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Berna, ancora proteste contro i tagli in Finanziaria

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Il 29 novembre 2008, in concomitanza con le manifestazioni organizzate a tappeto su tutto il territorio svizzero, anche a  Berna i cittadini italiani hanno fatto sentire la propria voce contro i tagli in Finanziaria operati dal Governo Berlusconi. Il Comites di Berna,  la Segreteria Cantonale Associazioni Genitori, l’ente gestore Casci, Associazioni Regionali e rappresentanti della Comunità Italiana a Berna hanno manifestato davanti al Consolato d’Italia (che dal 1 Dicembre 2008 è diventato Cancelleria Consolare) per sottolineare anche che tutti gli sforzi fatti dai nostri parlamentari nelle ultime settimane con proposte per la legge di riforma delle iniziative scolastiche, non solo sono stati poco ascoltati dal Governo, ma soprattutto sono stati rigettati dal Governo senza fornire spiegazioni adeguate per gli incredibili tagli operati.
La protesta si è concentrata in modo particolare contro la cancellazione dei corsi di lingua italiana per i residenti nel Cantone di Berna, con cui si perde uno dei potenziali più importanti per lo sviluppo delle relazioni culturali, economiche e politiche degli italiani all’estero con il loro paese di appartenenza: l’Italia.
La gente si sente abbandonata, disillusa, umiliata. La mancanza di un vero confronto parlamentare ha sotterrato la dignità di quei lavoratori italiani residenti a in Svizzera che da anni contribuiscono alla diffusione del Made in Italy in Svizzera e nel mondo.
“Tutti i paesi dell’Unione Europea – ha sottolineato Anna Ruedeberg, consigliere del CGIE in Svizzera – non mettono limiti alla diffusione della propria lingua e della propria cultura. In paesi come la Germania, l’Inghilterra, la Francia e la Spagna, decisioni così forti non sono neppure ipotizzabili. In Italia, invece, il pensiero del Governo viaggia evidentemente in senso opposto e la diffusione della cultura italiana all’estero viene ritenuta superflua. Così come sono ritenuti evidentemente superflui gli italiani all’estero, dimenticati dal Governo Berlusconi”.

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