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IN QUESTE CONDIZIONI ISTITUZIONALI NON SE NE ANDRA’ PIU’ FUORI…

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Premetto di essere un incallito ottimista al punto da ricevere anche delle osservazioni: infatti, per me, vuoi per il mio Dna vuoi anche per segno zodiacale dell’Ariete, c’è la convinzione assoluta che ogni problema ha una soluzione, anche  se essa lambisce l’impossibile, a condizione però che vengano rimossi energicamente gli ostacoli che non consentono un cambiamento di rotta. Quando dico “energicamente” non intendo che si debba snobbare la legalità istituzionale, anzi, ma dare una pulita con “l’acido solforico”, e quindi non con acqua e sapone,  a tutto ciò che snobba la vera funzione dell’Istituzione, la quale, spesso, per non dire sempre,  rema contro considerando il cittadino onesto un soggetto che non deve  minimamente interferire con essa.  Ed oggi più che mai osservo questo panorama all’alba dei miei 83 anni !
Come sono i rapporti del cittadino con le Istituzioni ?
Dire “pessimi”, costituisce un mero eufemismo, che fa ridere tutti coloro ai quali viene formulata questa domanda.  Proprio qualche minuto fa, ho chiesto un servizio alla Forestale e questa, anziché fornirmelo, mi ha invece segnalato il n. degli articoli che devo far valere attraverso…un’avvocato.  Domanda: “Ma allora a cosa serve l’Istituzione ?  A scaldare il banco, si diceva una volta quando andavamo a scuola…?”
Se si considera questo fatterello in chiave estensiva non è difficile pensare che oggi, tutte o quasi le istituzioni, funzionino a questo modo, per cui è evidente che questo immobilismo totale non fa funzionare l’Italia, tranne che nell’interesse dei privilegi istituzionali (la trasmissione di Gilletti su La7 di ieri sera 12/1 docet!).
Ma al di là di questo, ci rendiamo conto che questo andazzo non fa altro che aumentare il debito pubblico grazie a persone istituzionalizzate che mangiano e non lavorano se non a difesa del loro posto di lavoro ? Fatte salve pochissime eccezioni, se è ben vero che, ad esempio, le Regioni italiane hanno dato uno dei più vergognosi esempi di malversazione e ruberie a danno della povera gente   (Mose che non funzionerà mai, Passanti, Ponte di Calatrava e quant’altro per citare il Veneto).
Il silenzio assordante che investe le Istituzioni va ascritto all’ipotesi di un cambiamento in positivo o piuttosto ad una situazione di stallo che si fa andare avanti per inerzia fino a quando potrà reggere ?
Che dire del debito pubblico, ormai insanabile, su cui tutti fanno finta di non sapere ?
La situazione è tragica e c’è da aspettarsi un colpo di mano da parte dei nostri governanti, così come fecero anni fa con la legge Fornero per evitare il fallimento del Paese, realtà che mi fa sentire anche oggi il fiato sulle spalle, quanto ad imponderabilità degli eventi.
Che dire del momento politico ?  Che, a mio avviso, è rappresentato da un coacervo di sbandati che sta facendo di tutto per restare in sella al potere, infischiandosene del cittadino ?
Adesso, Movimento 5 Stelle permettendo,  ci sarà forse il passar di mano dal centro-sinistra  ad un centro-destra decrepito che continuerà nella scia di quanto è già successo in passato, con a capo una persona dalla quale gli Italiani - pensavo – non si sarebbero più fatti infinocchiare un’altra volta, evidenziando così come l’elettorato italiano sia piuttosto “zuccone”, fatte salve le debite eccezioni.
E delle fabbriche che chiudono, dei gioielli di famiglia che si svendono, ultima Alitalia, dei marchi che sono stati il simbolo delle nostre industrie che cambiano proprietà ecc.ecc. che dire ?
Ormai l’Italia è ad una svolta, ma non ha il volante per attivare detta svolta per cui, non le resta altro che andar a sbattere contro il muro. Infatti, Istituzioni che non funzionano, debito pubblico insanabile, politica da volta stomaco, giustizia al collasso, giovani senza lavoro e vecchi senza pane,  mass-media che fanno spettacolo anziché dare notizie vere, deviando la pubblica opinione che, non sapendo più a che santo votarsi, preferisce allontanarsi da tutto, in primis dalla politica, dalla stampa, ed anche dal Paese per cercare fortuna altrove.
La soluzione non esiste, a meno che, cosa da non augurarsi mai, che non si debba far i conti con  quanto diceva Platone e cioè che in un clima di troppa “libertà”  istituzionale (e questo lo aggiungo io) come quella che stiamo vivendo e che io chiamerei tout court libertinaggio, nella quale non vi è più rispetto né riguardo per nessuno, nella quale tutti vogliono comandare evitando gavette, a cominciare da coloro che dovrebbero darci il buon esempio, esiste il pericolo sempre latente che si sviluppi una mala pianta: la tirannide dittatoriale.  Per fortuna c’è L’Europa, ma cosa potrà mai fare a nostra difesa?
Oggi sono in tanti a parlare di rivoluzione per salvare l’Italia, ma lo dicono solo perché non hanno il coraggio di nominare una “necessaria” dittatura, dalla quale, per quanto mi riguarda, Dio me ne scampi e liberi !
Bisogna aver il coraggio di dire queste cose prima che il Paese ci caschi in testa, ma purtroppo,  dicendo queste cose, si guadagna solo l’etichettatura di psicotico…
Ed infine, nota dolens, mi par difficile che in questo mondo di corrotti ad ogni livello, di mazzettari, di imbroglioni, non sia più possibile ripristinare il requisito ONESTA’,  sostantivo che, per il portatore di questa virtù,  è diventato – ahimè - quasi un peso da portare  sulle spalle, anche se molto volentieri.
ARNALDO DE PORTI, Feltre

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