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ITALIANI IN LETARGO E FORSE SENZA….RISVEGLIO POLITICO SOCIALE

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Quando facevo le scuole medie, ma anche i primi anni delle superiori mi capitava di sbirciare, o addirittura copiare, i cosiddetti “compiti in classe” guardandomi bene che il professore se ne accorgesse, pena il ritiro del foglio. Erano gli anni 45-50.

Il più delle volte succedeva però che fosse giusto il mio “svolgimento”  (così si chiamava allora) e non quello copiato in quanto, fidandomi poco di me stesso, vuoi perché ero-eravamo tutti ancora scossi dal periodo bellico, ma vuoi anche perché l’educazione datami in famiglia era più improntata alla paura che all’autostima (realtà pure essa che, in chiave di lettura sociologica, poteva essere sicuramente riconducibile  alla fine del periodo bellico che aveva lasciato in tutti parecchie tracce di sfiducia) mi fidavo di più del compagno di banco “secchione”.

 

Ebbene, detto questo come cappello a quanto sto per dire, appena terminati gli studi ho cominciato a fidarmi in toto di me stesso, anche a costo di apparire superbo, al punto da ascoltare sì  i consigli degli altri  per poi fare però sempre come pensavo io. Oh Dio, ho commesso lo stesso vari errori nella vita, ma il più delle volte ero  consapevole degli errori che stavo facendo…

 

E vengo subito al dunque per dire con assoluta certezza che in politica non ho fatto mai alcun errore. Ho condiviso con sincera partecipazione democratica l’assetto politico del dopoguerra con i vari De Gasperi, Togliatti, Almirante, Nenni ecc.ecc., controparti tutte che esprimevano nel bene e nel male la vera democrazia (sia pur in fase di faticoso avvio) privilegiando sempre De Gasperi nel rispetto di tutti gli altri, fino a quando, esattamente dopo il periodo del cosiddetto boom economico, allora caratterizzato pure esso da alti e bassi,  non siamo arrivati al…berlusconismo. Da allora dissi che, conoscendo molto bene il nuovo soggetto politico, l’Italia avrebbe vissuto un periodo tormentoso dal quale non si sarebbe mai sollevata. Dalla mia, avevo un famosissimo giornalista, Indro Montanelli, il quale non solo mi esprimeva per lettera le sue stesse idee ma anche, durante un incontro a Cortina d’Ampezzo,  ci urlava : “CACCIATELO !”

 

Sono passati  alcuni decenni da allora e mi par di poter dire di non essermi sbagliato. Il berlusconismo ha dilaniato il Paese portandolo all’attuale deriva socio-economica (ho scritto un libro di 500 pagine a questo riguardo nel quale è stato documentato tutto per filo e per segno) dalla quale deriva - Dio ce ne scampi e liberi –  pare che venga rispolverato ancora Berlusconi per rimetterla in sesto. Credo di non offendere nessuno dicendo che, se davvero così fosse, gli Italiani  avrebbero davvero bisogno del…trattamento sanitario obbligatorio, alias TSO.

 

Proprio per questo affermo, questa volta col rischio di sbagliare,  che se gli Italiani non si sveglieranno dal letargo nel quale giocoforza una politica dissennata ed imbecille ci ha condotti, non resterà altro che provare…Grillo, il quale, almeno a mio avviso, non sembra dire  sempre cazzate. Il fatto che la politica di governo gli si scagli contro, lo si deve unicamente al fatto che essa ha paura di perdere la poltrona. E nulla più !

 

Se non ci sarà la “fuoriuscita” di tutti coloro che hanno portato l’Italia a questa tragica situazione attraverso la sostituzione di teste giovani e nuove, non si andrà più da nessuna parte se non verso il peggio.

 

Concedetemi un refrain di superbia a conferma di quanto ho scritto dianzi.  Nel lontano 15 giugno 2011 pubblicai su “Politicamentecorretto” quotidiano on-line  quanto segue :

 

 

IL MOMENTO POLITICO E’ TRAGICO

15 Giugno, 2011 01:55:00 | 25443 numero letture

  

ASSISTEREMO AD UNO SCONTRO FRA LUPI  IRRIDUCIBILI IN QUANTO INTERESSATI AI VANTAGGI CORRELATI   ALL’ UOMO POTENTE E LA DEMOCRAZIA DELLE PERSONE ONESTE !  MA VINCERANNO QUESTE ULTIME

:

“Non festeggio per il risultato assai positivo dei referendum. Dico solo di sentirmi ripagato dopo 17 anni di interventi contro il berlusconismo, da sempre  da me considerato un castello di carte senza alcuna sostanza. Una cosa però voglio dire e sperare, e cioè che i berlusconisti  incomincino a ragionare con la propria testa,  (dato che finora la testa  si è rivelata quella che è stata) e non abbiano a soffrire troppo per non aver capito prima che stavano autosottraendo ed hanno sottratto  la vita a se stessi ed agli altri per lunghi 17 anni. 
Non vorrei essere nei panni del primo attore, il signor Berlusconi, il quale, da oggi sarà oggetto di un tormento infinito per tutta la vita. Uniamoci tutti per attenuargli questo tormento perdonandolo.  In questo, ci sarà anche …Indro Montanelli col quale ho condiviso da sempre le sue preoccupazioni, fino all’ultimo giorno della sua vita.
Purtroppo non sarà un divorzio, come l’ha definito Bersani, ma sarà' una lunga ed estenuante separazione in casa
Infatti gli avvocati di lui (il premier) sono intenzionati a tirare in lungo il brodo, nella speranza che lei (la repubblica) accetti una convivenza forzata, per il bene dei figli (di lui)...” come  immagina un  altro collega, membro però di Innovatori Europei

Ho avuto, a giro di posta mail, la seguente risposta :

“”No, non lo si può perdonare. Vada al diavolo. Ha rovinato l'Italia e la testa di molti italiani per 17 anni, e non è finita. Venderà cara la pelle e dovremo soffrire ancora, finchè servitori come Cicchitto, Stracquadanio, Brambilla, Santanchè, Fede, Bel Pietro e altri saranno in giro. Nuoceranno ancora.
Resta il risultato esaltante che non ci aspettavamo. Speriamo””

Io penso però che, il miracolo più grande per l’Italia sarebbe quello di non sentirlo più nominare: la Provvidenza farà poi il resto. Allontanandoci da lui,  per un soggetto della specie, ciò costituirebbe  già una pena, sicuramente più pesante di quella dei Tribunali. Penso anche che i suoi mezzi finanziari faranno una brutta fine perché, uno ad uno, i suoi accoliti finiranno per mollarlo ed anche le sue risorse finanziarie potrebbero subire un forte contraccolpo in quanto, a breve, troverà le porte chiuse ovunque.  Infatti, come dice un enciclica papale sul lavoro, ciascuno può avere successo, ma solo perché c’è….l’altro.

ARNALDO DE PORTI

 

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