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MARGINALMENTE n.144 del 12.ago.2017

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CHI ERANO GLI “UMANI” E CHI LE “BESTIE”?

 

 

 

 

Ricapitoliamo. I magistrati finalmente indagano sull’invasione dell’Italia da parte di mezza Africa. Finalmente si è scoperto che i mercanti di uomini agiscono con  complicità a vari livelli (anche altissimi) e le prime prove svelano risvolti interessanti quanto gravi. Per prima cosa gli inquirenti hanno sequestrato la nave di una organizzazione di “salvatori-a-spese-altrui”: concordavano per telefono con gli scafisti il punto e l’ora, andavano a prendere il “carico” fin sotto le coste libiche (anche a due chilometri dalla riva) senza che ci fosse alcun pericolo di naufragio; restituivano graziosamente ai nuovi negrieri scafi e motori per poter ripetere le operazioni all’infinito e con poca spesa; infine, salutavano amichevolmente. Inoltre, i pm hanno messo sotto indagine altre organizzazioni molto titolate come Medici senza frontiere, Save the children e altre, tutte fortemente sospettate di “intelligenza” con l’organizzazione del traffico di carne umana. Vista la piega che hanno preso gli avvenimenti, e confortati dalle indagini e dalle prime prove, passiamo al punto della questione.

Meno di un anno fa quasi mi strozzavo mentre cenavo e contemporaneamente guardavo il telegiornale. Sullo schermo apparve il ghigno sarcastico, disgustato e disgustante di quel Matteo Renzi all’epoca capo del Pd e del governo. Renzi spiegava che, a proposito della già evidente invasione di migranti, “Da una parte ci sono gli umani (che, capii, erano loro, quelli “buoni” che si vendevano l’Italia ai negrieri e all’Europa in cambio di sporco danaro) e - proseguì – dall’altra ci sono le bestie”. Disse proprio così, e io capii che le bestie eravamo io e qualche decina di milioni di italiani che dicevamo – un anno fa! – che dovevamo sì salvare chi rischiava di annegare, ma non dovevamo poi attuare una accoglienza ad libitum.

Adesso vorrei proporre io due fronti contrapposti, senza arrivare agli eccessi del bullo di Rignano: da una parte stanno quelli con una normale intelligenza; dall’altra  (facendo la tara dei complici) stanno gli imbecilli. E non possiamo lasciare l’Italia nelle mani di chi, nel migliore dei casi, non capisce un tubo.

IO TI HO FATTO E IO TI DISFO

Qualcuno può pensare, leggendo questa rubrica, che io ce l’abbia col Pd. Sbagliato! E’ il Pd che ce l’ha con gli italiani e con se stesso. Ecco un esempio facile facile. Il governo Gentiloni (Pd) ha impugnato una legge regionale campana con la quale il governatore De Luca (sempre Pd) voleva introdurre il concetto deviato di “abusivismo per necessità”, condonando tutte le porcate edilizie fatte in regione (a cui la camorra non è sempre estranea) e scongiurando possibili demolizioni. Per completezza d’informazione, diciamo anche che il provvedimento mostro del Consiglio regionale campano era stato approvato con entusiasmo tanto dalla maggioranza di centrosinistra quanto dall’opposizione di centrodestra…

MA FITTO CHI? QUELLO?!                                                          

Lo scrittore e intellettuale di destra Pietrangelo Buttafuoco ha firmato un articolo su Il Fatto in cui si fa l’analisi di tutto ciò che si muove all’interno del centrodestra. A un certo punto, fra capi e capetti, cita anche il pugliese Raffaele Fitto che sarebbe “corteggiato” da Ignazio La Russa di Fratelli d’Italia. Buttafuoco – con tutto il rispetto per lo scrittore e l’intellettuale – a mio avviso prende una cantonata avvalorando le solite dicerie positive sul politico Fitto definito “Sulla carta, un bel colpo”. Per poi aggiungere che “C’è ben più di un calcolo nel progetto del milanese La Russa. L’ex governatore delle Puglie, destinatario di un consenso tutto personale, è un bagaglio di eredità sentimentale”.

Da giornalista pugliese di ultraquarantennale esperienza vorrei, sommessamente e marginalmente, ricordare un po’ di storia. Raffaele Fitto viene eletto alla presidenza della giunta regionale pugliese sull’onda della tragica morte del padre Salvatore (in un incidente stradale) all’epoca governatore democristiano della Puglia. Il giovanissimo Raffaele governa per cinque anni sotto le insegne di Forza Italia ma tre mesi prima delle elezioni vara il piano di riordino ospedaliero. La Puglia diventa una sorta di Cinque Giornate di Milano: dovunque vada, Fitto viene accolto da turbe urlanti che lo accusano di possibile genocidio. A infiammare - con incredibile facilità – il popolo pugliese solitamente sonnacchioso, è un tizio con l’orecchino, la zeppa in bocca, e una decina di frasi “morotee”, nel senso che hanno un bel suono ma sono praticamente incomprensibili. Si chiama Nichi Vendola, viene da Terlizzi (stesso paese del collega di Buttafuoco, Veneziani) e vince a sorpresa le elezioni. Ovviamente, Vendola, dopo aver vinto, da governatore attua il piano di riordino ospedaliero di Fitto (lo fa DOPO, notate…): il popolo gli bestemmia i morti ma, dopo cinque anni se n’è scordato e rielegge (a scorno del Napoleone delle Puglie, Fitto) ancora una volta Vendola, il poeta gay, dolcemente fidanzato, non ancora affittuario di uteri. Un giorno, a un’amica prof  di liceo che ne parlava incantata, contestai due o tre cazzate fatte dal Nichi, ma lei – sognante – mi rispose “Ma non lo senti quando parla, come parla bene?” Desistetti. In fondo, io non ero poeta e neanche gay.

Berlusconi, che non ha mai capito gli uomini (come cacchio ha fatto a fare i soldi?!?) in quel periodo eresse agli onori degli altari anche l’eterno énfante prodige Raffaele nostro, arrivando a nominarlo suo Delfino (come Fini e Casini prima, e Alfano dopo: tutti l’hanno poi tradito!). Intanto, il “prodigio” perdeva la Regione Puglia per ben tre volte, regalandoci Emiliano dopo il decennio vendoliano; perdeva Bari e Taranto praticamente per sempre, perdeva infine persino la sua Lecce, stremata da troppa inconcludenza.  Ed ora che non ha più niente, nemmeno quei pochi amici che ha mandato allo sbaraglio nell’avventura disperata del suo partitucolo, Raffaele pensa, come tutti i “trombanti” senza identità e senso del limite, di riciclarsi. Pietrangelo Buttafuoco, con onestà, scrive che, a fronte della tentata campagna acquisti di La Russa, la “capa” di FdI, Giorgia Meloni, ha opposto un fermo no all’ “acquisto”. Perché a destra, per trovare qualcuno con gli attributi, bisogna cherchèz la femme…

QUEL GRAN GENIO DI SAVIANO

Lo scrittore Roberto Saviano insiste con l’idea di legalizzare le droghe leggere per fregare le mafie che ne fanno commercio stramiliardario. Grande idea! Per seguire il suo illuminato pensiero, io, come Stato, farei una iniezione letale a tutte le donne minacciate da ex compagni violenti così…li fottiamo a quei brutti bastardi!

Antonio Biella

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