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Il flop di Serata d'onore: è morto il varietà?

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Il nuovo programma di Pippo Baudo, "Serata d'onore", dopo essere stato seccamente sconfitto negli ascolti da "C'è posta per te" di Maria de Filippi, ha subito l'onta di perdere anche nei confronti dell'ennesima riproposizione del blockbuster "Titanic", in onda su canale 5. La trasmissione di Raiuno si è attestata sul 17% di share, contro il 27% del transatlantico più famoso del mondo. Nonostante una leggera crescita dei dati Auditel, causata probabilmente dalla mancanza di un competitor all'altezza, c'è da interrogarsi sulla fine di un modo di fare televisione e di un mutamento nei gusti degli spettatori.
Gli attacchi spavaldi di Baudo alla De Filippi, alla vigilia della prima puntata del nuovo programma del sabato sera di Raiuno e le polemiche, a sconfitta avvenuta, hanno portato il celebre conduttore a scagliarsi nuovamente (come già accaduto dopo il flop dell'ultimo Sanremo)contro le trasmissioni trash, che rispecchierebbero i gusti dell'italiano medio, ergendosi a vessillo di una televisione che cerca la qualità come fine da perseguire.
La proposta che il presentatore nato a Militello sostiene da anni è di ripristinare l'indice di gradimento, così che si possa porre al centro delle discussioni la qualità dei programmi, troppo spesso sacrificata dal sistema Auditel, in nome di un'equazione "made in Usa" che erroneamente eguaglia il gradimento alla quantità di spettatori.
Le critiche di Baudo hanno toccato qualche anno fa anche Bonolis, suo successore alla conduzione della prossima edizione del Festival di Sanremo, accusato di aver dato vita con "Ciao Darwin" ad un modello di varietà "vegeto-spettacolare", vuoto e privo di intelligenza artistica. Egli punta il dito contro la discrasia tra spettatore e televisione: i programmi più facili, che toccano la pancia del pubblico, riescono, troppo spesso, a raggiungere ascolti migliori, imbarbarendo però gli spettatori. L'intento di Baudo è, invece, portare nelle case degli italiani una cultura nazional-popolare, indirizzata alla massa, ma intrisa di contenuti.
Probabilmente il varietà perde ascolti perchè sono cambiati i gusti della gente, siamo nell'epoca iperreale del reality show, in cui vige la logica dell'improvvisazione e della non specialità delle competenze, in cui i programmi old style appaiono rigidi e obsoleti ai più. Oggi, inoltre, il tempo di produzione di un varietà, che negli anni d'oro 60 e 70 durava dieci giorni, è sceso a soli due o tre per preparare sketch, coreografie e giochi, risultando insufficiente a confezionare un buon prodotto. Nonostante ciò la scelta di Baudo di dedicare il sabato sera a temi come il teatro e la lirica va incoraggiata e sostenuta, ma sarebbe auspicabile un modernizzazione dei contenuti dello show per non continuare fino alla noia con un modello televisivo autoreferenziale e ripetitivo.

 

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