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I governi europei devono condizionare le loro relazioni con il regime iraniano alla fine delle torture e delle esecuzioni

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La Presidente eletta della Resistenza Iraniana, Maryam Rajavi, ha inviato un messaggio alla manifestazione degli iraniani e dei sostenitori della Resistenza Iraniana a Stoccolma, organizzata a sostegno del movimento per ottenere giustizia per i prigionieri massacrati nel 1988.

E ha detto: “Il movimento per ottenere giustizia è riguarda direttamente le violazioni dei diritti umani che avvengono oggi in Iran”.

La manifestazione si è tenuta il 6 Ottobre, con la partecipazione di centinaia di iraniani residenti in Svezia e di molte personalità politiche.

Ai manifestanti Maryam Rajavi ha detto: “Il massacro dei 30.000 prigionieri politici del 1988 non è qualcosa che la storia dimenticherà. Questo crimine è una questione ancora oggi. La questione delle continue, catastrofiche violazioni dei diritti umani in Iran, riguarda i giovani accecati quest'anno dai mullah e quelli a cui sono state amputate le mani. Quei ragazzi e quelle ragazze a cui sono state negate le loro libertà più fondamentali. E' legata alle esecuzioni che avvengono quotidianamente in tutto il paese e alle migliaia di persone che si trovano nel braccio della morte. Riguarda i prigionieri politici che vengono costantemente torturati e privati dei loro più fondamentali diritti.

“Le donne sono sottoposte ad una duplice repressione. Tutta la società vive nella paura e nella povertà. La società viene privata delle attività politiche e non ha diritto a libere elezioni”.

Maryam Rajavi ha detto ai manifestanti iraniani e ai sostenitori della Resistenza Iraniana: “Con la vostra campagna per ottenere giustizia, state colpendo il regime per il suo crimine più grande”.

Ha poi sollecitato i popoli dell'Europa a chiedere ai loro governi perché continuano ad avere relazioni con un regime che si basa sul genocidio per la mantenere la sua presa sul potere.

Maryam Rajavi ha anche sottolineato la necessità che l'ONU crei una commissione indipendente per indagare sul massacro del 1988 in Iran ed ha esortato i governi europei a subordinare le loro relazioni commerciali e diplomatiche con la dittatura religiosa dei mullah, alla fine delle torture e delle esecuzioni in Iran.

Mahmoud Hakamian

@HakamianMahmoud

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