente ragione ad avere questa paura. Sono convinta che alle elezioni Comites, indipendentemente da quando si svolgeranno, gli italiani nel mondo, gli italiani in Germania puniranno le liste filo-governative. Per noi del PD in Germania è la prima occasione per prenderci una bella rivincita. Mi auguro, e ne sono sicura, che andremo uniti a queste elezioni e che le vinceremo.

 

Anche in Italia abbiamo il potenziale per diventare il partito più forte. Ce l’abbiamo perché abbiamo le idee giuste per un´ Italia più moderna, più prospera, più sociale, più giovane, più tollerante. Sono le idee con cui qualcun altro ha già vinto. Alla base del trionfo di Barack Obama negli Stati Uniti ci sono le stesse idee che sono alla base del Partito Democratico: l’idea di dare al paese un futuro con meno divisioni e più opportunità per tutti.

 

È proprio la politica riformista e democratica che stiamo portando avanti anche a Roma. Abbiamo fatto proposte concrete per rafforzare, durante questa crisi, le famiglie e il loro potere d’acquisto. Proposte concrete per sostenere le giovani coppie con figli e donne che cercano un lavoro, proposte concrete per uno sviluppo più ecologico. Vogliamo creare più lavoro, vogliamo migliorare le scuole e le università per dare un futuro alle nuove generazioni, mentre il Governo taglia e risparmia sulla pelle dei giovani. Per noi i soldi che vanno alle scuole e alle università non sono semplici voci nella contabilità, ma sono importanti investimenti per il futuro del paese. Queste sono le differenze fra noi e loro, e la gente comincia a rendersene conto.

 

Sono sicura che possiamo far vincere in Italia, e per gli italiani nel mondo, un’altra politica. Una politica che punta su meno divisioni, più opportunità per tutti, più lavoro, più giustizia sociale, più formazione, più energia pulita, più sicurezza nel mondo. Questa è la politica del PD.

 

Far vincere questa politica dipende da noi e dal nostro impegno. Se siamo tenaci, se non ci perdiamo in futili discussioni interne, ma siamo pronti ad affrontare uniti anche situazioni difficili – allora possiamo veramente dire a testa alta: noi siamo il PD, noi abbiamo le idee migliori, noi siamo quelli che garantiscono all’Italia e agli italiani nel mondo un futuro migliore. Non un timido: “si può fare”, ma un convinto: lo faremo!

 

Stoccarda, 30 novembre 2008

Invia commento comment Commenti (1 inviato)

  • Inviato in data pierluigibaglioni, 05 Dicembre, 2008 10:15:14
    la sua analisi di fare del PD il primo partito degli immigrati italiani in Germania è consona a quell'obiettivo. A me però fa sorgere una analogia italiana per l'immigrazione mussulmana a cui la sinistra vuol dare anche il diritto al voto. E' presumibile che i partiti della jhiad islamica si proporranno le medesime cose. Ma cosa succederà quando in un consiglio comunale il loro voto sarà determinante per la maggioranza? E' opportuno mettersi questo cappio al collo?