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La debolezza del governo greco

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   Oggi sciopero generale contro la politica economica del governo. Un altro affondo alla debolezza del governo Karamanlis, il quale, ieri, aveva chiesto ai sindacati di cancellare la manifestazione. La risposta è stata chiara: lo sciopero si farà. Va precisato che la data era stata decisa prima della morte dello studente quindicenne, ma oggi questo sciopero assume una valenza più pregnante. Il rifiuto alla proposta del primo ministro è l’indice della debolezza politica del governo di Nuova Democrazia, che si regge su una maggioranza di 151 deputati su 300, complice anche una legge elettorale che è una “macedonia” tra proporzionale e premio di maggioranza.
     Oggi è anche la data in cui la commissione sulla scandalo del Monastero di Vatopedio, sul Monte Athos, deve presentare la sua relazione circa il coinvolgimento di politici (due ministri costretti alle dimissioni), i quali avrebbero favorito le intermediazioni immobiliari del Monastero. Sì, un Paese che vede l’ortodossia come uno dei pilastri della propria cultura e tradizione, costretto a sentire che i monaci anziché interessarsi allo spirito si erano trasformati in agenti immobiliari, grazie anche alle loro entrature nel governo. D’altra parte le commistioni tra Chiesa Ortodossa e potere politico-economico è ancora molto stretto.
     Sabato scorso, la morte del ragazzo. Il governo aveva promesso una rapida indagine, ma ancora non si sa se la pallottola è entrata nel torace del ragazzo di rimbalzo (come sostiene il poliziotto che afferma di aver sparato un colpo verso terra) o direttamente (come sostengono molti testimoni oculari).
    In quattro giorni il governo ha perso totalmente quel poco di fiducia che ancora aveva. Karamanlis, nella serata di lunedì, la più violenta) non ha avuto il coraggio di andare in televisione a dire, ad esempio, il governo non avrebbe tollerato episodi di violenza urbana e di saccheggio. Invece ha mandato avanti il suo ministro dell’interno  a spiegare che la polizia aveva l’ordine di avere un atteggiamento di “freddezza” e “vigilanza”, cioè ha lasciato a bande di ragazzini il controllo del centro città. Nel frattempo sono stati bruciati negozi, chioschi, macchine e spaccate vetrine. “Pagherà lo Stato i vostri danni”, ha promesso Karamanlis, ai commercianti. Resta invece aperto il conto con questi ragazzi.
 

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