Privacy Policy politicamentecorretto.com - Arenella, via Mario Fiore: ha chiuso Ferrari Arredamenti

Sezioni

Archivio

Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031

Bollettino

Iscriviti alla newsletter: (Settimanale)


  • email Invia un' e-mail ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Add to your del.icio.us del.icio.us
  • Digg this story Digg this



Data ed ora di accesso alla pagina
-

  • email Invia un' e-mail ad un amico
  • print Versione stampabile
  • Add to your del.icio.us del.icio.us
  • Digg this story Digg this

Arenella, via Mario Fiore: ha chiuso Ferrari Arredamenti

Dimensione caratteri Decrease font Enlarge font
image
 
 
 
 
 
 
 
 
 
" Sono rimasto dispiaciuto e amareggiato, passando in questi primi giorni per via Mario Fiore, nell'osservare le vetrine dello storico negozio Ferrari Arredamenti oscurate e mentre nelle sale interne, ormai svuotate di tutti quegli arredi che le ornavano, erano in corso i lavori per adeguarle, da settembre, alla nuova attività - afferma Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari - Vero è c che si è trattato di una chiusura annunciata, già alcuni mesi addietro, ma comunque il dispiacere per un'altro pezzo di storia della collina che scompare rimane e rimarrà anche in futuro. Si tratte di attività che fanno parte integrante della storia di ciascuna di noi, in particolare di chi come me è nato ed è sempre vissuto in questi luoghi ".
" Al riguardo - sottolinea Capodanno - va, ancora una volta,  precisato e ribadito che l'azienda continua a operare presso la sede di via Cervantes e che la chiusura dello showroom di via Mario Fiore, dopo quasi mezzo secolo di vita, essendo stato inaugurato nel 1968,  non è stata determinata da problemi legati al caro affitto, trattandosi di locali di proprietà ".

“ La municipalità collinare, che comprende i quartieri del Vomero e dell'Arenella  era, fino agli inizi di questo secolo, una delle aree commercialmente più attive del Comune di Napoli  - ricorda Capodanno -. Poi, purtroppo, in anni più recenti, ha fatto registrare segni di forte crisi. Crisi che ha colpito principalmente negozi storici che si trasmettevano da generazioni di padre in figlio. Il numero di attività commerciali che hanno chiuso o si sono trasferite,  è aumentato col passare del tempo, mentre sono spuntate come funghi attività legate ai pubblici esercizi, principalmente bar sfizioserie e fast food ". 

“ Tra le conseguenze della chiusura delle attività commerciali, presenti da tempo nell'area collinare, si osservano, da un lato, la desertificazione di alcune zone, dall’altro il calo dei livelli occupazionali connessi alle attività del terziario commerciale – prosegue Capodanno -. Passando a un analisi più approfondita del fenomeno bisogna premettere che, oltre, naturalmente, al perdurare della crisi economica che colpisce, contemporaneamente, il potere d’acquisto dei consumatori e gli stessi commercianti, occorre anche considerare che il Vomero era, e oggi non lo è più, un fondamentale punto di riferimento commerciale anche per chi veniva a fare i propri acquisti dai comuni dell'entroterra “.
“ Difatti – puntualizza Capodanno – il quartiere collinare, negli ultimi lustri, ha dovuto fare i conti con il perdurante aggravamento dei problemi legati alla viabilità, determinati, tra l’altro, dall’adozione di alcuni provvedimenti di pedonalizzazione, che, di fatto, si sono tradotti nella semplice chiusura di alcuni tratti limitati di strade fondamentali, come via Scarlatti e via Luca Giordano, sottratti al transito delle autovetture, ma non accompagnati dalla contestuale creazione di infrastrutture, come parcheggi pubblici d'interscambio a prezzi sociali. Difatti dall'entrata in vigore della legge ex Tognoli in poi, non risulta realizzato nell'area collinare della Città neppure uno stallo di parcheggio pubblico, ma solo parcheggi privati, costruiti anche su suolo pubblico. Tutto ciò ha notevolmente contribuito ad allontanare i potenziali consumatori che un tempo raggiungevano il quartiere anche da fuori città, e che ora devono fare i conti con i prezzi stellari dei pochi parcheggi privati ad ore, visto che gl’insufficienti stalli delle strisce blu, che inoltre hanno contribuito a ridurre l’ampiezza delle già striminzite carreggiate, intasando ulteriormente le poche arterie disponibili, sono perennemente occupati “.
“ A questo punto – sottolinea Capodanno - i due quartiere collinari, del Vomero e dell'Arenella, si sono di fatto  uniformati ad altre realtà. Scomparso del tutto l’artigianato a conduzione familiare, scomparsi anche molti siti culturali, pure a seguito della chiusura di alcune importanti librerie, come Guida e Loffredo, in uno a diverse sale cinematografiche. Infine, sul piano turistico, non si è mai data pratica attuazione a iniziative tese a un vero e proprio rilancio di beni culturali e ambientali che, almeno sulla carta,  potrebbero rappresentare dei notevoli attrattori, come San Martino e la villa Floridiana, con il museo Duca di Martina, la quale ultima purtroppo versa da tempo in cattive condizioni con parte del parco inaccessibile “.

Invia commento comment Commenti (0 inviato)